C’è una novità meteo importante. Il modello GFS (Global Forecast System) tende a delineare un possibile scenario quasi invernale, che vedrebbe un deciso cambiamento della situazione atmosferica sull’Italia dopo un periodo instabile e a tratti piovoso previsto tra il 20 e il 28 ottobre. Ma andiamo a scoprire i dettagli in questo nostro nuovo articolo.
Analizziamo la situazione
Durante quest’ultima fase di ottobre, infatti, il Paese sarà interessato da flussi atlantici piovosi, con piogge intermittenti e temperature solo in parte autunnali. Ricordiamo che, al meridione, è prevista un’impennata termica davvero considerevole. Con la quale si faticherà a chiamare autunno. Ma questo tipo di evoluzione presenta un lato oscuro. Che molti non immaginano. La possibilità che arrivi un’ondata di freddo! Chiariamo meglio questo concetto.
La spiegazione
È proprio questo movimento dell’anticiclone verso nord a costituire il fattore chiave dell’evoluzione successiva. Spostandosi in questa direzione, il campo di alta pressione finirebbe per lasciare aperta, anzi proprio spalancata, una porta sull’Europa orientale. Così facendo, masse d’aria russe riuscirebbero a penetrare nel bacino del Mediterraneo. Si tratterebbe di una vera e propria discesa di aria fredda per il periodo!
La configurazione atmosferica probabile
Stiamo parlando di uno scenario meteo a dieci giorni. È chiaro che va preso con le dovute caute. Ma vediamo insieme il resoconto. Un robusto anticiclone esteso dall’Atlantico verso il Nord Europa e, sul suo lato orientale, un corridoio aperto per la discesa di aria più fredda proveniente dal Circolo Polare. Non è una manovra da poco.
È probabile che, tra martedì 4 e mercoledì 5 novembre, ci sia un ingresso freddo abbastanza considerevole. Le simulazioni delle isoterme a 1500 metri d’altezza (circa la quota di riferimento per la temperatura in libera atmosfera) mostrano valori sensibilmente inferiori alla norma stagionale. Ora andiamo a vedere il focus geografico.
Il bersaglio principale: basso Adriatico e Sud Italia
Secondo il modello GFS, la massa d’aria più fredda tenderà a concentrarsi soprattutto sulle regioni del basso Adriatico, dove le correnti da Nord-Est porteranno freddo acuto. Addirittura è possibile che si formi un minimo sul mar Ionio. Anche se, mancando tantissimi giorni, è un’evoluzione meteo che necessita di tante conferme.
Questa dinamica provocherà una discesa generalizzata delle temperature: i valori medi si potrebbero portare fin sotto le medie di 6-8 gradi. Tenendo conto che oramai siamo a novembre, è facile capire che potrebbe essere un ingresso invernale, con temperature tipiche di dicembre.
Piogge, rovesci e prime nevicate vere
Gli effetti principali a livello meteorologico si faranno sentire soprattutto sulle regioni del medio Adriatico (Marche, Abruzzo, Molise) e su buona parte del Sud Italia, in particolare su Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia orientale. In queste aree sono attese precipitazioni irregolari, localmente intense, anche a carattere di rovescio o temporale.
Il freddo in arrivo, combinato con l’aria più umida richiamata dal minimo sullo Ionio, creerà inoltre le condizioni ideali per il ritorno della neve in Appennino. È chiaro che provare ad azzardare una quota adesso è impossibile. Ma sicuramente si tratterebbe davvero di quote basse. Non possiamo ancora parlare di neve in pianura o peggio ancora sulle coste. Ma si tratterebbe di nevicate in collina.

La durata ipotetica
Quanto potrebbe durare questa avvezione fredda? Sebbene l’episodio appaia piuttosto intenso. Ci sono due cose da tenere in conto. La prima è che la sua durata non dovrebbe essere lunga. Il sistema perturbato, infatti, tenderà a spostarsi rapidamente verso sud-est, favorendo un miglioramento graduale già entro la giornata del 6 novembre. La seconda, è ancora più importante, è che tale scenario va comunque confermato. Parliamo di tendenze a lungo termine e sappiamo che c’è un margine di incertezza non trascurabile.
RICAPITOLANDO
Periodo interessato dal freddo: dal 3 al 6 novembre
Origine dell’aria fredda: artico-continentale
Zone più colpite: medio-basso Adriatico e Sud Italia
Temperature: 6-8 gradi sotto la media stagionale
Fenomeni attesi: piogge, rovesci, temporali e neve in Appennino anche a quote collinari
Durata: circa 2-3 giorni, con rapido miglioramento entro il 5-6 novembre
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando i dati dei modelli meteo ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE