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VORTICE POLARE: l’attore dominante dell’Inverno, vediamo le novità

Davide Santini di Davide Santini
24 Ott 2025 - 11:45
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Spesso si sente parlare in campo meteo del Vortice Polare. Cerchiamo di dare una spiegazione semplice. Si tratta praticamente di un’enorme spirale d’aria gelida che ruota incessantemente intorno al Polo Nord. Per la verità sono due, perché c’è anche quello antartico. Ma noi tratteremo, per ovvi motivi geografici, quello più vicino a noi.

 

Approfondiamo

Questa colossale macchina atmosferica si comporta come una sorta di serbatoio, che contiene l’aria fredda nelle alte latitudini. Stiamo semplificando molto, mai per cercare di essere il più chiaro possibile per i nostri lettori. Quando la sua struttura si indebolisce, può rompersi, lasciando che enormi quantità di aria freddissima si riversino verso sud, modificando radicalmente il tempo in gran parte dell’Emisfero Nord.

 

In realtà sono due parti

Il vortice polare troposferico è quello che si forma nella parte più bassa dell’atmosfera, tra circa 7 e 12 chilometri di quota. È in questa regione che si sviluppano i principali sistemi di bassa pressione invernali e i movimenti atmosferici che influenzano direttamente le condizioni meteo quotidiane. Al di sopra, tra 20 e 50 chilometri di altezza, si estende invece quello stratosferico.

 

Sebbene si trovino a quote differenti, i due vortici sono strettamente collegati: ciò che accade nella stratosfera può chiaramente condiziona profondamente il comportamento della troposfera e viceversa. Quando la parte stratosferica si indebolisce o subisce un riscaldamento improvviso, le conseguenze si ripercuotono anche negli strati inferiori. Il tutto causando episodi di freddo estremo o ondate di gelo improvvise nelle medie latitudini.

 

Cosa succede quando c’è una rottura?

Un vortice polare forte e compatto tende a trattenere il freddo nelle regioni artiche, garantendo inverni relativamente miti alle latitudini medie. È capitato spesso nelle ultime annate. Ma quando si indebolisce o si divide in più cocci, l’aria artica può invadere l’Europa, portando episodi di gelo intenso fino al Mar Mediterraneo. È questo il motivo delle ondate di freddo del passato remoto. Quindi, una buona speranza affinché ci sia una stagione fredda è che tale vortice sia piuttosto debole.

 

Un regolatore del clima globale

Il vortice polare è molto più di un fenomeno atmosferico legato alle stagioni fredde: rappresenta uno dei meccanismi principali attraverso cui il pianeta mantiene l’equilibrio climatico. La sua presenza condiziona il percorso delle correnti a getto, quei flussi d’aria rapidi che scorrono a circa 10-12 chilometri di altezza e influenzano i regimi di precipitazioni e temperatura su scala mondiale.

 

Quando il vortice è forte e regolare, la corrente a getto resta compatta e stabile, mantenendo una netta distinzione tra le masse d’aria calde e fredde. Al contrario, un vortice instabile può indebolire la corrente a getto, facendola ondulare e permettendo a masse d’aria anomale di spostarsi liberamente. È così che, per esempio, l’Europa può sperimentare inverni insolitamente miti mentre il Nord America viene colpito da freddi record, o viceversa.

 

Alcune conseguenze importanti

Volete qualche esempio? Inverni più lunghi o improvvisi ritorni di freddo possono compromettere la fioritura anticipata, soprattutto nelle regioni temperate dell’Europa meridionale. Anche qui è capitato spesso che ci fossero ondate di gelo tardive che hanno fatto un sacco di danni all’agricoltura.

 

Anche l’Asia orientale e il Nord America ne risentono: una rottura del vortice può determinare gelate precoci, con gravi ripercussioni su raccolti di cereali e frutta. Le anomalie legate al vortice polare, quindi, non hanno solo conseguenze climatiche, ma anche economiche e sociali. Va da sé che è fondamentale cercare di capire con largo anticipo quando ci possa essere una rottura.

 

C’è sempre ma siamo in epoca di riscaldamento

Ovviamente, poiché viviamo il fatto che il Global warming sia in forte ascesa è difficile non ricordare che le ondate di gelo sono più rarefatte rispetto a un tempo. Ma ciò non toglie che esistano ancora. Ovviamente sono più piccole di estensione e minori di durata. Ma intanto nulla ci vieta di poterne avere un’altra anche sul nostro paese. E se sarà così il merito risulterà quasi esclusivamente delle conseguenze del Vortice Polare.

 

Credit

L’articolo è stato redatto analizzando i dati dei modelli meteo ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: atmosfera terrestrecambiamenti climaticiclima globalecorrenti a gettofenomeni meteorologicifreddo articoondate di geloPolo Nordriscaldamento globalevortice polare
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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