
(METEOGIORNALE.IT) Ci siamo, è ufficiale. L’autorevole ente NOAA decreta l’inizio della Niña. Si tratta di un fenomeno atmosferico che nasce nelle acque dell’Oceano Pacifico e che, nonostante la distanza, riesce a condizionare il meteo per mesi sull’intero Globo. A titolo informativo è capace di alterare la distribuzione delle precipitazioni, la frequenza delle irruzioni fredde e la posizione dei centri di alta e bassa pressione.
L’annuncio
Secondo i dati più recenti diffusi dalla NOAA, l’agenzia statunitense che monitora oceani e atmosfera, il progressivo raffreddamento delle acque superficiali nel Pacifico è ormai evidente. E allora via alla novità. La Niña dominerà la scena climatica nei mesi autunnali e invernali imminenti. Le mappe termiche, pubblicati sul sito, mostrano chiaramente un’estesa anomalia fredda nel cuore dell’oceano, segno inequivocabile dell’attivazione del fenomeno.
Le conseguenze europee
Sappiamo che, a livello mondiale, questa teleconnessione stravolge il meteo per i prossimi mesi su buona parte del Pacifico. Si tratta però di paesi dalla parte opposta del mondo. Chiaramente, a noi interessa cosa potrebbe succedere a casa nostra.
Nel contesto europeo, gli effetti non sono immediati, ma risultano comunque non trascurabili. L’alterazione della corrente a getto polare può determinare un aumento della variabilità climatica. Cosa vuol dire? Semplice, potremmo avere irruzioni fredde più frequenti e periodi di maltempo persistente. L’Europa centro-settentrionale e l’area mediterranea potrebbero assistere a inverni più dinamici. Da un lato rimonte calde ma da quell’altro discese fredde particolarmente interessanti.
E per l’Italia?
Per quanto riguarda l’Italia, la Niña potrebbe favorire arrivo di perturbazioni organizzate o addirittura la nascita di qualche ciclone Mediterraneo. Ovviamente, parliamo di statistica e non di previsioni meteo. Impossibile farle mesi e mesi prima.
Bisognerà comunque vedere le previsioni di volta in volta e, eventualmente, attenersi alle regole della protezione civile della propria regione di riferimento. Potrebbe anche venire condizionato l’inverno. Le lunghe pause anticicloniche degli ultimi anni sarebbero in misura inferiore e, al tempo stesso, aumenterebbe la probabilità di ondate di freddo.
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando i dati dei modelli meteo ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)



