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      Home » La Niña e l’Inverno: il legame che stupisce persino gli esperti
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      La Niña e l’Inverno: il legame che stupisce persino gli esperti

      Davide Santini
      Davide Santini
      Pubblicato: 11/10/2025
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      4 Min Lettura
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      Contents
      • Fa parte di un ciclo
      • Vediamo prima a livello mondiale
      • In Europa
      • Le conclusioni
      • Credit

       

      Gli esperti la monitorano da diverso tempo. C’è un’anomalia remota, a migliaia di chilometri dal nostro Paese, che ha effetti meteo climatici su quasi tutto il globo. Per chi non avesse capito si tratta de La Niña. De essa prende vita nelle acque dell’Oceano Pacifico.

       

      Ai più può sembrare distante e irrilevante, ma in realtà può stravolgere completamente il clima a livello globale. Ad esempio, alterando precipitazioni, temperature, irruzioni fredde e la disposizione delle aree di alta e bassa pressione.

       

      Fa parte di un ciclo

      Nel ciclo climatico ENSO (El Niño–Southern Oscillation), La Niña rappresenta la fase opposta rispetto a El Niño. Si manifesta quando le acque superficiali dell’area equatoriale del Pacifico centrale e orientale subiscono un raffreddamento anomalo, accompagnato da un’intensificazione degli alisei, i venti che spirano da est verso ovest lungo la fascia equatoriale.

       

      Secondo le ultime rilevazioni della NOAA, le acque superficiali del Pacifico stanno subendo un rapido calo termico. Ormai è chiaro. La Nina risulta in formazione e si manterrà attiva per i prossimi mesi autunnali e invernali. Con quali conseguenze per il nostro paese?

       

      Vediamo prima a livello mondiale

      Nelle zone tropicali e subtropicali del Sud-Est asiatico, dell’Africa, del Brasile e dell’Australia, aumentano le piogge torrenziali e i monsoni, spesso responsabili di inondazioni anche molto gravi. Sull’America settentrionale, invece, gli effetti si manifestano con inverni più rigidi e umidi, soprattutto nel Midwest e nel Nord-Est degli Stati Uniti, dove crescono la frequenza delle nevicate e delle ondate di gelo. Come vedete, già questi fatti tendono a stravolgere l’equilibrio mondiale. Vediamo adesso il vecchio continente

       

      In Europa

      Qui ci sono effetti in modo meno diretto, ma non per questo trascurabile o nullo. Le modifiche nella circolazione atmosferica globale possono condurre a stagioni invernali più fredde e instabili, specialmente nell’Europa centrale e nell’area mediterranea.

       

      Ciò, in una prima occhiata, potrebbe favorire anche sull’Italia l’arrivo di fasi meteo più turbolente. Questo vuol dire che si passerebbe da fasi di freddo a fasi di caldo con una costante alternanza di estremi. Non possiamo dire che l’inverno sarà freddo. Ma se fossimo nel ramo discendente dell’aria gelida, allora l’Italia potrebbe subire una fase di freddo davvero notevole.

       

      Le conclusioni

      Il ritorno della Niña rappresenta dunque un elemento chiave per sperare in una stagione invernale un po’ meno monotona. Sebbene le sue ripercussioni sull’Italia e sull’Europa non siano dirette come quelle osservate in America o in Asia, la sua interazione con altri fattori climatici globali potrebbe amplificare le fasi di instabilità e freddo. Ecco perché ci sono alcuni presupposti per l’arrivo di una stagione invernale dal meteo abbastanza interessante. Ma ne riparleremo nei prossimi periodi.

       

      Credit

      L’articolo è stato redatto analizzando i dati dei modelli meteo ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE

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      TAG:autunno 2025cicloni mediterraneiclima globaleENSOfreddo articoinverno 2025ItaliaLa Ninaoceano pacificoprecipitazioni intense
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