
(METEOGIORNALE.IT) Dinamicità, questa la parola d’ordine. Se preferite variabilità atmosferica, o comunque repentini cambiamenti delle condizioni meteo climatiche. Ma ciò che in questo periodo sta causando più problemi è la volubilità dei modelli matematici. Eppure dovrebbero essere strumenti altamente affidabili…
In realtà elaborano talmente tante variabili che non sono affatto infallibili ed è giusto che si sappia. Anche perché quelle stesse variabili vengono elaborate così tante volte in una singola emissione che avere un trend evolutivo univoco non è affatto semplice. Non è un caso, lo avrete senz’altro notato, che allorquando si tratta di proiezioni – non previsioni – vi rimandiamo ai costanti aggiornamenti quotidiani.
Premessa d’obbligo, quel che stiamo per scrivere ricalca l’andamento di una stagione – l’Autunno appunto – che mai come quest’anno sembra avere tutta l’intenzione di lasciare il segno. In qualche modo di somigliare a stagioni autunnali vecchio stampo, pur con i soliti eccessi – in un senso o nell’altro – dettati dall’epoca moderna. Ovvero dall’epoca del riscaldamento globale.
Le difficoltà predittive cominciano già a medio termine, se per medio termine intendiamo le proiezioni inerenti la prossima settimana. Perché quella che inizialmente sembrava un’irruzione fredda capace di spingersi con decisione fin sull’Italia in realtà potrebbe rimanere confinata a est. Quindi sull’Europa orientale.
Il motivo? Il cedimento del blocco anticiclonico sotto l’incalzante azione depressionaria oceanica. In quest’ultimo caso è giusto che sia così, perché se pensiamo alle stagioni autunnali vecchio stampo beh, le perturbazioni atlantiche erano senza ombra di dubbio l’elemento predominante.
Ma in questo caso non dobbiamo minimamente immaginarci quel tipo di scenario, che all’epoca era sostenuto dalla cosiddetta Depressione semi-permanente d’Islanda. Ed è chiaro, visto il nome, che si trattava di un’area depressionaria capace di insistere in loco – tra Islanda e Isole Britanniche – per settimane. Se non addirittura per mesi.
Ora non è più così. I motivi sono tanti, troppi per poterli elencare in un singolo approfondimento. Ma quel che è più chiaro, agli occhi degli esperti, è che il Vortice Polare di quest’anno non è affatto lo stesso degli anni scorsi. La sua debolezza sta mandando letteralmente in tilt i centri di calcolo internazionali, che faticano a inquadrare al meglio il futuro.
Ed è per questo che sarà necessario non perdere la bussola. Ed è per questo che sarà necessario aggiornarsi costantemente, già sul trend meteo climatico della prossima settimana che sembra poter proporre una persistenza del bel tempo ma che di contro potrebbe soccombere sotto i colpi delle insidiose depressioni atlantiche. O chissà, magari sotto i colpi del freddo da est. (METEOGIORNALE.IT)
