(METEOGIORNALE.IT) Eh sì, le temperature tenderanno a diminuire durante la settimana, a partire da domani, 13 ottobre. È previsto un considerevole calo termico soprattutto sul Nord Italia, che poi si estenderà progressivamente a tutta la penisola. Anche la Sardegna sarà interessata dal cambiamento, mentre la Sicilia ne risentirà meno: l’isola, infatti, continuerà per tutta la settimana a beneficiare di aria calda di origine nordafricana, sebbene con temperature non particolarmente elevate.
Tuttavia, c’è una novità tutta da confermare verso la fine del mese, tra il 24 e il 25 ottobre: potrebbe verificarsi una seconda ottobrata romana, con un nuovo aumento delle temperature. Le previsioni in merito sono ovviamente da prendere con cautela, poiché la distanza temporale è ancora notevole, ma i modelli matematici iniziano a evidenziare un possibile riscaldamento. In particolare, il Centro Meteo Europeo lo prevede come un fenomeno diffuso, in grado di interessare quasi tutta l’Italia.
Diversamente, il modello matematico americano propone uno scenario opposto: nessun riscaldamento significativo per le regioni settentrionali, ormai pienamente avviate verso l’autunno. In Pianura Padana, inoltre, le inversioni termiche contribuiranno ad accentuare il raffreddamento. Lo stesso modello prevede invece, per la fine del mese, una risalita termica marcata sul Centro-Sud, in particolare su Sardegna, Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia.
Si tratterebbe di una situazione meteorologica tipica di ottobre, legata al possibile passaggio di una bassa pressione sull’Italia. Un minimo sul Golfo Ligure, in evoluzione verso est, potrebbe infatti richiamare aria calda dall’Africa, dando origine a un breve periodo di mite instabilità.
L’attuale ottobrata romana, invece, è ormai agli sgoccioli. Il suo termine è da attribuire al richiamo di correnti fredde artiche, favorito da due elementi chiave della circolazione atmosferica europea: un potente anticiclone sulle Isole Britanniche e una profonda bassa pressione sulla Russia. L’interazione di questi due sistemi richiama aria fredda dalle regioni artiche, che tenderà a scendere verso sud, influenzando marginalmente anche l’Italia, dove si assisterà a una diminuzione delle temperature e alla fine del periodo mite.
Negli ultimi giorni si sono registrati valori termici eccezionalmente alti per il periodo: quasi 28 °C ad Alghero, 27 °C a Catania Sigonella e Decimomannu, 27 °C a Firenze Peretola, oltre 26 °C a Viterbo, Grosseto, Cagliari, Napoli, Pisa, Pantelleria, Roma Ciampino e Perugia. Si sono toccati circa 25 °C a Lampedusa, Reggio Calabria, Olbia e Roma Fiumicino, 24 °C a Palermo Punta Raisi, 23 °C a Genova, Bologna, Bolzano e Piacenza, e intorno ai 22 °C a Milano Linate e Malpensa e Torino Caselle, dove il clima è risultato più fresco rispetto al centro cittadino.
La fase mite volgerà dunque al termine a causa dell’arrivo di un impulso di aria fredda, particolarmente consistente sull’Europa orientale e settentrionale. In Russia potrebbero verificarsi le prime nevicate in pianura, o almeno fenomeni di nevischio, così come in Finlandia e nei Paesi Baltici, dove è previsto un freddo intenso. Sensibile calo termico anche in Ucraina e Polonia, segno che l’inverno in quelle zone sta arrivando precocemente, come spesso accade ogni anno.
Le previsioni stagionali che prospettavano un ottobre estivo sono dunque state smentite dai fatti. Già a inizio mese abbiamo avuto un’irruzione di aria fredda dalla Russia che ha colpito i Balcani, e ulteriori masse di aria artica sono attese nei prossimi giorni. Tutte le proiezioni a lungo termine confermano una ricorrenza di correnti fredde provenienti dalle regioni polari. A fine mese, secondo il Centro Meteo Americano, una nuova discesa di aria gelida interesserà la Scandinavia, l’Europa centrale e le Isole Britanniche, mentre per il Centro Meteo Europeo l’evoluzione sarà meno rigida ma comunque dominata da alternanze tra fasi calde e fredde.
Insomma, la stagione autunnale sta avanzando in modo deciso quest’anno, ma è ancora presto per capire come sarà il prossimo inverno.
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