
(METEOGIORNALE.IT) L’uragano Melissa rischia di diventare il simbolo della stagione degli uragani del 2025 e probabilmente degli ultimi anni. Non è un ciclone come gli altri e, purtroppo, anche la traiettoria non è delle migliori, visto che punta palesemente verso la Giamaica. Nelle ultime ore la tempesta ha raggiunto la categoria 5, la massima della scala Saffir-Simpson, spingendo venti oltre i 260 km/h e portando con sé piogge torrenziali e mareggiate devastanti. Il minimo di bassa pressione, nel cuore della tempesta, ha toccato i 917 hPa.
Evacuazioni di massa in Giamaica
Il suo occhio si trova poco a sud-ovest della Giamaica, dove le autorità hanno ordinato evacuazioni di massa e chiuso porti, aeroporti e scuole in vista dell’impatto più violento. Le prime aree già colpite, tra Haiti e Repubblica Dominicana, contano vittime e danni diffusi per alluvioni e frane, mentre sull’isola caraibica si prepara il picco della tempesta nelle prossime ore.
Uragano anomalo, come mai?
Come mai l’uragano Melissa preoccupa così tanto? Il problema non è rappresentato solo dalla sua potenza, visto che non si tratta del primo uragano di categoria 5. A destare preoccupazione tra gli esperti è la sua lentezza.
La sua lentezza amplifica la portata delle piogge, aumentando il rischio di allagamenti estesi e mareggiate eccezionali. L’aria calda e umida del mar dei Caraibi, unita a temperature superficiali dell’acqua ben oltre la norma, ha alimentato l’intensificazione rapidissima del sistema in meno di 48 ore.
Come mai è più lento del solito? Il ciclone tropicale ha rallentato molto la sua corsa a causa di Alisei e di una corrente a getto sub-tropicale più debole. Per questo motivo si temono precipitazioni estremamente abbondanti, addirittura superiori ai 500-600 mm.

Territori fragili e rischio elevato
Ad aggravare la situazione c’è anche la fragilità del territorio nel sopportare tutta questa pioggia. Tra aree deforestate, pendii instabili e infrastrutture precarie, l’impatto della tempesta rischia di risultare molto più ampio di quanto previsto.
Nei prossimi giorni la traiettoria di Melissa potrebbe piegare verso nord-ovest, coinvolgendo anche Cuba e successivamente le Bahamas, ma molto dipenderà dalle correnti in quota e dalle variazioni di pressione sull’oceano. Per ora, l’allerta resta massima in tutto il bacino caraibico: si attendono onde di oltre sei metri, blackout diffusi e danni strutturali ingenti.
Credit – Le previsioni meteo sono realizzate sui dati emessi dai centri di calcolo ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS), opportunamente revisionati e analizzati dal nostro team di esperti. (METEOGIORNALE.IT)
