Per quel che ci riguarda sapete che abbiamo già abbozzato delle linee guida, ma poi non è detto che vengano rispettate. Gli elementi sui quali abbiamo ragionato sono essenzialmente 3: la Nina, la QBO negativa e le improvvise anomalie termiche del Pacifico nordorientale.
I primi 2 elementi sono ritenuti i più importanti, sappiamo infatti che annate di questo tipo hanno avuto – in passato – ottime chances invernali. Attenzione, parliamo di probabilità a livello emisferico, soprattutto Nord America ed Europa. Nord America che in linea di massima è la parte più coinvolta da eventuali debolezze del Vortice Polare, mentre nel vecchio continente pesano altri fattori quali ad esempio l’influenza oceanica.
Tuttavia la combo “La Nina-QBO negativa” accresce le possibilità di scambi meridiani proprio a causa dei frequenti disturbi alla normalità attività stratosferica del Vortice Polare. Ed ecco quindi che anche in Europa potrebbero verificarsi eventi freddi di una certa portata, comunque capaci di lasciare il segno.
Ciò non vuol dire che anche l’Italia possa e debba rientrare nei giochi invernali, ma quel che è certo è che in quel modo le probabilità sarebbero maggiori.
Il terzo elemento considerato, ovvero le anomalie termiche del Pacifico nordorientale, potrebbero viceversa inibire gli scambi meridiani, consentendo alle Alte Pressioni di stazionare con maggior frequenza e consistenza alle medie latitudini. Quel che non sappiamo, al momento, è come potrebbero interagire tra loro tutti e 3 gli elementi.
Tra l’altro potrebbero subentrarne dei nuovi, in particolare andranno tenute sott’occhio eventuali anomalie termiche delle acque atlantiche. Al momento tutto sembra filare liscio, secondo i piani stagionali, ma potrebbe bastare un non nulla per poter cambiare le carte in tavola. Improvvisamente.
Quindi, per chiudere, le potenzialità per un Inverno d’altri tempi – o comunque normale – ci sono tutte. Poi però un conto è ciò che è scritto sulla carta, un altro paio di maniche è ciò che poi si andrà a realizzare.
