(METEOGIORNALE.IT) La Jamaica vive ore di attesa tesissima. Hurricane Melissa, portato a Categoria 5 sulla scala Saffir-Simpson, ha completato la svolta verso nord-est e sta puntando il cuore dell’isola con una combinazione di alluvioni lampo, frane e onde di tempesta potenzialmente devastanti. Il moto in avanti è lentissimo, sotto 8 km/h, il che amplifica i pericoli: più a lungo un uragano resta vicino alla stessa zona, più acqua scarica e più a lungo soffiano i venti più forti.
Nelle ultime 24 ore Melissa ha raggiunto raffiche estreme e una struttura compatta, con venti massimi sostenuti di circa 280 km/h e picchi superiori. Anche se nelle prossime ore dovessero verificarsi oscillazioni d’intensità, il livello di rischio per l’isola non cambierebbe in modo sostanziale: l’impatto atteso resta distruttivo.
Piogge estreme e frane: perché l’acqua è il nemico principale
Il segnale d’allarme più grave riguarda le precipitazioni. I previsori indicano 380–760 mm di pioggia su gran parte della Jamaica, con picchi locali fino a 1.000 mm entro Mercoledì. In orografia montuosa, questa quantità d’acqua innesca alluvioni lampo nei fondovalle e numerose frane lungo i versanti, con strade interrotte e comunità isolate. Anche il sud di Haiti e la parte occidentale della Repubblica Dominicana sono esposte a fenomeni simili, con rischio particolarmente alto nei rilievi.
Mare molto grosso e onde di tempesta sulla costa sud
Sulla costa meridionale, l’onda di tempesta rappresenta l’altro cardine dell’emergenza. Il livello del mare potrà innalzarsi di 2,7–4,0 metri sopra il suolo, soprattutto a est del punto di impatto del centro del ciclone, con onde distruttive che esalteranno l’allagamento costiero. Tratti come Port Royal e le aree basse del litorale di Kingston sono tra i più vulnerabili. Su Cuba sudorientale il rischio mareggiata rimarrà elevato con 2,1–3,4 metri in caso di landfall lungo la costa sud-est.
Venti distruttivi e orografia: l’effetto delle colline
Le condizioni di burrasca tropicale hanno già raggiunto l’isola; venti d’uragano sono attesi tra la tarda serata di Lunedì e la mattina di Martedì. In presenza di rilievi, i venti sulle creste e sui versanti sopravvento possono risultare fino al 30% più forti rispetto a quelli stimati vicino al suolo: un dettaglio che spiega perché alcuni quartieri collinari sperimentano danni peggiori, tra tetti scoperchiati, alberi sradicati e linee elettriche abbattute. Restare al chiuso, lontano da finestre esposte, è vitale finché le autorità non dichiarano cessato il pericolo.
La traiettoria: impatto su Jamaica, poi Cuba e Bahamas
La traiettoria ufficiale prevede il passaggio del nucleo di Melissa su o molto vicino alla Jamaica nella giornata di Martedì 28 ottobre 2025, quindi un secondo impatto tra Martedì notte e Mercoledì su Cuba sudorientale. Successivamente, il sistema attraverserà le Bahamas sud-orientali e centrali Mercoledì, mantenendo ancora venti intensi e piogge torrenziali. In parallelo, restano in vigore allarmi e avvisi per Jamaica, Cuba e Bahamas, con condizioni da tempesta tropicale anche su Turks e Caicos.
Preparazione e tempi di risposta: perché ogni ora conta
Con un uragano lento e di vasta scala, il tempo di esposizione diventa il vero moltiplicatore di rischio. Sia in città sia nelle campagne, l’indicazione più importante è evitare ogni spostamento non indispensabile durante il picco e non attraversare strade allagate: poche decine di centimetri d’acqua in movimento bastano a trascinare un’auto. L’accesso ai porti e agli aeroporti resterà condizionato dalle mareggiate e dai detriti, per cui le operazioni di ripristino potranno iniziare solo quando i venti lo consentiranno e il livello del mare si sarà ritirato. Le autorità sanitarie, intanto, si preparano a un aumento di richieste d’emergenza legate a traumi, incidenti domestici e interruzioni dei servizi essenziali.
Uno sguardo alla stagione: frequenza di grandi uragani e gestione del rischio
Il 2025 sta mettendo in fila eventi di intensità rara nell’Atlantico. Al netto delle differenze tra singole tempeste, il filo rosso è chiaro: preparazione anticipata, comunicazione chiara e infrastrutture resilienti fanno la differenza tra una crisi grave e una catastrofe. In un arcipelago di economie costiere, investire in difese contro onde di tempesta, reti elettriche più robuste e piani di evacuazione rapidi non è più un’opzione: è una necessità.
Credit: National Hurricane Center – Public Advisory, National Hurricane Center – Public Advisory (mobile), National Hurricane Center – Forecast Discussion/Key Messages, National Hurricane Center – Key hazards (storm surge, wind, rainfall) nelle Public Advisory

