
(METEOGIORNALE.IT) La causa di questo peggioramento è legata a una saccatura in discesa dal Nord Atlantico, che spingerà aria fredda verso l’Europa centrale e l’arco alpino. L’incontro tra questa massa d’aria e le correnti più miti e umide preesistenti in quota darà origine a un’intensa fase di instabilità, con precipitazioni diffuse e nevose a partire dai rilievi di media quota. Il flusso sud-occidentale, umido e persistente, contribuirà a mantenere attivi i rovesci per molte ore, specialmente lungo i versanti esposti alle correnti atlantiche.
Il limite delle nevicate si collocherà inizialmente attorno ai 1600-1700 metri, ma con il passare delle ore tenderà a scendere fin verso i 1200-1300 metri nei fondovalle più freddi. Sopra i 1800 metri si potranno accumulare facilmente 25-30 centimetri di neve, con valori localmente superiori nelle aree più esposte e nei bacini montuosi più chiusi. Non è escluso che, durante i rovesci più intensi, i fiocchi possano spingersi temporaneamente anche un po’ più in basso.
Le regioni più coinvolte saranno quelle del Nord Italia e dell’arco alpino centro-orientale, dove le precipitazioni risulteranno più insistenti. I versanti meridionali, invece, vedranno un limite della neve più elevato, spesso oltre i 2000 metri, a causa dell’afflusso di correnti più miti prefrontali. Per i comprensori sciistici situati alle quote superiori, si tratta del primo vero contributo utile in vista della stagione invernale, che potrà finalmente prendere forma nei prossimi giorni.
Il meteo nei giorni successivi resterà dinamico, con nuovi impulsi perturbati che potrebbero mantenere un clima instabile e freddo almeno fino al prossimo weekend. È un segnale chiaro: l’autunno sta lentamente cedendo ila passo all’inverno, e questo episodio di inizio novembre potrebbe rappresentare solo l’inizio di una fase più fredda e nevosa anche per le settimane a venire. Conviene tenere d’occhio gli aggiornamenti, perché la stagione bianca, questa volta, sembra davvero voler partire con il piede giusto.
Ci ritorneremo.
L’articolo è stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA , ICON . (METEOGIORNALE.IT)
