• Privacy Cookie
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy settings
giovedì, 14 Maggio 2026
METEO GIORNALE
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti
Meteo Giornale
Home Viaggi e Clima

Mi trasferisco a Tenerife: l’eterna Primavera e caldo accettabile

Maria Trevisan di Maria Trevisan
18 Set 2025 - 09:15
in Viaggi e Clima
A A
Share on FacebookShare on Twitter

 

LEGGI ANCHE

Alghero: vie catalane e quei tramonti che non si scordano

Non solo Napoli e Costiera: la Campania nascosta che ti sorprenderà nell’Estate 2026

(METEOGIORNALE.IT) C’è un momento, nella vita, in cui qualcosa dentro di te ti dice che è ora di cambiare. Non solo aria, ma ritmo, luce, priorità. Così ho fatto le valigie, senza eccessiva malinconia, e mi sono trasferito a Tenerife, la più grande delle Isole Canarie, quella che sembra sospesa tra l’Africa e l’Europa, quella che promette – e mantiene – un’eterna primavera.

Tenerife non è più quel paradiso economico che si raccontava un tempo. I prezzi, per quanto più accessibili rispetto al Nord Europa, si sono allineati a quelli delle città italiane di medie dimensioni. Affitti, spesa, servizi: nulla è più regalato. Ma qui si vive meglio. Non perché si spenda meno, ma perché si respira meglio. Il tempo è più lento, i tramonti più larghi, la gentilezza più naturale.

 

Il clima perfetto che mi ha salvato dall’estate infernale

Sono fuggito non solo dal traffico, dallo stress, dalla pressione sociale, ma anche – soprattutto – da quel caldo estremo estivo che ogni anno sembrava togliermi un po’ di vita. A Tenerife ho ritrovato un equilibrio termico che mi ha restituito energia. La temperatura media oscilla tra i 20 e i 26 gradi, con leggere variazioni tra nord e sud dell’isola.

Il sud, dove ho scelto di stabilirmi, è più secco e soleggiato, praticamente sempre baciato dal sole. Il nord, più verde e umido, regala paesaggi lussureggianti e temperature leggermente più fresche. Ma è ovunque che si sente quella sensazione di eterno aprile, quel clima temperato che mi ha fatto riscoprire il piacere di camminare a piedi, di bere un caffè all’aperto anche a gennaio, di dormire senza aria condizionata a luglio.

 

Una geografia che sorprende ogni giorno

Tenerife è un continente in miniatura. A nord si ergono verdi vallate che ricordano l’Irlanda, a sud si distendono spiagge laviche e deserti di sabbia dorata. E poi c’è lui, il Teide, il vulcano più alto di Spagna, con i suoi 3.718 metri. Una montagna maestosa che osserva silenziosa, proteggendo l’isola e ricordando a chi arriva che qui la natura è ancora sovrana.

Cammino spesso lungo la costa, lasciandomi cullare dalla brezza oceanica, o mi avventuro tra i sentieri di Anaga e Teno, due riserve naturali dove il verde abbraccia il blu. Ogni angolo dell’isola racconta una storia diversa, e io mi sento come un lettore affamato.

 

Il sud, rifugio di nomadi digitali e famiglie italiane

Il sud di Tenerife, da Los Cristianos a Costa Adeje, è diventato un vero e proprio hub per chi lavora da remoto. Qui non ci sono solo turisti in vacanza, ma una vera comunità di nomadi digitali: freelance, imprenditori, creativi. Molti sono italiani. Alcuni sono giovani in cerca di un’alternativa concreta, altri hanno lasciato alle spalle una carriera troppo stretta, altri ancora sono coppie con bambini che qui hanno trovato lo spazio per costruire una nuova quotidianità.

È impressionante vedere quante famiglie italiane ci siano. Si incontrano nei parchi, nei bar, alle feste scolastiche. I bambini imparano lo spagnolo con una rapidità sorprendente, mescolano le lingue, si adattano senza fatica. Io stesso ho trovato qui un senso di comunità che non mi aspettavo. Non è solo una questione di passaporto, ma di sguardi che si riconoscono.

 

L’ecosistema fiscale: uno dei motivi principali per cui sono qui

Non posso negarlo: la scelta di trasferirmi a Tenerife è stata dettata anche da motivazioni economiche. Le agevolazioni fiscali delle Canarie, come la Zona Especial Canaria (ZEC), sono reali e tangibili. Chi decide di aprire un’attività o trasferire la propria residenza fiscale può usufruire di un’imposizione ridotta, di sgravi e di una burocrazia – per certi aspetti – più snella rispetto all’Italia.

Questo ha permesso a tanti italiani di mettere radici, avviare progetti, tornare a sognare. Qui ho incontrato chi ha aperto un coworking, chi gestisce un’attività legata al turismo, chi lavora nel digitale, chi insegna yoga in riva al mare. Tutti con una cosa in comune: la sensazione di essere tornati padroni del proprio tempo.

 

Un’isola che cambia, tra bellezza e tensioni

Tenerife non è un’utopia. L’isola sta cambiando, e non tutti i cambiamenti sono accolti con entusiasmo. I locali – i canarios – hanno iniziato a manifestare contro l’eccesso di turismo, che negli ultimi anni ha reso inaccessibili alcune zone, ha fatto lievitare gli affitti e ha modificato l’identità di piccoli villaggi.

È un equilibrio delicato. Essere un expat consapevole significa rispettare questo territorio, conoscerne le fragilità, contribuire senza invadere. Io cerco di farlo ogni giorno, imparando la lingua, evitando comportamenti invadenti, scegliendo attività locali, sostenendo l’economia che davvero appartiene a questa terra.

 

Il profumo del mare

La mia giornata inizia presto, spesso con una camminata sull’oceano. Il rumore delle onde mi rimette al mondo. Poi il lavoro, al computer, magari in uno dei tanti spazi di coworking che punteggiano il sud. A pranzo, una “tosta de aguacate” e un caffè al sole. La sera spesso esco, senza programmi, perché qui tutto è più fluido, meno rigidamente scandito.

Eppure non è solo una questione di relax. Qui ho riscoperto il valore del tempo libero, quello vero. Non più riempito a forza, ma vissuto. Ho iniziato a suonare di nuovo, a scrivere, a rallentare senza sentirmi in colpa. Questa isola, in fondo, mi ha insegnato che si può vivere meglio, senza necessariamente dover guadagnare di più o produrre ogni minuto.

 

Un posto che non è più segreto, ma resta potente

Tenerife non è più un luogo “di nicchia”. Non è nemmeno solo un luogo di vacanza. È una terra che accoglie, a volte si difende, ma che continua a offrire opportunità reali per chi è pronto a ripensare la propria vita.

Io l’ho fatto. E anche se l’isola ha le sue contraddizioni, come ogni luogo del mondo, sento che qui posso crescere, respirare, costruire. Magari non per sempre. Ma per ora sì. Ed è tutto ciò che conta.

 

Mia intervista a un italiano che si è trasferito a Tenerife. (METEOGIORNALE.IT)

Seguici su Google News
CondividiTweetInvia
Articolo precedente

Aurora Boreale in Lapponia: guida completa tra alloggi, periodi e attrezzatura

Prossimo articolo

Meteo: l’Estate lascia il posto al maltempo autunnale, ci sono conferme

Maria Trevisan

Maria Trevisan

Prossimo articolo

Meteo: l'Estate lascia il posto al maltempo autunnale, ci sono conferme

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Privacy Cookie
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy settings

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.