
(METEOGIORNALE.IT) Quello che sta per accadere in Europa è qualcosa di veramente eccezionale. Non si tratta della solita fase meteo calda. Qui parliamo di un’enorme cupola di alta pressione, che si distenderà per migliaia di chilometri. Sarà qualcosa di veramente spaventoso. Di fatti abbraccerà quasi tutto il Mediterraneo, dall’area di Gibilterra ai Balcani, e l’Italia si troverà posizionata esattamente nel cuore di questo enorme promontorio. Cosa succederà da noi?
Nasce un blocco atmosferico
stiamo parlando di una configurazione meteo particolare. In passato si trattava di una condizione rara, quasi eccezionale; oggi, invece, risulta sempre più frequente e merita una menzione un pelino tecnica. Quando si verifica, infatti, comporta conseguenze meteo davvero importanti.
Secondo le ultime analisi, l’anticiclone di matrice africana rimarrà saldo e imponente, garantendo tempo stabile e soleggiato almeno fino al 22 settembre. Si chiama così perché continua a pompare aria calda per giorni. Anche in un periodo dell’anno dove dovrebbero arrivare perturbazioni molto più organizzate. A cominciare da giovedì 18 e per almeno 4 giorni questa enorme cupola avrà il totale controllo del meteo europeo.
Perché diventa un rischio?
A prima vista la situazione sembrerebbe favorevole, con giornate luminose e assenza di maltempo. In fondo, è ancora bello approfittare di tintarella e ultimi tuffi in mare. E invece le conseguenze possono essere pesanti. Il permanere di temperature più elevate della norma, associate alla mancanza di pioggia, porta a un incremento dell’evaporazione e quindi a un surplus di energia accumulata negli strati più bassi dell’atmosfera.
Giorno dopo giorno, come sovente accade i grandi anticicloni subtropicali tendono a traslare verso est, andando a interessare maggiormente i Balcani e l’Europa orientale. Questo spostamento lascia però scoperta la parte occidentale del Mediterraneo, compresa l’Italia. E allora ecco che il nostro paese diventa un bersaglio di perturbazione atlantiche.

Rischiamo fenomeni violenti
Quando queste depressioni incontrano mari ancora molto caldi e un’atmosfera satura di umidità, possono svilupparsi sistemi temporaleschi estremamente violenti. Si tratta di fenomeni in grado di scaricare quantità impressionanti di pioggia in pochissimo tempo, con un rischio concreto di alluvioni lampo.
Oltretutto, c’è anche un altro annoso problema. Che spesso viene dimenticato in questi casi. La presenza dell’anticiclone di blocco sull’Europa orientale può agire da barriera, rallentando di fatto il moto delle perturbazioni. Ciò significa che le piogge, anziché scorrere rapidamente verso est, possono insistere a lungo sulle stesse zone.
E in questo caso saremo proprio noi! Questo meccanismo aumenta la probabilità di eventi alluvionali concentrati ma di notevole intensità, come purtroppo già osservato in passato. Come vedete, non è certo qualcosa di positivo una fase meteo di blocco. Anzi, i pericoli non mancano…

Che cos’è un blocco atmosferico?
È una configurazione che impedisce il normale scorrere delle perturbazioni, creando condizioni di stabilità o di maltempo persistente.
Perché l’anticiclone africano porta rischi?
Perché mantiene a lungo temperature elevate e riduce le piogge, accumulando energia nell’atmosfera che può sfociare in fenomeni estremi.
Quanto durerà questa fase di caldo anomalo?
Almeno fino al 22 settembre, con la possibilità di persistere ancora in alcune zone.
Quali aree saranno più colpite dall’anticiclone?
Gran parte del Mediterraneo, dai Balcani a Gibilterra, con l’Italia al centro della cupola di calore.
Cosa succede quando l’anticiclone si sposta verso est?
Si libera lo spazio sul Mediterraneo occidentale, permettendo alle perturbazioni atlantiche di raggiungere l’Italia.
Che rischi comportano queste perturbazioni?
Possono generare temporali violenti, nubifragi e alluvioni lampo.
Perché i mari caldi aumentano la pericolosità?
Perché forniscono energia e umidità supplementare, alimentando i sistemi temporaleschi.
In passato erano eventi rari?
Sì, in passato erano considerati eccezionali, oggi sono sempre più frequenti.
Qual è il modello di previsione più seguito?
Gli scenari del modello ECMWF, confrontati con il GFS, sono tra i più autorevoli.
L’Italia sarà la più esposta?
Sì, trovandosi al centro della cupola e successivamente esposta al passaggio delle perturbazioni atlantiche.
Nota di margine
Il nostro team di esperti ha redatto l’articolo consultando gli autorevoli scenari del modello ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) e confrontandoli con quelli emessi da Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo. (METEOGIORNALE.IT)
