(METEOGIORNALE.IT) Fasi precoci di freddo arriveranno quest’autunno con molta più probabilità rispetto ad altri anni, in quanto una serie di situazioni generali ne risultano decisamente più favorevoli.
Tutto ciò non vuol dire che non ci sia un aumento della temperatura globale, ma anzi, questo sembra aver scatenato una condizione estremamente anomala sulle acque oceaniche, laddove scorre la nota corrente del Golfo.
Queste acque, quest’anno, misurano già nel mese di settembre temperature inferiori alla media. In poche parole, è come se la corrente del Golfo appaia indebolita, più fredda del solito e forse capace, con minor intensità, di mitigare il clima invernale del Nord Europa.
Questo elemento, da solo, apre scenari del tutto nuovi, perché probabilmente è uno dei fattori scatenanti della maggiore intensità, rispetto ad altri anni, delle basse pressioni nord oceaniche, inizialmente attribuite come innesco a un ex uragano tropicale che si era spinto molto verso nord. È anche probabile che questo abbia incrementato l’attività delle basse pressioni oceaniche, ma c’è anche l’elemento citato prima che in passato veniva chiamato Blob Atlantico.
Quest’anno, però, questa vasta area di acque più fredde che stazionano nell’oceano Atlantico si è allungata in latitudine e si porta al largo del Nord America, proprio laddove scorre quella che è la corrente del Golfo.
Poi ci sono altri elementi che, nel seguito, andranno a rafforzare la possibilità che possano verificarsi situazioni verso il freddo sull’Europa. Una di queste è La Niña, la quale ben presto darà la sua forza motrice per innescare condizioni atmosferiche più favorevoli a eventi di freddo sparsi nel nostro pianeta, soprattutto nella stagione invernale dell’emisfero nord.
Dei cambiamenti si stanno manifestando nell’emisfero meridionale, dove durante la loro stagione invernale si sono registrate importanti ondate di freddo, ma anche episodi di maltempo associati a nevicate insolite, generalmente sui rilievi, ma in alcune circostanze, soprattutto nell’estremo sud dell’America Meridionale, anche a quote molto basse.
Insolita è stata anche la neve in Australia sui rilievi, caduta in quantità incredibile anche in questi giorni. Sicuramente le nevicate australiane sono correlate alla maggiore umidità atmosferica che favorisce una gran quantità di precipitazioni e, in questo caso, associate a situazioni di freddo, quindi a grandi nevicate.
Ma da noi sta cambiando lo scenario generale, dove nel corso della settimana in arrivo ci sarà una rapida variazione delle correnti che, soprattutto sul Nord Europa, che porteranno aria più fredda. Questa tenderà a minare seriamente l’equilibrio nel Mediterraneo centrale, dove, prima o poi – e già vari modelli matematici lo prospettano – ci sarà una prima eruzione di aria fredda, probabilmente dopo il 20 settembre.
Una volta che la via si apre, genera una scia che potrebbe essere seguita da nuovi impulsi freddi in grado di creare una nuova fase, quella più spiccatamente autunnale.
L’estate potrebbe concludersi a questo punto precocemente rispetto ad altri anni, anche se va considerato che il caldo potrebbe tornare molto più avanti, tardivamente, e con estrema intensità. Tutto questo fa parte di questi nuovi cicli meteo climatici che vedono un’estremizzazione del clima, capace di passare da periodi freddi o freschi a fasi estremamente calde.
Credit: l’articolo è stato redatto analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, (METEOGIORNALE.IT)

