
(METEOGIORNALE.IT) Siamo ancora immersi in una fase meteo subtropicale. Eppure tanti lettori vorrebbero già essere catapultati in inverno. O comunque in un clima più fresco di quello attuale. Andiamo a vedere che cosa possiamo dire sulle caratteristiche della prossima stagione fredda.
Inverno freddo? Andiamoci cauti…
Pur trattandosi ancora di scenari meteo iniziali e in via di definizione, alcuni indizi lasciano già intravedere possibili configurazioni interessanti per l’inverno 2025-6. Le simulazioni numeriche sono ovviamente ancora molto lontane dall’essere definitive, ma diversi indicatori climatici potrebbero risultare curiosi. Oltretutto, i più sofisticati simulatori vedono la possibilità che arrivi la Nina. Nel prossimo paragrafo vi spieghiamo di cosa si tratta.
Il ritorno della Niña
Su scala globale, il fattore che sembra davvero destinato a giocare un ruolo di primo piano è la possibile transizione verso una fase di Niña. Si tratta di una particolare teleconnessione dove sussiste un abbassamento delle temperature superficiali dell’oceano Pacifico nella fascia equatoriale centrale.
Se questo fenomeno dovesse venir confermato le conseguenze a livello mondiale sarebbero notevoli. Ricordiamo che la Niña tende a modificare profondamente la circolazione atmosferica dell’intero emisfero, con epicentro sull’oceano Pacifico. Le conseguenze climatiche sull’Europa sono meno marcate, anche se tendenzialmente in una fase simile si potrebbero avere maggiori scambi meridiani.
Cosa comporterebbe
Nel caso in cui la Niña si combinasse con una fase negativa sia dell’NAO (Oscillazione Nord Atlantica) sia dell’AO (Oscillazione Artica), potremmo assistere a scambi meridiani molto più pronunciati rispetto alla norma. Lo so ho appena detto termini un po’ tecnici. E allora ecco che cosa succederebbe.
Molto semplicemente, potrebbe esserci una maggiore frequenza di irruzioni di aria artica verso l’Europa occidentale e il bacino del Mediterraneo. Diciamo un inverno più dinamico. Ma non ho detto necessariamente freddo. Probabilmente non statico come alcune ultime stagioni.
Cosa può accadere in Italia
Va bene, ho esposto diverse delucidazioni. Ma, concretamente, cosa potrebbe significare tutto questo per il nostro Paese? Le prime indicazioni non indicano affatto a una stagione monotona. Certo, ciò non toglie che potrebbe esserci un corposo Regime Atlantico, umido e instabile.
Sicuramente non nevica a bassa quota se ci sono alte pressioni. Ma se la stagione è dinamica non è detto che nevichi. Diciamo la famosa “condizione necessaria ma non sufficiente“, per chi mastica un po’ di matematica.
In tale contesto, le regioni adriatiche, le zone interne del Centro-Sud e l’Appennino potrebbero vivere più episodi di maltempo del consueto, Il Nord Italia, e in particolare la Pianura Padana, potrebbe essere meno coinvolta dalle precipitazioni. Ma ciò non toglie che ci siano comunque delle occasioni per la formazione del famoso cuscino freddo.
Rimarchiamo bene il concetto
Lo so. Ci ripetiamo sempre. Ma è importante ripetersi. Nonostante le ipotesi siano affascinanti, bisogna ricordare che la distanza temporale è ancora notevole e ovviamente ci sono tantissimi incognite. Volete qualche esempio? La durata e la posizione dell’anticiclone delle Azzorre, il comportamento del Vortice Polare. Le temperature superficiali del Mar Mediterraneo. E tante altre.
È quindi troppo presto per fare previsioni affidabili. Siamo ancora nella parte finale dell’estate e sarà necessario attendere l’avvicinarsi dell’autunno per poter contare su elementi previsionali più solidi. Concludiamo dicendo che la prossima stagione fredda potrebbe non essere monotona come tante altre che sono capitate di recente.
Nota di margine
Questo articolo è stato realizzato consultando gli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS) per gli scenari a lunghissima scadenza. (METEOGIORNALE.IT)
