
(METEOGIORNALE.IT) Stiamo per entrare nell’autunno 2025. Facciamo subito una chiarezza. Dal punto di vista meteo, la stagione autunnale parte lunedì 1° settembre. Mentre, per quanto riguarda la sintassi astronomica, l’equinozio cadrà il 22. Al di là di questa precisazione, pare logico dire che, a livello statistico, i mesi autunnali rappresentano uno dei periodi più piovosi dell’anno.
Questo avviene perché, alle alte latitudini, si sviluppano ampie aree depressionarie. Da esse vengono originate le tipiche perturbazioni atlantiche. che spesso, dopo aver interessato l’Europa occidentale, raggiungono anche la nostra penisola. Vediamo un focus di quello che potrebbe essere la stagione che sta per cominciare.
Temperature oltre le medie stagionali
Sembra facile dirlo. Ma è altamente probabile che l’autunno possa essere l’ennesima stagione sopra alle medie. I dati più recenti indicano un avvio autunnale caratterizzato da valori termici superiori al periodo, soprattutto nelle regioni centrali e meridionali e sulle due Isole Maggiori.
Insomma caldo al Meridione. Mentre al Nord la situazione sarà leggermente diversa: qui le temperature si manterranno comunque piuttosto elevate in raffronto la stagione, ma la vicinanza alle perturbazioni provenienti dall’Atlantico smorzerà parzialmente le anomalie.
Vi mostriamo una mappa
Ecco la mappa a cura del modello ECMWF. Cosa si nota? Quasi l’intero continente europeo appare colorato in tonalità tendenti al rosso chiaro/rosaceo, segno evidente che il fenomeno del sopra-media termico riguarda l’insieme di molti stati. Non è quindi un episodio isolato, bensì l’ennesima conferma di una tendenza generale al riscaldamento che ormai coinvolge tutte le stagioni dell’anno.

Mari ancora eccezionalmente caldi
Lo abbiamo già scritto in un nostro articolo. E lo ribadiamo adesso. Il calore in eccesso non si limita all’atmosfera, ma condiziona davvero pesantemente i nostri mari. In queste settimane si registrano valori molto elevati, fino a 27-29 gradi. Stiamo parlando di un’anomalia di circa 4-5 gradi sopra le medie climatologiche di riferimento. È tantissimo! E questo purtroppo è un pessimo fatto.
Mari così caldi rappresentano infatti una sorta di pentola a pressione, capace di alimentare fenomeni temporaleschi particolarmente violenti. Seguiamo insieme il mio ragionamento. Più alta è la temperatura superficiale del mare, maggiore è la quantità di calore e umidità che può essere trasferita all’atmosfera. Ecco che più fa caldo e maggiore risulta il carburante per questi fenomeni meteo estremi-

Il momento critico
Non possiamo dire con certezza quando sarà una giornata particolarmente critica. Possiamo però analizzare il tutto dal punto di vista statistico. Il mese di ottobre, in particolare nella sua fase iniziale, potrebbe rivelarsi delicato. Non ci sarà più il caldo di ora, ma saranno molto frequenti le perturbazioni alle basse latitudini.
Come sempre, il rischio maggiore è rappresentato dai contrasti tra masse d’aria molto diverse: da un lato il calore accumulato nel Mediterraneo, dall’altro le prime irruzioni fredde provenienti dal Nord Europa. Già adesso siamo alle prese con la cronaca recente. Alluvioni lampo, temporali violenti, gigantesche grandinate. Anche se ci sarà meno calore in atmosfera tra un mesetto, ricordiamo che sarà il mare a dare il contributo più forte.
La possibilità di Medicane
Per chi non lo conoscesse, il termine Medicane è nato dall’unione delle parole Mediterranean e Hurricane. Non possiamo parlare di veri e propri uragani. Le condizioni al contorno dove nascono sono molto diverse. Ma sono profondissime basse pressioni cicloniche, le quali possono comunque generare venti molto forti, precipitazioni torrenziali e mareggiate veramente imponenti.
Chiariamo subito il concetto. Non stiamo parlando di una previsione meteo di Medicane. Non a caso, i modelli numerici riescono a identificarli soltanto a pochi giorni di distanza dal loro sviluppo, e ancora più incerta è la traiettoria che potrebbero seguire una volta formati. Ecco perché è assolutamente impossibile sapere adesso se nasceranno e dove colpiranno, mentre sarà fondamentale seguire le eventuali allerte meteo della Protezione Civile. L’unico ente adibito a effettuare un’allerta.
Nota di margine
Il nostro team di esperti ha redatto l’articolo consultando gli autorevoli scenari del modello ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) e confrontandoli con quelli emessi da Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo. Inoltre, i collaboratori si sono basati su dati e analisi riportati da AccuWeather e Weather.com. (METEOGIORNALE.IT)
