
(METEOGIORNALE.IT) Spesso trattiamo questo tema nei nostri articoli meteo. Non perché siamo ripetitivi. Ma perché è fondamentale avere a mente la seguente cosa. Se i nostri mari risultano troppo caldi, è possibile (ma non certo ovviamente) che i prossimi mesi possano originare fenomenologia severa. Come mai? Cerchiamo di fare un’analisi.
Introduzione importante
Negli ultimi anni l’importanza di monitorare costantemente le temperature marine è aumentata in modo esponenziale. Fino a qualche decennio fa quasi nessuno ne parla. Ma ora lo si fa in maniera particolarmente diffusa.
La ragione è evidente: il caldo sempre più intenso. Le ondate di calore che caratterizzano ormai ogni stagione estiva accumulano enormi quantità di energia nei bacini marini, che prima o poi deve trovare una via di rilascio. E lo fa puntualmente quando arrivano le prime vere perturbazioni organizzate.
Di stampo tropicale?
Non è raro imbattersi in articoli o studi che mettono a confronto i mari italiani con quelli tropicali. Un tempo sarebbe stata una follia. Ma oggi risultano più che fondati. Le temperature che si registrano nel Mediterraneo raggiungono, nel periodo tardo estivo, quelle tipiche dei Caraibi.
Ciò spiega perché le nostre acque stiano diventando sempre più accoglienti per specie marine provenienti da altri ecosistemi. La biodiversità del Mediterraneo, di conseguenza, sta cambiando rapidamente. Ma non si soffermeremo sul lato ecologico. Bensì sui rischi meteo nei prossimi mesi.
Parliamo sempre di statistica
Avere una superficie marina troppo calda cela diverse preoccupazioni. Temporali sempre più distruttivi, nubifragi di straordinaria intensità e grandinate di dimensioni impensabili fino a pochi anni fa. Questo è, in sostanza, l’effetto dell’aumento eccessivo delle temperature atmosferiche. E fin qui non c’è niente da stupirsi. L’estremizzazione del meteo è sotto gli occhi di tutti. Ma forse non ci si ricorda che giocano un grosso contributo pure i valori superficiali marini.
Quello che un tempo accadeva altrove ora c’è da noi
Non c’è più bisogno di consultare notizie da altri continenti per trovare esempi di meteorologia estrema. È il Mediterraneo stesso a diventare teatro di fenomeni che in passato sembravano impossibili. È vero che non avremo mai gli uragani di straordinaria potenza della zona intertropicale.
Ma comunque è innegabile che i fenomeni meteo risultino sempre più violenti. Questa nuova realtà ci obbliga a riconoscere che anche la nostra area è entrata a pieno titolo nel quadro globale dell’estremizzazione climatica. Non dobbiamo più negarlo. Perché staremmo nascondendo un problema.
Non è sicuro, è solo più probabile…
Per concludere, rimarchiamo il seguente fatto. Avere un mare molto caldo è una condizione predisponente per l’arrivo di fenomeni meteo estremi. Non è scatenante. Qualcosa che predispone vuol dire che propone un terreno fertile per lo sviluppo di temporali forti.
Ma la scintilla saranno sempre le perturbazioni. E qui sappiamo bene che queste ultime risulteranno frequenti nei prossimi due mesi. Ecco perché parliamo esclusivamente dal punto di vista statistico. Non possiamo prevedere adesso cosa accadrà tra 4 o 8 settimane. Ma sappiamo che il rischio di fenomeni meteo violenti, o addirittura estremi, non sarà trascurabile. (METEOGIORNALE.IT)
