Ormai da un decennio il meteo invernale ha subito una metamorfosi importante non solo nel senso di un riscaldamento climatico che era già di fatto un trend conclamato. Qualcosa si è rotto nel meccanismo che governa l’atmosfera e per l’Italia sono venute meno quelle poche situazioni favorevoli agli episodi nevosi.
Il troppo anticiclone a carattere mite e le scarse irruzioni gelide hanno di fatto azzerato o reso assai difficile la possibilità per la neve di arrivare sino in pianura. Questo è il ciclo attuale. Dove sono finite le grandi nevicate da addolcimento in Val Padana? E la neve che era solita ricoprire le regioni adriatiche fino alla costa?
Quasi tutte le stagioni fredde stanno filando via senza emozioni. Non può naturalmente essere solo un caso se ormai questo schema si ripete puntualmente da oltre 10 anni. Ogni inverno lo viviamo con la speranza di un ritorno al passato che poi si scontra con la dura realtà. Ed i sogni di neve svaniscono presto.
Quest’anno si può sperare davvero? A differenza degli ultimi anni, stiamo monitorando lo sviluppo della Niña che può avere ripercussioni fin sul Mediterraneo. Non può sicuramente bastare, visto che è un fenomeno troppo distante per imporre un’influenza così rilevante, diversamente da altre teleconnessioni.
La Niña, che peraltro non è prevista così intensa, può apportare delle fluttuazioni alla corrente a getto, ma in linea generale non ci sono comunque certezze di freddo in Europa. E ancor meno di una maggiore nevosità con questo schema. Proviamo quindi a fare chiarezza sulle aspettative del prossimo inverno.
Il rischio concreto del solito “non Inverno”
Le proiezioni stagionali a lunghissimo termine non lasciano tanto spazio ai sogni, in quanto mediamente il prossimo inverno sull’Italia potrebbe risultare mite e con assenza quasi totale di neve in pianura. Una situazione media ovviamente non escluderebbe il singolo episodio favorevole, ma serve il colpo di fortuna.
Come accaduto lo scorso anno, i primi sentori di vero Inverno dovrebbero avvenire a Novembre. Ci potrebbero essere le possibilità di un raffreddamento precoce in Europa, subito poi spazzato via a Dicembre dal rinforzo delle correnti zonali e dall’anticiclone mite alle nostre latitudini.
Sarà quindi l’ennesimo inverno dove si raccoglieranno le briciole? Le indicazioni modellistiche sono quelle che sono e non varia il tanto sia che si prenda in considerazione il Centro Meteo Europeo oppure la NOAA. La neve farà fatica a vedersi quanto meno in pianura, discorso diverso per le Alpi e specie i versanti esteri.
Le varianti favorevoli potrebbero essere la NAO negativa, un Vortice Polare più debole del solito e uno Stratwarming improvviso che aumenterebbe le possibilità di discese di gelo verso il Mediterraneo. Insomma, servirà qualcosa di grosso per smuovere un meteo invernale altrimenti piuttosto scialbo.
Credit:
ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts)
Global Forecast System (GFS)