
(METEOGIORNALE.IT) Non possiamo che confermare quanto emerso dalle analisi modellistiche precedenti, ovvero un progressivo cambiamento delle condizioni meteo climatiche a seguito di un netto indebolimento del promontorio anticiclonico subtropicale
Cambiamento che è già in corso e lo testimoniano i frequenti temporali che stanno coinvolgendo le nostre zone montuose. La causa è il già presente ridimensionamento dell’Alta Pressione, destinato a proseguire nei prossimi giorni e pertanto a ribadire la presenza di marcata instabilità atmosferica.
Le temperature, pur tenendosi diffusamente al di sopra delle medie stagionali, stanno già diminuendo ed entro qualche giorno dovrebbero portarsi su valori decisamente più consoni al periodo. Soprattutto nelle regioni adriatiche e del Sud, laddove si aprirà una vera e propria ferita depressionaria in quota. Oltre all’aspetto termico ci sarà da considerare anche la diffusione dei fenomeni temporaleschi in altre aree oltre a quelle di montagna, come ad esempio su coste di Calabria e Sicilia.
Per i dettagli previsionali ovviamente preferiamo rimandarvi ad altri approfondimenti in merito, in questa sede vogliamo focalizzare l’obbiettivo su quelle che potrebbero essere le reali ripercussioni bariche di un indebolimento così visibile e sostanziale dell’Alta Pressione.
Secondo alcune interessanti proiezioni modellistiche, su tutte quelle nord americane, il processo potrebbe non fermarsi e condurci prepotentemente a fine mese. Un percorso che potrebbe presentarsi ricco d’ostacoli, intesi come plausibili affondi depressionari sul Mediterraneo centrale.
L’ipotesi evolutiva non va affatto sottovalutata, anche perché contemplerebbe il passaggio di almeno due intensi peggioramenti meteo. I contrasti termici tra l’aria calda presente sui nostri mari e quella ben più fresca proveniente dal Nord Atlantico andrebbero a sostenere precipitazioni piuttosto intense.
Ma soprattutto, questo probabilmente l’aspetto più significativo, le temperature scenderebbero parecchio. Temperature che si orienterebbero addirittura al di sotto delle medie stagionali, ribaltando – letteralmente – quello che è stato l’andamento termico sinora registrato.
Giusto ribadire, in conclusione, che si tratta di una delle due ipotesi evolutive da prendere in considerazione. L’altra, sulla quale sembrano orientarsi i modelli matematici europei, la tratteremo tra non molto ma possiamo anticiparvi che vedrebbe condizioni meteo climatiche certamente meno altalenanti. (METEOGIORNALE.IT)
