(METEOGIORNALE.IT) Si ha perfettamente ragione a sostenere che durante il mese di Settembre c’è un decadimento climatico della stagione estiva. Ad esempio al Nord Italia la temperatura media dei valori massimi, tra prima e terza decade, ha una differenza addirittura di 4 °C.
Andiamo al Centro Italia, come città di esempio prendiamo Roma, che per la prima decade di Settembre ha una temperatura media attorno a 28 °C; per la terza decade, invece, la media massima è di 25 °C.
Anncora più a Sud a Palermo, dove nella prima decade la temperatura massima è di 29 °C, contro una media della massima della terza decade del mese di 26 °C e poco più.
Noterete che il raffreddamento è maggiore verso Nord e si riduce gradualmente man mano che si scende verso Sud, dove però nella terza decade continua a rimanere abbastanza elevato come valore.
Sono temperature medie che però negli ultimi anni, come valore massimo, abbiamo vissuto con poca frequenza perché ha fatto mediamente più caldo, specie negli ultimi 5 anni; infatti se dovessimo andare indietro negli ultimi anni e vedere le temperature di Settembre, vedremmo invece che molto spesso molte località hanno raggiunto 30 °C, cioè valori superiori a quella che è la temperatura media del trentennio 1991/2020..
Settembre però, per divenire estivo, quindi considerando anche il rapido raffreddamento, ha poco tempo per agire. Intendo per avere un caldo degno del termine “estate”. La stagione estiva realisticamente sta fuggendo via perché le temperature medie si abbassano: ci sarà sempre più una minore radiazione solare, un’inclinazione dell’asse terrestre che ci porterà ad avere un Sole meno attivo (ovvero come radiazione solare); quindi con meno radiazione, meno durata del giorno avremo meno calore che viene dal soleggiamento.
Una condizione che in teoria genera una diminuzione anche sensibile della temperatura durante questo mese.
Ma non va dimenticato che tutto l’autunno vsi contraddistingue per queste rapide cadute della temperatura: questa è una stagione di transizione dove abbiamo un sensibile raffreddamento tra una decade e l’altra, settembre compreso; ci sono spesso differenze di 1 o 2 °C a seconda della località.
Nei climi continentali italiani, gli scarti possono addirittura avvicinarsi a 3 °C come valore medio di calo per decade; e queste differenze che appaiono notevoli da noi sono proprie di un clima temperato. In climi molto freddi come quelli continentali, non so, in Siberia oppure nel Canada, la temperatura media massima scende molto più rapidamente per decade.
Ovunque, però si possono verificare ondate di calore ed essere estremamente efficaci perché, ed in questo caso non saranno solo i raggi solari a procurare il caldo, bensì la calura che, nel caso dell’Italia e di varie aree europee centro meridionali, viene dall’Africa e dall’azione di compressione delle alte pressioni che non raramente a Settembre sempre più spesso, che generano quel fenomeno chiamato Heat Dome.
Osservando i modelli matematici emergono delle novità considerevoli: più o meno sino a buona parte della prossima settimana avremo una situazione che tenderà a spingere alcuni fronti di aria instabile verso le regioni settentrionali italiane; ma ecco che nella seconda parte della settimana tenderà di nuovo a esordire una fase anticiclonica, con dei massimi che si potrebbero posizionare in quota sul Nord Africa, modificando considerevolmente l’anatomia delle masse d’aria e quindi le configurazioni anticicloniche.
Infatti già verso il fine settimana che va dal 7 all’8 Settembre l’Italia dovrebbe essere sotto un campo di alta pressione nordafricana.
Al momento le previsioni a lungo termine, ovvero quelle che vanno a due settimane, ci mostrano ben poche possibilità che si formino basse pressioni verso l’Italia, quindi il transito di; ciò che si potrebbe manifestare è l’instabilità atmosferica che sfuggirà al di sotto delle alte pressioni, le quali tenderanno poi a portarsi al suolo verso Nord (per esempio le Isole Britanniche, la Russia).
Queste aree instabili entrerando nel Mediterraneo, saranno a contatto con un mare molto caldo, estremamente capace di sfornare sistemi temporaleschi intensi; tuttavia, al momento, la situazione non è molto chiara.
Abbiamo, più che altro, una linea di tendenza verso il caldo, temperature sopra la media e poi la possibilità di avere queste cellule temporalesche vaganti; ma niente anticiclone delle Azzorre, e niente basse pressioni oceaniche, e soprattutto nessuna influenza delle profonde depressioni delle Isole Britanniche, perché da quelle parti ci dovrebbe essere probabilmente un’alta pressione.
Tutto questo farebbe una situazione settembrina più estiva che pre-autunnale: ne deriverebbe una condizione meteo da post-Ferragosto, probabilmente con temperature che su molte regioni del Centro e del Sud Italia andranno nuovamente a toccare i valori anche di 30 °C, sì, forse più. E lo sostengo con una certa prudenza, perché perché osservando le proiezioni dei modelli matematici e quelle per località vedo picchi folli, anche di 34 °C in alcune località della Val Padana, ma anche punte di 35 °C, mentre i settori più freschi padani tornerebbero addirittura a 30 °C.
Questa evoluzione a me semmbra essere molto più estiva di quello che sarebbe potuto essere secondo la norma trentennale del clima, e ancor più secondo le vecchie statistiche del clima settembrino, ormai superate da qielle nuove, ormai aggredite dall’aumento galoppante della temperatura terrestre.
Molti quotidiani italiani riportano interviste a questo e a quel meteorologo: potrete leggere una sorta di fotografia dell’evoluzione meteo, più che altro a breve termine, che narra quello che sta succedendo questo fine settimana, caratterizzato da molti temporali, anche se le condizioni meteo sono sensibilmente migliorate soprattutto sul Nord Italia rispetto agli scorsi giorni.
Ma ci sono previsioni meteo particolarmente cattive per Lunedì prossimo, esattamente il 1° Settembre, quando un sistema temporalesco particolarmente intenso interesserà le regioni settentrionali, proveniente dal Sud della Francia, dove viene prevista una situazione chiamata evento Mediterraneo, cioè un sistema probabilmente di supercella temporalesca che viene denominato MCS, ovvero un Sistema Convettivo a Mesoscala.
Per intenderci, un MCS è un tipo di sistema temporalesco esteso che si forma dall’unione di più tempeste: un gruppo di temporali di varie dimensioni che si uniscono in un’unica area che si estende su decine o centinaia di chilometri, nota come mesoscala.
Ma dopo tal peggioramento del tempo, limitato al Nord Italia, più avanti la parola che useremo spesso è “caldo fuori stagione”, ormai saremo in settembre, in autunno meteorologico che inizia tre settimana prima di quello astronomico.
Credits
Questo articolo è stato realizzato consultando fonti autorevoli e ricerche scientifiche internazionali:
- NOAA Climate.gov – Heat Dome Research – National Oceanic and Atmospheric Administration
- NASA Climate Change – NASA Goddard Institute for Space Studies
- ECMWF Weather Forecasting – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
- Nature Climate Change Journal – Ricerche su cambiamenti climatici e fenomeni estremi
- Copernicus Climate Change Service – Servizio europeo di monitoraggio climatico
- World Meteorological Organization – Organizzazione Meteorologica Mondiale
- Geophysical Research Letters – Ricerche geofisiche e climatologiche



