(METEOGIORNALE.IT) Ho scelto di utilizzare il video del meteorologo del Met Office Aidan McGivern essendo particolarmente interessante, e l’unico in Europa con un approfondimento sull’ec uragano Erin che approderà nello scenario europeo. Ho estratto il contenuto di Aidan McGivern:
Londra, Aidan McGivern – La pressione alta è tornata a dominare la scena meteorologica nel Regno Unito, portando con sé un cielo spesso coperto e un’aria più fresca. Nonostante ciò, la settimana si presenta nel complesso tranquilla e stabile, almeno fino al fine settimana lungo del bank holiday, atteso da molti ma non da tutti. Tuttavia, un interrogativo importante si affaccia all’orizzonte: l’uragano Erin – o meglio, ciò che ne resterà – potrebbe cambiare le carte in tavola e guastare l’ultimo scorcio d’estate?
L’uragano Erin, che ha già lasciato dietro di sé una scia di danni e lutti tra le Isole di Capo Verde e alcune zone dei Caraibi, ha raggiunto nel weekend la categoria 5 con venti sostenuti fino a 260 km/h. Attualmente è declassato a categoria 3, ma l’interesse meteorologico non riguarda tanto il suo stato attuale, quanto il suo possibile percorso e la sua interazione con la corrente a getto sull’Oceano Atlantico settentrionale.
Le ultime proiezioni mostrano che Erin, nel corso del fine settimana, inizierà a perdere energia trasformandosi in un sistema post-tropicale. Questo significa che non sarà più alimentato dal calore degli oceani tropicali – che devono superare i 26,5 °C per sostenere un uragano – ma da contrasti termici orizzontali tipici delle depressioni di latitudini medie.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, nessun uragano tropicale potrà mai colpire direttamente il Regno Unito, almeno non in forma attiva: le acque circostanti sono troppo fredde, circa 10 gradi sotto la soglia necessaria. Tuttavia, gli ex uragani, come Erin, possono raggiungere le isole britanniche sotto forma di profondi vortici atlantici, spesso portatori di piogge intense, venti forti e soprattutto una forte variabilità meteorologica.
Il punto cruciale è che Erin potrebbe non arrivare mai nel Regno Unito: la maggioranza dei modelli prevede un suo stallo o indebolimento nei pressi delle Azzorre, dove porterebbe soltanto qualche rovescio sparso. Solo alcuni scenari meno probabili la vedono essere catturata dalla jet stream, la corrente a getto che attraversa l’Atlantico, e trasportata verso ovest o nord-ovest dell’Inghilterra tra lunedì e martedì della prossima settimana.
E qui entra in gioco la variabilità caotica dell’atmosfera: basta una minima differenza di velocità o di posizione iniziale affinché il sistema venga intercettato dalla jet stream e accelerato rapidamente, oppure rimanga indietro e si dissolva lentamente. Proprio come nel traffico, dove un’auto può infilarsi in un varco sull’autostrada e scomparire alla vista, mentre quella dietro resta bloccata.
Se Erin verrà agganciata dalla jet stream, è probabile che non arrivi sola: la corrente potrebbe trasportare altri sistemi perturbati verso il Regno Unito, aprendo le porte a una settimana molto più instabile, con precipitazioni frequenti e temperature sotto media. Il tutto a ridosso della conclusione dell’estate meteorologica.
La struttura atmosferica attuale mostra una jet stream debole e sinuosa, che nei prossimi giorni favorirà la permanenza dell’alta pressione sull’Europa nord-occidentale. Questo garantirà un venerdì e un sabato piuttosto tranquilli, seppur nuvolosi in molte aree, con qualche pioggia sparsa su Scozia, Irlanda del Nord e Inghilterra nord-occidentale. Le temperature si manterranno contenute, con massime attorno ai 18-22 °C.
La giornata di domenica vedrà un timido miglioramento: più sole al centro-sud, un debole flusso da sud, e valori termici leggermente in aumento. Ma l’attenzione è tutta puntata su ciò che avverrà da lunedì in poi.
Se l’ex Erin resterà bloccata nei paraggi delle Azzorre, il vuoto lasciato nella jet stream potrebbe consentire l’arrivo di un’altra area di bassa pressione, proveniente dal centro Atlantico, che già nei modelli attuali appare destinata a raggiungere il Sud-Ovest dell’Inghilterra proprio lunedì, portando piogge e nubi.
Nei modelli meno probabili ma ancora possibili, Erin stessa viene trascinata dalla jet stream, rafforzandola e contribuendo a modificare la struttura atmosferica sull’intero emisfero nord. In questo scenario, lunedì si presenterebbe soleggiato e stabile grazie alla pressione alta generata a est del Paese, ma questo sarebbe solo un momentaneo assaggio prima dell’arrivo del ciclone post-tropicale a metà settimana.
In entrambi i casi, la dinamica atmosferica scatenata da Erin – e non necessariamente Erin stessa – segnerà un punto di svolta. Le correnti a getto, rinate dalla spinta dell’uragano, si rafforzeranno e trascineranno nuove perturbazioni verso l’Europa. Questo effetto è già visibile nel confronto tra la situazione attuale e quella attesa per il weekend: la jet stream si intensifica visibilmente grazie al forte contrasto termico tra le masse d’aria tropicali e quelle più fredde dell’Atlantico settentrionale, generato proprio dalla risalita di Erin.
Dunque, anche se i resti dell’uragano non colpiranno direttamente le Isole Britanniche, il loro impatto sarà comunque percepibile, soprattutto attraverso il cambio di passo della jet stream che porterà condizioni più autunnali proprio a ridosso dell’inizio del nuovo mese.
Il modello meteorologico proposto dal Met Office mostra chiaramente come, già da lunedì 25 agosto, la configurazione sinottica cominci a mutare: le aree blu – indicative di basse pressioni – iniziano a imporsi sulle tonalità rosse, simbolo di stabilità atmosferica. E questa tendenza sembra consolidarsi per gran parte dell’ultima settimana d’agosto.
Credit: Met Office (METEOGIORNALE.IT)
