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      Meteo, una brutta notizia: l’Estate è morta

      Andrea Meloni
      Andrea Meloni
      Pubblicato: 29/07/2025
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      5 Min Lettura
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      Quante volte avete sentito dire: “non ci sono più le stagioni di una volta” o “d’estate non c’è più l’estate di una volta”? Le tracce di un’estate di altri tempi le abbiamo ancora un po’ nelle medie climatiche che si riferiscono all’ultimo trentennio: attualmente viene preso in considerazione come valore medio il periodo che va dal 1990 al 2020. In questo lasso di tempo, però, di trent’anni ovviamente, ci sono circa vent’anni in cui si è accentuato sensibilmente il cambiamento del clima.

       

      Poi, lo so bene che molti non credono a questo, ma sapete… è la scienza che lo dice. Però, siete liberi di crederci o no. Io, personalmente, devo per forza e con convinzione parlarvi di scienza. Il resto non è di mio  interesse.

       

      Ebbene, il cambiamento climatico ha influenzato quindi queste medie di riferimento e, quando vedete dei grafici in cui si parla di temperature sopra o sotto la media, il riferimento è proprio a quel periodo — che non corrisponde a quello vissuto in precedenza, esempio, da me quando avevo vent’anni.

      In precedenza abbiamo avuto le medie climatiche di riferimento al periodo 1980-2010, dove prevaleva un clima più fresco rispetto al trentennio che oggi viene preso in considerazione. Ciò inganna un po’, sapete perché? Perché abbiamo una minore percezione del cambiamento climatico, soprattutto perché negli ultimi dieci anni le temperature sono cresciute parecchio e quindi, nell’insieme, abbiamo un aumento della temperatura media di riferimento.

       

      Le estati di una volta erano quindi più fresche rispetto alla media climatica di riferimento, eppure era estate, eppure tutti andavano al mare, facevano le loro vacanze, gli Italiani intasavano le strade con gli esodi di Ferragosto, con le ferie che a quei tempi duravano anche mesi. Un po’ ci si accontentava del tempo che faceva, mentre oggi praticamente tutto deve funzionare secondo una scaletta: abbiamo bisogno del bel tempo perché ci sono le ferie, abbiamo necessità del sole perché dobbiamo andare al parco oppure perché c’è uno spettacolo all’aperto.

       

      Siamo molto esigenti e questo forse perché come alternativa ci possiamo anche proteggere dal clima estremo rispetto al passato, ben più. D’inverno la distribuzione del riscaldamento domestico è molto superiore rispetto a 30, 40, 50 anni fa. D’estate, decisamente, c’è una diffusione incredibilmente maggiore degli impianti di climatizzazione e, soprattutto, in quest’ultimo decennio c’è stata un’esplosione di disponibilità nel potersi refrigerare dal grande caldo.

       

      Ma tutto questo è artificiale: all’esterno abbiamo il clima naturale, l’evolversi delle stagioni, l’andamento del tempo atmosferico giorno per giorno, con periodi freschi e altri molto, molto, molto caldi. Quello che voglio dire — come il sunto  — è che ci lamentiamo sempre del tempo che fa. Questo lo noto dalle tante e-mail che ci giungono e dai post che vengono lasciati nella miriade di social network che oggi abbiamo a disposizione per poter esternare il nostro pensiero.

       

      Ma la cosa più anomala è che quasi tutti i siti meteo italiani vengono descritti come inaffidabili. Questa cosa è veramente molto anomala. Mentre ho notato che vengono considerati meno inaffidabili quei siti meteo che, sinteticamente, vi danno il minimo essenziale d’informazione, che non fanno approfondimenti particolari, che non vi inviano svariati articoli al giorno, per altro gratuiti, offrendo informazioni dettagliate, e che vi mettono a disposizione una quantità che non ha paragoni in Europa di notizie.

       

      E poi, è pur vero che alcune ipotesi previsionali non si realizzano… ma perché sono previsioni meteo, non certezze. Perché facciamo riferimento ai modelli matematici, in specie a quelli a maggior estensione temporale di affidabilità, perché è quello che cercate.

      Se poi taluni vogliono delle certezze, cari miei, allora non guardate un sito meteo, fuori dalla finestra avrete la risposta con il tempo che fa e quello che c’è all’orizzonte.

       

      Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON. 

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