Cercherò in questo articolo di capire perché l’ondata di caldo prevista per i prossimi giorni rischia di risultare con caratteristiche da record. Vorrei ricordare che record vuol dire un evento in meteorologia un evento meteo che non si è mai verificato prima. E che quindi, per quanto riguarda l’intensità del caldo, potrebbe trattarsi di temperature eccezionalmente elevate.
Ci troviamo in un’epoca di cambiamenti climatici, siete bombardati da informazioni che vi dicono che la temperatura globale è aumentata, che il clima è cambiato. Ma voi stessi vi rendete conto che non ci sono più, ad esempio, le estati di una volta, così come non esistono più gli inverni di un tempo. Pertanto, al di là di ciò che afferma la scienza, questa situazione è tangibile.
Pertanto, lo scenario che si proporrà nei prossimi giorni è uno di quelli che, durante la stagione estiva, tende a causare quello che viene chiamato evento sciroccale.
Non sarà tanto un anticiclone africano a raggiungerci, bensì un richiamo di aria calda dal continente africano, derivante da una bassa pressione, in questo caso localizzata sulle Isole Britanniche. In poche parole, la bassa pressione si spingerà verso sud, verso la Penisola Iberica, e richiamerà dall’Algeria e dalla regione del Sahara aria rovente, che si estenderà soprattutto sulle regioni centrali e meridionali italiane, sulla Sardegna e sulla Sicilia.
Attenzione: sarà coinvolto anche il Nord Italia, che ben sappiamo essere sensibile al riscaldamento per il fatto che si tratta di un’area continentale. Quindi è molto reattiva, in questo periodo dell’anno, all’iper-riscaldamento, e la calura potrebbe intensificarsi ulteriormente. Ma nelle regioni meridionali, la qualità dell’aria calda in arrivo è notevole, e ce lo conferma stamane il modello matematico europeo, che prospetta temperature molto elevate.
Il punto di partenza, però, è che queste temperature saranno il risultato di una preesistente ondata di caldo importante. In poche parole, avremo un’ondata di calore che si sovrappone a una lunga fase di caldo, ed è per questo che il rischio è evidente: potrebbero verificarsi temperature da record in alcune località.
Non significa che avremo sicuramente picchi di 50 °C. Ad esempio, in Sicilia, magari si registreranno temperature estreme, ad esempio in quelle dove il vento di sud trasporterà aria calda dalle zone interne. Potrebbero quindi essere a rischi le coste settentrionali della Sicilia, oppure potrebbe esserlo la Puglia, o ancora la Sardegna.
La Sardegna ha già registrato in passato temperature considerevoli, i record sono comunque locali, e quindi superare i massimi storici di temperatura già registrati in determinate località è piuttosto difficile o improbabile. Penso che sia difficile che Olbia stavolta batta il suo recente record storico, o che la stessa località del siracusano superi il suo +48.8°C.
Tuttavia, gli scienziati sottolineano sempre il rischio che prima o poi si raggiungano i fatidici 50 °C, perché sarebbe davvero un numero impressionante, anche se già i 48,8 °C registrati in Sicilia non sono così lontani e sono altrettanto sbalorditivi, come i 48 °C della Sardegna, ad esempio, o addirittura in un’area urbana come quella di Olbia, nella stazione meteo di Costa Smeralda, dove nel 2003, il 24 Luglio, si sono toccati circa 47 °C, per essere precisi 47,4 °C.
Quindi non è detto che le stesse località possano registrare valori ancora più elevati se hanno avuto recenti record estremi. Quando si parla di un’ondata di calore imponente come questa, si valuta la situazione in una visione d’insieme. Dunque, in un’ottica globale, ci saranno temperature che in alcune località potranno risultare da record, anche se non necessariamente superiori ai record storici registrati in quella regione, in Italia o in Europa.
Però, come detto prima, la causa di tutto questo è il richiamo di aria calda dall’Africa, e non tanto un’espansione a campana dell’alta pressione africana, come è avvenuto, ad esempio, in Giugno per un periodo interminabile.
Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON.