(METEOGIORNALE.IT) I treni della grandine sono uno dei fenomeni meteorologici più spettacolari e al tempo stesso pericolosi che possano verificarsi durante i temporali estivi. Il nome evoca perfettamente l’immagine di quello che accade: una sequenza di celle temporalesche che si susseguono una dopo l’altra lungo la stessa traiettoria, proprio come i vagoni di un treno.
Personalmente, quando sento parlare di questo fenomeno, non posso fare a meno di pensare alla potenza impressionante della natura. Immaginate di trovarvi in una zona e vedere arrivare non uno, ma una serie continua di temporali violenti, ognuno capace di produrre grandine di dimensioni considerevoli. È come se l’atmosfera avesse deciso di concentrare tutta la sua energia in un’unica direzione.
Da oggi, regioni a rischio sono: Valle d’Aosta, marginale possibilità con chicchi occasionalmente di grosse dimensioni. Pianura Padana e area pedemontana del Piemonte, a rischio diverse zone, ma non identificabili con precisione, chicchi anche superiori ai 5 cm di diametro. Lombardia, chicchi che possono superare i 5 cm di diametro, talvolta anche i 10 cm. Rischio di danni alle auto, possibili danni anche ad altri beni. Pericolo grandine in Veneto con chicchi anche oltre i 5 cm, come pure in Friuli. Probabile grandine anche nel Nord dell’Emilia e della Romagna, con possibile estensione a tutta la pianura.
Come si formano questi “treni”? Il meccanismo è affascinante quanto complesso. Tutto inizia quando si creano le condizioni ideali per lo sviluppo di supercelle temporalesche: forte instabilità atmosferica, presenza di wind shear (variazioni di velocità e direzione del vento a diverse altitudini) e un trigger che innesca la convezione. Quando queste condizioni si mantengono stabili per diverse ore, possono svilupparsi nuove celle temporalesche nella stessa zona, seguendo tutte la medesima traiettoria.
La grandine si forma all’interno di queste potenti correnti ascensionali quando i chicchi di ghiaccio vengono trasportati ripetutamente su e giù nella nube, accumulando strati di ghiaccio come una cipolla. Nei treni della grandine, questo processo si ripete in ogni cella che passa, amplificando l’intensità e la durata della precipitazione solida.
Quello che rende particolarmente insidiosi questi fenomeni è la loro persistenza. Mentre un singolo temporale con grandine può durare 20-30 minuti, un treno della grandine può bombardare la stessa area per ore consecutive. Ho sempre pensato che deve essere un’esperienza terrificante trovarsi sotto uno di questi “treni”: appena pensi che sia finita, ecco arrivare un’altra cella con la sua carica di chicchi di ghiaccio.
I danni possono essere devastanti. Pensiamo alle coltivazioni: un campo di mais o di vigneto può essere completamente distrutto in poche ore. Le automobili parcheggiate all’aperto subiscono ammaccature che sembrano provocate da martellate, mentre i tetti delle case possono essere perforati da chicchi di grandine delle dimensioni di palline da golf o addirittura da tennis.
Questi fenomeni si verificano più frequentemente nelle Grandi Pianure americane, in particolare nel cosiddetto “Hail Alley” che attraversa Colorado, Nebraska e Texas. In Europa, le zone più colpite sono la Pianura Padana, alcune aree della Germania e della Francia orientale, dove la conformazione del territorio e le condizioni climatiche favoriscono lo sviluppo di questi sistemi temporaleschi organizzati.
La previsione dei treni della grandine è una sfida costante per i meteorologi. I radar meteorologici moderni riescono a individuare le caratteristiche distintive di questi sistemi, come la presenza di echi intensi e la persistenza delle celle lungo la stessa traiettoria. Quando vengono identificati, scattano immediatamente le allerte più severe.
Dal punto di vista scientifico, i treni della grandine rappresentano un esempio perfetto di come l’atmosfera possa auto-organizzarsi in strutture complesse e durature. (METEOGIORNALE.IT)

