(METEOGIORNALE.IT) Dopo aver consolidato, di nuovo, il suo dominio su gran parte del bacino del Mediterraneo, l’anticiclone africano non sembra avere la minima intenzione di mollare la presa. Il promontorio subtropicale che ci accompagna ormai da giorni è destinato a rinforzarsi ulteriormente, portando condizioni meteo via via sempre più calde e severe, da nord a sud. Non è chiaro quanto durerà, questa volta, l’ondata di caldo ma avremo modo di riparlarne.
Nel cuore della settimana la spinta dell’anticiclone raggiungerà livelli notevoli, con isoterme di +24/+25°C a 850 hPa (circa 1500 metri di quota) che andranno a posizionarsi proprio sull’Italia, a certificare la presenza di una massa d’aria rovente che non troverà ostacoli, né al suolo né in quota, la quale può raggiungerci ormai con una facilità disarmante.
La ventilazione sarà debole o assente, la compressione dell’aria nei bassi strati accentuata, e l’afa prenderà possesso non solo delle grandi città, ma anche delle zone interne e costiere, rendendo le giornate davvero faticose, e le notti pesanti e difficili. Tra martedì e giovedì si toccheranno i picchi più rilevanti, con valori reali tra i 36 e i 38°C su molte aree del Centro e del Sud, ma anche al Nord, dove la presenza dell’umidità aumenterà il disagio percepito, portando le temperature “avvertite” a superare i 40°C in diversi capoluoghi della Val Padana.
Ma…occhio ai temporali!
In questo contesto dominato dal caldo e dall’afa subtropicale, i modelli iniziano però a intravedere una piccola falla, una leggera ondulazione in quota che, tra mercoledì 16 e giovedì 17, potrebbe favorire lo sviluppo di temporali di calore, soprattutto sulle Alpi e in estensione a tratti verso la pedemontana e le alte pianure del Nord. Si tratterebbe di episodi pomeridiani, serali e notturni, generati essenzialmente dal forte riscaldamento diurno e dalla presenza di umidità nei bassi strati. Proprio per questo motivo andranno seguiti con attenzione: questi temporali, quando si formano in contesti così caldi e umidi, tendono a manifestarsi in modo violento, rapido e localizzato.

Grandinate improvvise, colpi di vento discendenti (downburst), piogge torrenziali su aree ristrette saranno il pericolo principale per le regioni del nord tra mercoledì e giovedì.. Non si tratterà di una rottura estiva, sia chiaro, ma di un segnale da non sottovalutare, perché quando l’energia e l’umidità raggiungono livelli così elevati, basta davvero poco per scatenare contrasti esplosivi.
Quella di metà settimana sarà quindi una fase da osservare con cura: la maggior parte del territorio continuerà a fare i conti con il caldo opprimente dell’anticiclone africano, ma sulle Alpi e localmente sulle alte pianure del Nord si aprirà una finestra favorevole allo sviluppo di temporali intensi, brevi ma capaci di lasciare il segno. Continueremo a monitorare l’evoluzione nei prossimi aggiornamenti: restate sintonizzati sul nostro portale.
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