(METEOGIORNALE.IT) L’ennesima dimostrazione che il cambiamento climatico non concede tregua arriva dalle proiezioni meteorologiche: avremo un’altra ondata di caldo che, secondo quanto emerso dagli elaboratori numerici più avanzati, si preannuncia particolarmente intensa e geograficamente ben definita. Questa volta l’obiettivo principale sarà rappresentato da Spagna, parte del Portogallo e Francia, in una configurazione atmosferica che sta diventando sempre più familiare agli esperti del settore.
La Francia, in particolare, sembra essere diventata un bersaglio ricorrente di queste onde di calore, e la spiegazione di questo fenomeno risiede nelle caratteristiche geografiche e topografiche del territorio europeo. Il caldo si infila dalla Penisola Iberica come attraverso un imbuto naturale, trovando poi in Francia un’ampia area continentale che favorisce notevolmente il surriscaldamento delle masse d’aria. Questa dinamica rappresenta una delle chiavi di lettura per comprendere perché alcune regioni europee siano sistematicamente più esposte a questi eventi estremi.
Un fenomeno analogo, seppur con caratteristiche leggermente diverse, interessa l’Italia e spiega perché il Nord Italia risulti ormai spesso più caldo del Sud. Questa inversione termica rispetto ai pattern tradizionali ha radici complesse: mentre al Nord le temperature raggiungono picchi più elevati durante le fasi acute delle ondate di calore, al Sud la calura persiste più a lungo nel tempo, creando una situazione di stress termico prolungato. La differenza sostanziale risiede anche nell’azione refrigerante dei temporali, che al Nord Italia continuano a manifestarsi con una certa regolarità, offrendo almeno temporanei momenti di sollievo che invece scarseggiano nelle regioni meridionali.
Il Nord Italia presenta caratteristiche territoriali che lo rendono estremamente favorevole alle ondate di calore, specialmente quelle che hanno origine dalla traiettoria Francia-Spagna. La conformazione della Pianura Padana, circondata da rilievi montuosi, crea infatti una sorta di “catino” dove le masse d’aria calda tendono a ristagnare e ad amplificare i propri effetti. Per questo motivo dobbiamo attenderci altri picchi estremi di temperatura nelle prossime settimane.
Dopo questa fase di calore intenso, le previsioni indicano l’arrivo di un nuovo refrigerio che potrebbe rivelarsi più significativo e duraturo rispetto a quello che stiamo sperimentando in questi giorni. Tuttavia, è fondamentale non farsi illusioni: le onde di calore africane sono ormai continue e rappresentano la nuova normalità climatica. Dopo l’ondata di cui stiamo parlando, ce ne sarà inevitabilmente un’altra, in una sequenza che sembra essersi consolidata come una raffica di eventi estremi uno di seguito all’altro.
Prima o poi, in questa concatenazione di episodi, arriverà inevitabilmente quello che porterà temperature record assolute. In questo contesto assume particolare rilevanza l’attesa per un fenomeno meteorologico specifico: l’evento Heat Dome. Per ora questo evento non si è ancora manifestato in tutta la sua potenza perché l’episodio caldo che abbiamo appena sperimentato è durato relativamente poco nel suo apice e inizialmente non ha assunto un’intensità particolarmente elevata. Va tuttavia sottolineato che un precedente evento aveva già dato valori fino a 40°C in Spagna e Portogallo già in maggio, segnale inequivocabile di un’accelerazione dei fenomeni estremi.
Cos’è esattamente un Heat Dome? Si tratta di un fenomeno meteorologico estremo che si verifica quando un’area di alta pressione particolarmente intensa e persistente intrappola letteralmente l’aria calda come sotto una cupola invisibile. L’alta pressione agisce come un coperchio, impedendo all’aria calda di salire e disperdersi negli strati superiori dell’atmosfera. Il risultato è un accumulo progressivo di calore che può durare settimane, con temperature che crescono giorno dopo giorno fino a raggiungere valori assolutamente anomali per le latitudini interessate.
Le proiezioni a lungo termine suggeriscono che in luglio potrebbe palesarsi con tutta la sua forza un vero Heat Dome. Questo evento potrebbe essere originato da un’onda di calore di ampia durata e persistenza, inizialmente caratterizzata da una spinta di masse tropicali verso Spagna e Francia, per poi estendersi all’Italia, con particolare intensità nelle regioni settentrionali. La persistenza dell’alta pressione, il calore accumulato e la fase avanzata della stagione creerebbero le condizioni ideali per l’innesco della fase anticiclonica di Heat Dome.
Entro pochi giorni potremmo quindi trovarci di fronte a una situazione di grave calura senza precedenti. Non sappiamo ancora se il cuore dell’Heat Dome avrà come epicentro l’Italia, ma le circostanze impongono una stretta analisi meteorologica per individuare precisamente dove colpirà questo fortissimo riscaldamento, capace di portare in Europa temperature più consone ai rilievi del Sahara.
Le prove della devastante capacità di questi fenomeni sono già evidenti: il caldo record di 43°C a Parigi, i picchi termici in Europa centrale come in Germania con valori oltre i 40°C, o Londra che ha toccato i 40°C. Stiamo parlando di anomalie termiche che si avvicinano ai 20°C di differenza rispetto alle medie storiche. Questo è ciò che questo “mostro atmosferico” è in grado di generare.
Un tempo gli Heat Dome erano sconosciuti proprio perché la loro dinamica non era nota, vista la scarsità di eventi. Ora invece questi fenomeni sono drammaticamente più diffusi, come dimostrano le ondate di calore nei Paesi arabi, nel sud-est asiatico, nel Nord America e persino in Siberia, dove si sono registrati incredibili 38°C. Pensate che una località del Canada ha raggiunto i 50°C, mentre Vancouver ha stabilito record di temperatura di molti gradi superiori alla sua media storica. (METEOGIORNALE.IT)

