Dopo un mese di giugno particolarmente caldo e afoso su gran parte della nostra penisola, non arrivano buone notizie sul fronte delle anomalie di temperatura. In particolar modo ci riferiamo alle temperature superficiali del Mediterraneo che, dopo settimane di condizioni meteo subtropicali, sono letteralmente schizzate verso l’alto.
I dati satellitari e delle boe marine
Gli ultimi dati delle boe marine, uniti ai rilevamenti satellitari, ci mostrano un quadro abbastanza preoccupante per il prosieguo dell’estate e anche per la stagione autunnale, quella solitamente più propizia per l’arrivo di cicloni e piogge alluvionali. Ebbene, questi dati ci riferiscono che il Mediterraneo è al momento molto più caldo della norma.
Questi timori erano già presenti durante la stagione primaverile, quando si rilevavano temperature di almeno 2 ° superiori alle tipiche medie del periodo, dopo un inverno molto avaro di ondate di freddo degne di nota. Ora queste anomalie si sono amplificate ulteriormente dopo un mese di giugno estremamente caldo e soleggiato sul Mediterraneo. L’assenza di perturbazioni, e quindi di nuvolosità, ha permesso un costante riscaldamento della superficie del mare, soprattutto sul Mediterraneo occidentale, dove troviamo le anomalie più pesanti.
Dalla mappa possiamo notare temperature superficiali del Mediterraneo di almeno 5 ° superiori alle tipiche medie di giugno. I valori più alti si trovano a ridosso delle coste spagnole, Golfo di Leone e sulla Costa Azzurra, ma anche su Mar Adriatico, Mar Ionio e Mar Tirreno troviamo anomalie tra i 2 e i 4 gradi sopra le medie.
Impatti sui prossimi mesi
Tutto questo calore eccessivo, accomodatosi nel tratto d’acqua superficiale del Mediterraneo, oltre che a percepirlo sulla nostra pelle, sarà determinante anche in vista dei prossimi mesi, nel momento in cui si inseriranno nel Mediterraneo perturbazioni degne di nota. Un Mediterraneo più caldo chiaramente favorisce lo sviluppo di fenomeni più estremi come nubifragi e alluvioni lampo, oltre che lo sviluppo di trombe marine e il potenziale sviluppo di cicloni mediterranei, soprattutto tra i mesi di settembre, ottobre e novembre.
Seguiremo passo passo l’evoluzione meteo dei prossimi mesi per tener d’occhio l’arrivo dei primi cicloni della stagione, la cui probabilità è ovviamente più elevata, considerando l’attuale immenso serbatoio di energia che è il Mediterraneo.