(METEOGIORNALE.IT) Dopo le prime avvisaglie estive regalate da questo fine settimana specie al Centro-Sud, il meteo ci segnala una svolta importante: dalla metà della prossima settimana prenderà forma la prima vera ondata di calore dell’estate 2025. Un cambiamento che sarà tutt’altro che casuale, ma guidato da una serie di dinamiche sinottiche ben definite, tipiche delle configurazioni stabili di inizio estate. Si tratterà infatti di un’espansione del promontorio subtropicale nordafricano, che dopo aver lambito il bacino del Mediterraneo tornerà a distendersi verso nord, coinvolgendo direttamente anche le regioni settentrionali italiane, finora rimaste più ai margini dei rialzi termici.
Il promontorio anticiclonico, spinto da un’ondulazione del flusso atlantico, assumerà la classica conformazione a “cupola”, ben riconoscibile dalle carte di geopotenziale in quota con il suo asse orientato tra penisola iberica, Francia e Nord Italia. Nella sua fase più intensa, attesa tra il 12 e il 16 giugno, porterà i massimi della vorticità anticiclonica proprio su Centro-Nord e Sardegna. Questo dettaglio è tutt’altro che secondario: l’aria in queste zone subirà moti di subsidenza piuttosto marcati, ossia un movimento verticale discendente che tende a comprimere e riscaldare ulteriormente le masse d’aria, già di per sé molto calde.
Il cuore dell’aria calda, infatti, proverrà direttamente dal Sahara, trasportato in quota verso l’Europa centrale e l’Italia. Se a questo si aggiungerà una ventilazione nei bassi strati dai quadranti orientali o nord-orientali, ipotesi supportata da un probabile posizionamento dei massimi di pressione tra l’Europa orientale e l’arco alpino, allora si potrà avere anche un contributo favonico in alcune aree. Fenomeni locali come questi potrebbero ulteriormente esaltare il riscaldamento in zone come il Nord-Ovest, le coste liguri e il versante tirrenico centro-settentrionale.
Nonostante la possibile assenza di isoterme estreme alla quota di 850 hPa (1500 m), gli effetti combinati della subsidenza, della radiazione solare ormai prossima al suo picco annuale e dell’eventuale effetto favonico renderanno probabile una fase molto calda per il periodo. Le anomalie termiche stimate potrebbero variare tra i +6 e i +10 °C rispetto alla media climatica della seconda decade di giugno, con temperature massime che in molte zone supereranno i 30 °C e in alcuni casi si spingeranno anche oltre i 35 °C.
Chiudendo con uno sguardo più analitico al meteo dei prossimi giorni, è utile osservare anche il segnale fornito dall’Extreme Forecast Index (EFI), uno strumento che valuta quanto un evento previsto si discosti dalla climatologia tipica. Per questa fase calda, l’EFI sta segnalando valori tra 0.7 e 0.8 su scala 0–1: un’anomalia termica molto significativa, potenzialmente da record. In sintesi, si avvicina una fase meteo stabile e decisamente calda, con caratteristiche tipiche delle prime ondate di calore estive, che merita di essere monitorata con attenzione.
Ci ritorneremo.
