
(METEOGIORNALE.IT) Le grandinate, negli ultimi anni, sono diventate un incubo meteo sempre più presente nella quotidianità, in particolare nei mesi estivi. Chiunque viva in Italia, soprattutto nelle aree della Pianura Padana, nei pressi degli Appennini o in prossimità di zone collinari interne, conosce bene lo spavento e i danni causati da questi improvvisi attacchi di ghiaccio dal cielo.
Oggi, con l’arrivo della parte più intensa della stagione estiva, si alza anche il livello di attenzione su uno degli eventi meteo più distruttivi e temuti: la grandine. E non si tratta solo di episodi sporadici, ma di una vera e propria tendenza climatica in crescita, alimentata da dinamiche atmosferiche sempre più estreme.
Per comprendere l’origine di questi fenomeni meteo intensi, è necessario guardare dentro le nubi temporalesche più maestose e minacciose: i cumulonembi. Queste gigantesche torri di vapore, che possono raggiungere e oltrepassare i 10.000 metri di altezza, si sviluppano quando masse d’aria calda e carica d’umidità salgono rapidamente verso l’alto.
Più è forte la corrente ascensionale, più i chicchi di ghiaccio hanno tempo e spazio per accrescersi, passando più volte dallo stato liquido a quello solido prima di cadere. Il risultato? Blocchi di ghiaccio del diametro anche superiore ai 5 o 6 centimetri, capaci di sfondare vetri d’auto, tetti, serre e di distruggere interi raccolti agricoli in una manciata di minuti.
Il meteo che spaventa
Chi ha assistito a una grandinata importante sa che la scena può ricordare un bombardamento. Rumori sordi, parabrezza frantumati, tetti ammaccati, orti e frutteti ridotti in poltiglia. Quello che per molti è solo un evento spettacolare da osservare al sicuro dietro un vetro, per altri è una tragedia economica.
L’agricoltura, in particolare, subisce perdite incalcolabili. Vigneti, frutteti, campi coltivati a grano o mais vengono colpiti con tale forza da risultare spesso irrimediabilmente danneggiati. Anche il settore dei trasporti risente in modo pesante delle perturbazioni meteo legate alla grandine: auto, treni, infrastrutture viarie e persino impianti fotovoltaici risultano tra le vittime più comuni.
Come si forma la grandine più distruttiva
Le condizioni meteo che portano alla formazione della grandine più violenta sono tipiche dei mesi più caldi, da Giugno a Settembre, con un picco nel cuore dell’estate, quando il calore accumulato nei bassi strati dell’atmosfera diventa un vero e proprio serbatoio di energia per lo sviluppo di temporali supercellulari.
Quando una massa d’aria bollente e umida incontra una corrente più fresca in quota, si genera un contrasto tale da alimentare la formazione di fortissimi moti verticali. Più tempo i chicchi trascorrono all’interno della nube, sospinti su e giù da questi venti ascensionali, più crescono. E quando infine cadono, lo fanno con una violenza tale da perforare persino i tetti in lamiera.
Le previsioni meteo per Luglio e Agosto indicano la possibilità concreta di episodi di grandine anche molto intensa, soprattutto in concomitanza con ondate di calore seguite da repentini ingressi di aria fresca da ovest o nordovest. In questi frangenti, i chicchi giganti diventano sempre meno un’eccezione e sempre più una triste regola stagionale. (METEOGIORNALE.IT)
