
(METEOGIORNALE.IT) Vediamo l’analisi meteo. Dopo aver colpito il Nord-Est, e in particolare il Triveneto e l’Emilia Romagna, tra Martedì 17 e Mercoledì 18 Giugno, la perturbazione si sposterà verso il Centro-Sud, interessando in particolare l’Appennino centrale e meridionale, con fenomeni temporaleschi che potrebbero scendere fin verso le pianure della Toscana, del Lazio e della Campania.
Anche le regioni meridionali estreme, come la Calabria e la Sicilia, potrebbero essere raggiunte da fenomeni meteo intensi. L’instabilità sarà più marcata durante le ore centrali e pomeridiane della giornata, dove il riscaldamento del suolo contribuisce all’innesco convettivo.
La distribuzione dei temporali sarà irregolare, con nuclei che potranno formarsi e dissolversi in modo piuttosto disordinato, proprio per l’assenza di una corrente dominante che guidi lo sviluppo e il movimento delle precipitazioni. Sarà quindi fondamentale seguire gli aggiornamenti ora per ora, poiché le precipitazioni saranno a macchia di leopardo, ma anche molto violente nei loro picchi.
Un modesto calo delle temperature
L’arrivo della goccia fredda porterà anche a un parziale ridimensionamento delle temperature, che si attesteranno su valori più vicini alla media stagionale di Giugno, pur senza crolli termici eccessivi. Nei giorni scorsi si sono toccati i 38-40°C in diverse aree del Sud, in particolare in Puglia, Basilicata e Sicilia interna, ma con l’avvento del maltempo ci sarà una discesa di circa 4-6 gradi, con massime che torneranno attorno ai 30°C in molte zone, e punte più basse in presenza di precipitazioni.
Non si tratterà di un cambiamento definitivo, ma di un intervallo meteorologico, una pausa nella lunga egemonia dell’Anticiclone africano, che ha reso la prima metà di Giugno particolarmente calda e afosa. Tuttavia, questo respiro temporaneo sarà accolto con sollievo in molte località, specialmente in quelle dove il caldo si è fatto sentire con maggiore insistenza.
Alta Pressione in ritirata, goccia fredda in avanzata
Il ritiro momentaneo dell’Alta Pressione subtropicale, responsabile dell’afflusso di aria rovente dal Sahara, permetterà alla depressione atlantica di scivolare sull’Italia, innescando la suddetta fase di maltempo. La configurazione barica, con l’Anticiclone delle Azzorre defilato verso l’Atlantico centrale e quello africano costretto a retrocedere, consente così alla goccia fredda di penetrare con decisione sul nostro territorio.
Questi assetti meteo rappresentano un punto critico per l’Italia nel periodo estivo, poiché l’aria fresca in quota che entra in contrasto con il caldo accumulato nei bassi strati rappresenta una miccia pronta a far esplodere temporali esplosivi, anche con fenomeni estremi.
Grandine e tornado possibili
L’energia accumulata nell’atmosfera durante le intense giornate di caldo africano costituisce il perfetto carburante meteorologico per lo sviluppo di fenomeni estremi. Quando una perturbazione fredda irrompe in uno scenario saturo di calore e umidità, il rischio di assistere a eventi meteo violenti aumenta notevolmente.
Nel dettaglio, ci si attende la formazione di supercelle temporalesche, strutture convettive molto potenti, in grado di generare grandinate con chicchi superiori ai 3 centimetri, raffiche di vento anche oltre i 100 km/h, downburst e, nei casi più rari ma non esclusi, anche tornado, specialmente nelle zone di pianura padana e nelle aree costiere dove i contrasti termici sono più marcati.
L’Estate e il rischio instabilità
Nonostante sia appena iniziata l’Estate meteorologica, la presenza di break temporaleschi non è affatto rara. Anzi, proprio nel passaggio tra Primavera e Estate, l’atmosfera tende a mostrare i contrasti più accentuati, offrendo terreno fertile per la genesi di temporali fortemente sviluppati in verticale. La presenza dell’Anticiclone africano, con la sua massa d’aria calda e stabile, crea un effetto tappo che trattiene umidità nei bassi strati. Quando questo tappo si rompe, il rilascio dell’energia termica può diventare esplosivo.
Questo schema è ben visibile nelle giornate attuali, dove un’atmosfera instabile in quota si combina con un suolo ancora bollente dopo giorni di caldo estremo. Le colline interne, le pianure prealpine, e i versanti montani appenninici diventeranno quindi i punti più vulnerabili, da cui potrebbero partire le cascate temporalesche verso le aree più basse.
Seconda metà di Giugno: cosa aspettarci
Secondo le proiezioni meteo attuali, questa goccia fredda non dovrebbe permanere a lungo, ma la sua azione incisiva sarà sufficiente per spezzare la continuità dell’Alta Pressione africana. Nella parte finale della settimana, è possibile un parziale ritorno della stabilità, ma con un Anticiclone più indebolito rispetto a quello che ha caratterizzato i primi 10-12 giorni del mese.
Non si esclude quindi che nuovi impulsi instabili possano raggiungere l’Italia anche nella terza decade di Giugno, specialmente sulle regioni settentrionali e lungo la dorsale appenninica, mantenendo attivo un canale instabile tra l’Europa centrale e il Bacino del Mediterraneo. Ne riparleremo nei prossimi aggiornamenti meteo. (METEOGIORNALE.IT)
