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Giugno dal meteo rovente, ma il peggio sarà Luglio

Paolo Colombo di Paolo Colombo
05 Giu 2025 - 17:40
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Con il primo respiro di Giugno, il quadro meteo sull’intera Italia ha virato bruscamente verso una nuova fase. L’Estate 2025 si è imposta con decisione, relegando agli archivi gli ultimi refoli primaverili. Sin dai primissimi giorni del mese, un deciso cambiamento ha modificato la circolazione atmosferica, determinando un netto incremento delle temperature in molte aree della penisola, in particolare al Centro-Sud. Alla base di questa transizione vi è l’instaurarsi di un vasto campo di Alta Pressione, che ha preso forma durante la parte conclusiva di Maggio, affermandosi sul bacino centrale del Mediterraneo.

 

Questo Anticiclone subtropicale, alimentato da masse d’aria provenienti dal Nord Africa, si è progressivamente rinforzato, favorendo condizioni di tempo stabile, cieli limpidi e un costante aumento delle temperature. Le conseguenze non si sono fatte attendere: il soleggiamento prolungato, unito all’assenza di precipitazioni, ha spinto la colonnina di mercurio ben oltre i valori tipici della prima parte del mese, avvicinando in molte zone gli estremi di Luglio.

 

Nord ancora incerto, ma l’instabilità ha i giorni contati

Nonostante la predominanza anticiclonica, l’influenza del flusso atlantico si fa ancora sentire sulle regioni settentrionali. In particolare, le zone alpine e prealpine stanno sperimentando le ultime oscillazioni del getto polare, che favoriscono l’ingresso di correnti più fresche e instabili. Queste infiltrazioni d’aria creano i presupposti per lo sviluppo di temporali localizzati, soprattutto durante le ore centrali e tardo-pomeridiane.

 

Le regioni settentrionali – come Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto e Piemonte – vivono una situazione meteo variabile, alternando fasi di cielo sereno a brevi episodi instabili. Sebbene i fenomeni siano circoscritti e di breve durata, non si escludono grandinate, raffiche di vento e una temporanea flessione termica, specie in concomitanza con i rovesci più intensi. Il campo di Alta Pressione, tuttavia, sta lentamente guadagnando terreno anche sul Nord Italia. Nei prossimi giorni, si assisterà a una progressiva attenuazione dell’instabilità, con cieli sempre più sereni e temperature in salita anche nelle aree che finora hanno mantenuto un clima più temperato.

 

Dal secondo weekend di Giugno: ondata di calore africana

Intorno al secondo fine settimana del mese, il potente Anticiclone subtropicale si espanderà ulteriormente, coinvolgendo tutto il territorio nazionale. Una nuova impennata termica è attesa con l’arrivo di aria rovente dal deserto del Sahara, che provocherà un’ondata di calore di notevole intensità. L’anomalia termica sarà particolarmente marcata nelle regioni del Centro-Sud, dove si prevede un superamento diffuso dei 35°C, con punte prossime ai 40°C in alcune zone interne.

 

In Puglia, Calabria, Basilicata e Sicilia, le città più lontane dal mare come Foggia, Matera, Cosenza e Enna toccheranno valori estremamente elevati. Il soleggiamento sarà pressoché continuo, con livelli di umidità che, pur restando contenuti al mattino, tenderanno ad aumentare nelle ore serali, rendendo le notti sempre più afose.

 

L’area tirrenica, da Roma a Napoli, sperimenterà giornate torride accompagnate da cielo sereno e brezze leggere, insufficienti a mitigare la sensazione di afa nelle ore centrali della giornata. L’aria, inizialmente secca, si arricchirà progressivamente di umidità, aumentando il disagio fisiologico percepito dalla popolazione.

 

Anche il Nord sarà travolto da questa fase bollente. Le città della Pianura Padana, come Milano, Torino, Bologna e Verona, vedranno i termometri oscillare tra 33°C e 36°C. Il calore sarà amplificato dalla ristrettezza atmosferica, tipica delle aree urbanizzate, dove l’accumulo di calore nei bassi strati atmosferici renderà l’ambiente particolarmente opprimente.

 

L’Estate è partita in anticipo, i motivi

La configurazione che si sta delineando è strettamente connessa a una fase barica anomala sullo scacchiere europeo. Il getto polare, solitamente ben definito, si presenta in questo periodo debole e frammentato. Questo consente al blocco subtropicale di avanzare verso nord, favorendo l’ascesa di masse d’aria sahariane fino alle latitudini medie.

 

L’effetto combinato di una corrente occidentale poco incisiva e dell’espansione dell’Anticiclone afro-mediterraneo ha creato una cupola stabile sopra l’Italia. Questo assetto impedisce il passaggio delle perturbazioni atlantiche, favorendo un ristagno atmosferico prolungato. La conseguenza diretta è un riscaldamento eccessivo e la mancanza di precipitazioni significative.

 

Questa dinamica non è nuova, ma negli ultimi anni sta diventando sempre più frequente, a causa delle anomalie climatiche globali. Le temperature medie planetarie in aumento rendono più facile il verificarsi di ondate di calore precoci e durature, che in passato erano rare, se non eccezionali.

 

Temperature da piena Estate già nella prima metà del mese

Il periodo che stiamo vivendo è emblematico di questa nuova tendenza: valori termici che in passato avremmo associato a Luglio o Agosto si stanno ora registrando già nei primi dieci giorni di Giugno. In molte città italiane, le massime giornaliere sono superiori alla media climatica di almeno 6-8°C, una deviazione significativa per questa fase dell’anno.

 

Il riscaldamento notturno è particolarmente evidente nelle aree urbane, dove il fenomeno dell’isola di calore fa sì che le minime restino elevate anche dopo il tramonto. L’effetto è una sensazione di afa costante, che riduce la qualità del sonno e accentua il disagio fisico, soprattutto nelle fasce più deboli della popolazione.

 

Ecco cosa aspettarsi nel dettaglio

A Milano, la prima settimana di Giugno è ancora influenzata da una certa variabilità meteo, con possibili rovesci isolati nel pomeriggio. Tuttavia, già dal 7 l’arrivo dell’aria africana darà il via a una lunga serie di giornate soleggiate con temperature massime intorno ai 34-35°C. Le notti saranno calde e afose, rendendo difficile la dispersione del calore. A Roma, l’Estate meteorologica è iniziata in anticipo. Nei quartieri centrali e dell’entroterra, le temperature supereranno i 36°C, con cieli sgombri da nubi e livelli di umidità in aumento.

 

L’aria sarà più secca nelle prime ore del giorno, ma nel pomeriggio l’aumento dell’umidità renderà l’atmosfera opprimente. Napoli seguirà uno schema simile. Le zone interne, come Vomero o Ponticelli, vedranno picchi di 38°C, mentre lungo la costa, l’influenza del Tirreno permetterà una leggera mitigazione del caldo. Tuttavia, l’assenza di ventilazione significativa renderà il clima comunque molto caldo.

 

In Puglia, tra Bari e Foggia, l’ondata sarà particolarmente intensa. Se lungo la costa l’Adriatico offrirà una lieve tregua, nell’entroterra i termometri potranno salire fino a 39°C, con una persistenza del caldo anche dopo il tramonto. In Sicilia, i valori più estremi si registreranno nelle valli interne, lontane dal mare.

 

A Caltanissetta, Enna e Agrigento, si potrebbero raggiungere i 40°C già nel secondo fine settimana del mese. L’irraggiamento solare diretto e la scarsa ventilazione renderanno queste giornate particolarmente difficili da sopportare.

 

Cosa indicano i modelli per Luglio

Secondo le ultime elaborazioni modellistiche, non si intravedono al momento segnali evidenti di una rottura del dominio anticiclonico, anzi il contrario. L’Alta Pressione afro-mediterranea potrebbe insistere anche nella terza settimana di Giugno e persino fino a metà Luglio, mantenendo condizioni di tempo stabile e molto caldo su tutto il territorio.

 

In alcune zone si formeranno vere e proprie bolle di calore stagnanti, fenomeni che, combinati alla mancanza di vento e all’accumulo di energia nei bassi strati, faranno aumentare ulteriormente la sensazione di disagio termico, soprattutto nelle grandi città e nelle pianure interne.

 

Sarà inoltre necessario monitorare la possibilità di eventi temporaleschi estremi. Le alte temperature, infatti, possono creare le condizioni ideali per l’innesco di celle convettive violente, capaci di generare nubifragi, microburst o forti grandinate, anche se localizzati. (METEOGIORNALE.IT)

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