- Un’Europa divisa
- Espansione della siccità nell’Europa centrale e orientale
- Temperature in forte rialzo nel primo trimestre dell’anno
- Terreni aridi nel Mediterraneo orientale e in Africa settentrionale
- Situazione idrologica piuttosto critica nei principali fiumi europei
- L’esempio lampante del fiume Reno: navigazione a rischio
Siamo in una fase meteo decisamente piovosa, eppure parliamo di grossa siccità incombente. Ma allora, qual è il nesso? Sembra un controsenso ma in realtà non lo è affatto. In questo articolo andremo ad esaminare per bene che cosa si evince a livello europeo e soprattutto cosa rischiamo in vista dell’incipiente stagione estiva.
Un’Europa divisa
Dall’inizio del 2025, la situazione meteo in Europa si è contraddistinta per un andamento decisamente anomalo: le temperature più alte del consueto e una netta carenza di piogge stanno causando un progressivo peggioramento del bilancio idrico in molti Paesi europei.
Le conseguenze sono già evidenti e preoccupanti, con un notevole calo della portata dei corsi d’acqua, come Danubio e Reno, sono al di sotto della loro media. Discorso diverso in Italia, dove le continue depressioni stanno apportando precipitazioni frequentissime. E talvolta persino eccessive.
Espansione della siccità nell’Europa centrale e orientale
Secondo il documento, i territori più colpiti si trovano nell’Europa centrale, orientale, e in quella sudorientale, oltre all’area del Mediterraneo orientale. Anche il nord-ovest del continente inizia a mostrare i segni di un’iniziale criticità idrica. Di contro, in alcune zone come il Portogallo, la Spagna, la parte occidentale e centrale della Francia e il Nord Italia, l’Inverno è stato invece caratterizzato da precipitazioni abbondanti, mentre la Primavera fin qui si è rivelata nettamente più piovosa della media.
Temperature in forte rialzo nel primo trimestre dell’anno
Nel periodo compreso tra Gennaio e Marzo 2025, la quasi totalità dell’Europa ha sperimentato un sensibile aumento delle temperature rispetto alla media climatica. In particolar modo, le Alpi, l’Europa orientale e la parte settentrionale della Scandinavia hanno registrato scostamenti termici superiori ai 3°C, mentre nella Russia occidentale si sono osservati picchi che hanno superato i 5°C in più rispetto ai valori abituali.
Il resto del continente ha vissuto anomalie meno estreme, ma comunque rilevanti, oscillanti tra 1 e 2°C. Le uniche eccezioni si sono registrate nel Nordest della Francia, nel Centro-Sud del Regno Unito e in Irlanda, dove le temperature si sono mantenute in linea con le medie stagionali.
Terreni aridi nel Mediterraneo orientale e in Africa settentrionale
Le scarse piogge unite al caldo persistente hanno determinato un marcato essiccamento dei suoli in ampie porzioni del Mediterraneo orientale e dell’Africa del Nord. La causa principale va ricercata in un mix di scarse precipitazioni e temperature elevate, che ha incrementato il processo di evapotraspirazione, ovvero la perdita di acqua dal suolo e dalla vegetazione.
Situazione idrologica piuttosto critica nei principali fiumi europei
I primi giorni di Aprile 2025 hanno evidenziato un peggioramento generalizzato della situazione idrica nei corsi d’acqua europei. L’indice Low-Flow Index ha rilevato condizioni idrologiche critiche in molte aree, come l’Est della Francia, la Germania, le regioni attorno al Mar Baltico sudorientale, le Alpi occidentali, l’Europa orientale con particolare riferimento alla Polonia, la zona del Mediterraneo orientale e la Russia occidentale.
Alcune aree locali della Scandinavia meridionale, del Regno Unito e dell’Irlanda mostrano una tendenza simile, seppur meno marcata. Questo indebolimento delle portate fluviali è la diretta conseguenza della prolungata assenza di piogge e dell’anomalo innalzamento termico degli ultimi mesi.
L’esempio lampante del fiume Reno: navigazione a rischio
Un esempio emblematico dell’impatto della siccità è offerto dalla situazione del Reno. Nell’arco di poche settimane, le condizioni del corso d’acqua si sono modificate drasticamente, con un repentino abbassamento del livello idrometrico nella parte superiore del bacino.
Dopo una stagione invernale sotto le medie e un inizio di Primavera con poche precipitazioni, la portata del celebre fiume ha subito un tale calo da compromettere già le attività di navigazione fluviale nella zona del Medio Reno, segnalando un aggravamento della crisi idrica regionale. L’evoluzione meteo nei prossimi mesi sarà decisiva per comprendere se l’attuale tendenza verso la siccità estrema potrà essere interrotta o se ci si avvierà verso un estate ancora più critica per le risorse idriche del continente. Italia inclusa, magari…