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      Home » Geoingegneria: salvezza climatica o nuova arma di guerra?
      A La notizia del giornoA Scelta dalla RedazioneCambiamento climatico

      Geoingegneria: salvezza climatica o nuova arma di guerra?

      Andrea Meloni
      Andrea Meloni
      Pubblicato: 06/05/2025
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      5 Min Lettura
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      Contents
      • Che cosa si intende per geoingegneria
      • La minaccia della geoingegneria come arma di guerra
      • I potenziali rischi climatici della geoingegneria
      • Cosa si conosce e cosa resta ignoto della geoingegneria

      Che cosa si intende per geoingegneria

      Con il termine geoingegneria si definisce l’insieme di interventi su larga scala progettati per modificare deliberatamente il clima terrestre, nel tentativo di contrastare il riscaldamento globale. Tra le tecniche più discusse figurano l’inseminazione delle nuvole per aumentare le precipitazioni, il raffreddamento della superficie terrestre tramite la riflessione della luce solare (Solar Radiation Management, SRM), e il sequestro del carbonio direttamente dall’atmosfera.

      Lo scopo ufficiale della geoingegneria è quello di mitigare gli effetti devastanti dell’aumento delle temperature globali, preservando ecosistemi vulnerabili, salvando i ghiacciai dall’ineluttabile scioglimento e impedendo che ampie aree, come il Sud-est asiatico e l’India, dove vivono oltre 2,5 miliardi di persone, diventino inabitabili durante i mesi estivi, con temperature che già oggi superano frequentemente i 45°C.

       

      La minaccia della geoingegneria come arma di guerra

      Nonostante le sue intenzioni dichiarate siano benefiche, la geoingegneria potrebbe trasformarsi in una nuova arma di guerra climatica. La capacità di alterare precipitazioni, dirigere uragani o provocare siccità in regioni specifiche, potrebbe essere utilizzata da Stati o attori non statali per danneggiare economie rivali, indebolire popolazioni e condizionare politicamente interi Paesi.

      In particolare, il controllo delle piogge monsoniche in India, o la deviazione di correnti atmosferiche che portano umidità alle colture africane, potrebbero avere impatti devastanti sulla sicurezza alimentare e sulla stabilità sociale di nazioni intere. Alcuni esperti parlano già di un possibile nuovo tipo di guerra fredda climatica, in cui la manipolazione del clima sostituirà, almeno in parte, le tradizionali armi militari.

      Le preoccupazioni sono tali che, già nel 1978, le Nazioni Unite adottarono la Convenzione ENMOD (United Nations, Convention on the Prohibition of Military or Any Other Hostile Use of Environmental Modification Techniques), che vieta l’uso di tecniche di modifica ambientale a fini bellici o ostili. Tuttavia, le tecnologie moderne potrebbero facilmente aggirare queste regole, rendendo il quadro giuridico internazionale inadeguato.

       

      I potenziali rischi climatici della geoingegneria

      L’implementazione della geoingegneria su scala globale comporterebbe una serie di rischi enormi e poco prevedibili:

      • Spostamenti dei regimi di precipitazione: modificare l’albedo terrestre potrebbe alterare drammaticamente la distribuzione delle piogge, creando siccità in alcune regioni e alluvioni in altre.
      • Danni alla biodiversità: gli ecosistemi naturali, già fragili, potrebbero non essere in grado di adattarsi a variazioni climatiche imposte artificialmente, portando a estinzione di specie su larga scala.
      • Effetti a cascata sull’Oceano: cambiamenti di temperatura superficiale potrebbero sconvolgere correnti oceaniche vitali come la Corrente del Golfo, compromettendo la vita marina e modificando climi regionali.
      • Dipendenza tecnologica: una volta iniziata, l’interruzione improvvisa di strategie di gestione solare potrebbe causare un riscaldamento accelerato (“termination shock”), con effetti ancora più catastrofici.

      Le simulazioni climatiche mostrano che, anche con le migliori intenzioni, la precisione nel controllo climatico globale è praticamente impossibile da garantire【fonte: Nature Climate Change】.

       

      Cosa si conosce e cosa resta ignoto della geoingegneria

      Oggi sappiamo che alcune tecniche, come l’iniezione di aerosol di solfato nella stratosfera, potrebbero ridurre temporaneamente la temperatura della Terra, imitando gli effetti di grandi eruzioni vulcaniche come quella del Monte Pinatubo nel 1991. Altre metodologie, come la fertilizzazione degli oceani con ferro per stimolare l’assorbimento di anidride carbonica, sono state testate su scala limitata, ma con risultati contrastanti.

      Tuttavia, restano enormi incognite:

      • Effetti a lungo termine: non si conoscono con certezza le conseguenze di interventi climatici prolungati, sia dal punto di vista atmosferico che socioeconomico.
      • Impatti regionali disomogenei: si teme che alcuni Paesi possano beneficiare, mentre altri soffrirebbero disastri climatici indotti.
      • Risposta sociale e politica: l’accettabilità pubblica della geoingegneria è fortemente controversa, con movimenti internazionali che chiedono una moratoria su ogni esperimento su vasta scala【fonte: IPCC Special Report on Climate Change and Land】.

      Inoltre, nessun esperimento di geoingegneria solare è mai stato eseguito su scala planetaria, il che significa che ogni tentativo potrebbe aprire scenari imprevisti, difficilmente reversibili.

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