
Fine maggio: arriva la svolta calda. Ecco cosa ci aspetta
(METEOGIORNALE.IT) Le prime avvisaglie dell’anticiclone si faranno sentire tra il 28 e il 29 maggio, quando una massa d’aria calda e secca di origine sahariana comincerà a risalire dal Marocco e dall’Algeria in direzione dell’Europa meridionale. L’Italia sarà tra le prime ad esserne investita, soprattutto nelle regioni centro-meridionali e insulari.
In un primo momento, tra il 29 e il 30 maggio, correnti fresche in quota potrebbero ancora approfittare di qualche varco lungo il bordo orientale dell’anticiclone, generando temporali intensi e localizzati, soprattutto al Nord-Est e lungo il versante adriatico. Ma sarà solo un’ultima resistenza: da giugno, il caldo prenderà il sopravvento.
Giugno parte con l’estate: caldo, sole e alte pressioni
Con l’arrivo di giugno, l’alta pressione africana si espanderà definitivamente su tutto il bacino del Mediterraneo, garantendo condizioni meteo stabili, cieli sereni e temperature in netto aumento. Le anomalie termiche positive previste dai principali modelli internazionali (tra cui ECMWF e Copernicus) sono chiare: l’intera Europa sarà più calda del normale, e l’Italia non farà eccezione.
Temperature: +3°C oltre la norma già da giugno
Secondo le proiezioni, il mese di giugno farà registrare scarti termici anche di +3°C rispetto alla media climatica. Le aree più colpite saranno le regioni del Centro-Sud e le isole maggiori, dove le temperature supereranno facilmente i 35°C già nella prima metà del mese.
Ma sarà tra luglio e agosto che il caldo raggiungerà l’apice: punte di 44–45°C sono attese nelle zone interne del Sud, nelle pianure dell’entroterra sardo e nelle grandi città, dove l’effetto “isola di calore urbana” renderà le giornate (e le notti) ancora più difficili da sopportare.
Siccità e piogge scarse: un’estate a rischio idrico
Se da un lato il bel tempo farà felici gli amanti del mare e del sole, dall’altro emerge un problema crescente: la siccità estiva. Le previsioni indicano precipitazioni inferiori alla norma, in particolare sulle regioni settentrionali e lungo l’Adriatico. Si temono deficit pluviometrici consistenti, che potrebbero aggravare situazioni già critiche, soprattutto nei bacini idrici alpini e pedemontani.
Il Sud e le isole, invece, vivranno ondate di calore intense ma meno persistenti, intervallate da brevi pause ventilate. Il Nord, soprattutto a inizio stagione, potrà ancora sperimentare fasi instabili e temporalesche, ma si tratterà di episodi brevi e isolati.
Un’estate che si preannuncia lunga, calda e difficile
Le condizioni che si stanno profilando per l’estate 2025 hanno tutte le caratteristiche per diventare tra le più calde e persistenti degli ultimi anni. Il caldo africano, sempre più frequente alle nostre latitudini, è destinato a modificare il volto dell’estate italiana, rendendola più estrema, più secca e più lunga.
Inoltre, un Mediterraneo già insolitamente caldo fin da maggio fornirà carburante per eventuali fenomeni convettivi intensi, come temporali violenti e grandinate improvvise, specie laddove il caldo incontrerà sacche di aria fresca in quota.
Conclusioni: sole e caldo in abbondanza, ma a che prezzo?
L’arrivo dell’anticiclone africano rappresenta l’inizio ufficiale della stagione estiva in Italia, ma con implicazioni serie per l’ambiente e le risorse idriche. Il caldo, seppur atteso, non sarà un semplice “bel tempo”: porterà con sé una nuova fase critica per l’agricoltura, l’energia e la gestione dell’acqua.
Prepariamoci, quindi, a un’estate che non lascerà spazio a incertezze: il caldo africano è ormai realtà, e con lui tornano anche le grandi sfide della meteorologia moderna. (METEOGIORNALE.IT)
