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La data di esordio della stagione estiva 2025 al momento è solo approssimativa, infatti, come più volte si è detto, in Europa dominano da molto tempo dei blocchi di masse d’aria: quelli umidi che portano grandi precipitazioni sulla Penisola Iberica, il freddo che si sta stabilendo sul Nord-est europeo e che, tra le altre cose, si spingerà quasi fino alle Alpi nord-orientali, la siccità che interessa il Sud dell’Inghilterra, il Nord della Francia e la Germania. Il Mediterraneo centrale e l’Italia risultano influenzati soprattutto dalla massa d’aria proveniente dalla Penisola Iberica, tuttavia, a tratti si manifesta anche l’aria calda africana.
Però, la primavera al momento prosegue senza grandi scossoni: non si registrano irruzioni di aria fredda tardive, né onde di calore estremo. Non si è visto, ad esempio, lo scirocco che porta le temperature oltre i 35 °C tra Sardegna e Sicilia. Insomma, tutto sommato, non ci possiamo lamentare nemmeno per quanto riguarda le piogge.
Tuttavia, le previsioni meteo indicano che nei prossimi giorni una massa d’aria ciclonica interesserà soprattutto le regioni centro-meridionali, ma anche il Nord Italia sarà coinvolto. Insomma, ci sarà un nuovo peggioramento delle condizioni meteo. Successivamente, potrebbe verificarsi un miglioramento del tempo, ma secondo i modelli matematici, si prospetta tra circa una settimana la formazione di una profondissima area di bassa pressione in direzione delle Isole Britanniche, che andrebbe a cambiare notevolmente la scenografia europea della circolazione atmosferica. Questa potrebbe richiamare verso l’Italia aria calda proveniente dal Nord Africa, dove nei prossimi giorni le temperature aumenteranno sensibilmente.
Però, estate in Italia, soprattutto nelle regioni centrali e meridionali, significa tempo stabile e soleggiato, che solitamente si manifesta tra la fine di maggio e i primi di giugno. Parliamo ovviamente di media climatica. E, ora come ora, questa linea di tendenza sembra essere molto probabile. In quel periodo, dunque, arriverà anche il caldo, che gradualmente diventerà molto intenso, generando temperature pienamente estive soprattutto nelle aree centrali e meridionali, mentre per il Nord Italia permane un certo grado di incertezza, dato che questa parte del nostro Paese a giugno è spesso soggetta a numerosi temporali, con l’alternanza di fasi calde e instabili, anche molto piovose.
Però, l’indice di affidabilità delle previsioni a lungo termine non è definibile, in particolare per quanto riguarda quelle stagionali, che si spingono oltre un mese di validità. Possiamo solo elaborare supposizioni sulla base dei numerosi dati disponibili.
Comprendiamo molto bene il punto di vista di coloro che non accettano le previsioni a lungo termine, eppure queste sono utilizzate dalle maggiori aziende per pianificare le proprie attività. La necessità di conoscere con anticipo il tempo previsto è molto utile anche nel settore turistico, sebbene quest’ultimo non sia particolarmente comprensivo quando le previsioni meteo risultano incerte, si preannunciano temporali e poi in quella località non si verificano. Il problema, in realtà, non sta tanto nell’errore previsionale, bensì nella mancanza di conoscenza della meteorologia in Italia. Infatti, il temporale è un fenomeno meteo locale, che si verifica a macchia di leopardo, e quindi può accadere che in un’area adiacente ci sia una forte tempesta con pioggia torrenziale, mentre a pochi chilometri di distanza non cada neanche una goccia di pioggia.
Però, dato che questo approfondimento è dedicato alla stagione estiva, al momento la probabilità che l’estate inizi tra fine maggio e i primi di giugno è molto elevata. Le quotazioni in tal senso sono considerevoli, nonostante i modelli matematici a lungo termine non siano di alta affidabilità, ma non ci sono elementi contrari che ci facciano pensare diversamente.
Tuttavia, potrebbe sempre presentarsi un imprevisto, considerato che viviamo in un’epoca di anomalie climatiche estreme. Potremmo quindi subire gli effetti di masse d’aria fredda in quota, anche estremamente tardive, che ritarderebbero l’inizio della stagione estiva. Potrebbe anche verificarsi una combinazione di masse d’aria in grado di ridurre gli effetti dell’anticiclone africano, a cui ormai siamo abituati, e che ci ha trascinati verso una percezione dell’estate come periodo necessariamente molto caldo, decisamente diversa rispetto agli anni ’60 e ’70, quando dominava soprattutto l’Anticiclone delle Azzorre, che si è esteso anche nei decenni successivi, fino alla fine degli anni 2000. Nel frattempo, vi rimandiamo al nuovo aggiornamento meteo. (METEOGIORNALE.IT)
