
(METEOGIORNALE.IT) Il mese di maggio che stiamo vivendo ha riportato alla mente immagini di una primavera d’altri tempi. Le giornate si sono susseguite tra schiarite improvvise, piogge intermittenti, venti freschi e nuvole in movimento, come accadeva una volta, quando il passaggio stagionale era scandito da gradualità, e non da estremi.
Questa configurazione atmosferica, dominata da un flusso atlantico ancora vivace, ha garantito freschezza, un’alternanza piacevole tra sole e pioggia, e un meteo dinamico che ha tenuto lontano, finora, il vero caldo estivo. Ma i modelli cominciano a mostrare un’inversione di tendenza, e i primi segnali concreti di un cambiamento strutturale sono in arrivo. L’estate, quella vera, preme alle porte.
Correnti fresche e instabilità ancora per pochi giorni
L’attuale disegno barico è ancora improntato su instabilità diffusa, con correnti fresche che attraversano l’Italia da nord-ovest a sud-est, mantenendo una situazione variabile, a tratti perturbata. Questo schema si protrarrà almeno fino a venerdì 23 maggio, con rovesci pomeridiani, temporali sparsi e temperature inferiori alle medie stagionali, specie al Centro-Nord e lungo le regioni adriatiche.
Durante il weekend del 24-25 maggio, assisteremo a un miglioramento delle condizioni al Centro-Nord Italia, mentre il Sud potrebbe essere interessato da un’intensa ondata di maltempo a causa dell’interazione tra l’aria fredda ciclonica che giungerà da Settentrione con quella calda presente sul Nord Africa. Su Sicilia orientale, Calabria ionica e Salento potrebbero abbatersi forti temporali, colpi di vento e grandinate.
Il punto di svolta: 26–27 maggio
Secondo le proiezioni più affidabili, la svolta meteo vera e propria è attesa non prima del 26 maggio. In queste giornate, si prevede l’ingresso progressivo dell’Anticiclone delle Azzorre da ovest, con un consolidamento sul bacino centrale del Mediterraneo. A differenza dell’anticiclone africano, che impone calore e staticità, l’alta pressione atlantica favorisce un tempo stabile ma dinamico, con temperature gradevoli e cieli limpidi, senza eccessi.
Si tratterà, in sostanza, del ritorno del classico periodo azzorriano, con giornate soleggiate, assenza di precipitazioni significative e valori termici in aumento, ma ancora lontani dalle soglie afose.
Temperature in crescita, ma senza eccessi
Negli ultimi giorni di maggio, si inizieranno a percepire i primi segnali dell’estate anche a livello termico. Le temperature massime saliranno ovunque, superando facilmente i 28–30 °C al Sud e in alcune zone interne del Centro Italia, mentre al Nord il clima resterà ancora più contenuto, ma comunque in netta ripresa rispetto ai giorni precedenti.
Il contesto sarà secco, con umidità contenuta e ventilazione leggera: condizioni perfette per vivere all’aperto, organizzare spostamenti, e godere di un primo assaggio estivo autentico, ancora sopportabile e piacevole.
Giugno partirà incerto, ma l’estate si imporrà al Sud
Osservando le tendenze di più ampio respiro, giugno 2025 sembra iniziare con un’Italia a due velocità: da una parte il Sud, dove già nei primi giorni si faranno sentire i primi veri caldi stabili; dall’altra il Nord, che dovrà convivere ancora per qualche giorno con una variabilità residua, specialmente in montagna e lungo le aree alpine e prealpine.
Tuttavia, l’evoluzione generale lascia intravedere un consolidamento dell’estate entro la prima decade di giugno, con l’anticiclone che potrebbe estendersi in modo più solido, portando stabilità duratura da Nord a Sud.
Primavera protagonista fino all’ultimo, ma estate in rampa di lancio
Il meteo che ci accompagna in questa fase finale di maggio conserva tutti i tratti distintivi della primavera classica: cieli mutevoli, alternanza termica, e improvvise manifestazioni di instabilità. Ma il ritmo atmosferico sta cambiando, lentamente ma in modo deciso. La data simbolica di questa svolta sarà con ogni probabilità il 27 maggio, giorno in cui le temperature aumenteranno ovunque e il tempo si stabilizzerà in modo più consistente.
A quel punto, l’estate 2025 potrà finalmente iniziare a scrivere il suo racconto meteo, non più solo come prospettiva, ma come presenza concreta e diffusa. (METEOGIORNALE.IT)
