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      Grandine sempre più distruttiva: lo dice uno studio meteo

      Giuseppe Proietti
      Giuseppe Proietti
      Pubblicato: 08/05/2025
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      5 Min Lettura
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      Contents
      • Come si forma la grandine all’interno dei temporali
      • Velocità di caduta e danni provocati
      • Il Paper
      • Anticiclone predisponente nella formazione della grandine
      • Un quadro climatico in rapido cambiamento

       

      La grandine, con la sua imprevedibilità e la capacità di produrre danni considerevoli, rappresenta oggi un fenomeno meteo che incute timore in moltissime persone. Quando questi frammenti (o sassi!) di ghiaccio raggiungono dimensioni eccezionali, possono mettere a rischio la sicurezza delle persone, causare gravi danni a edifici, automobili, coltivazioni, oltre a compromettere le infrastrutture urbane.

       

      Negli ultimi anni, in diversi paesi europei – con la Spagna come uno degli esempi più evidenti, ma così pure la Pianura Padana – si stanno registrando episodi di grandine sempre più distruttivi, alimentati da condizioni meteo estreme e dalle alterazioni climatiche globali. L’evoluzione del clima, infatti, sta contribuendo a intensificare fenomeni che in passato si verificavano più sporadicamente.

       

      Come si forma la grandine all’interno dei temporali

      La formazione della grandine è un processo complesso che avviene nei cumulonembi, le tipiche nubi temporalesche. Al loro interno, correnti ascensionali potenti sollevano goccioline d’acqua sopraffuse che, urtandosi, congelano all’istante. Questi nuclei ghiacciati crescono progressivamente man mano che assorbono altra umidità congelata, diventando chicchi di grandine sempre più grandi.

       

      Le condizioni che favoriscono la formazione di questi giganti di ghiaccio si verificano quando le correnti ascensionali superano i 140 km/h, forza sufficiente a sospendere in aria chicchi di oltre 5 centimetri di diametro prima che precipitino verso il suolo. Questi ambienti molto instabili, carichi di energia, si riscontrano soprattutto in presenza di forte convezione (instabilità verticale) e umidità nei bassi strati, caratteristiche sempre più frequenti a causa del riscaldamento globale.

       

      Velocità di caduta e danni provocati

      Quando un chicco di grandine raggiunge la dimensione critica, la forza di gravità prevale e inizia la discesa verso la superficie terrestre. La velocità terminale dipende direttamente dal diametro del chicco: più è grande, più velocemente cade, raggiungendo il suolo con un’energia devastante.

       

      Sebbene nella maggior parte dei casi il diametro si aggiri tra 0,5 e 3 centimetri, in situazioni estreme si superano i 10 centimetri. Quando ciò avviene, le conseguenze meteo sono gravi: danni alle colture agricole, rottura di finestre e tetti, ammaccature sulle carrozzerie dei veicoli, ferite a persone colte all’aperto senza protezione.

       

      Il Paper

      Un gruppo di ricercatori spagnoli ha condotto uno studio per determinare le cause dell’aumento della grandine nell’Autunno 2022. Il risultato è stato pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters”, e dimostra che l’ondata di calore marino presente nel Mediterraneo occidentale durante l’Estate del 2022 è stata un fattore determinante nella formazione di chicchi di grandine così grandi.

       

      Il riscaldamento delle acque marine, sempre più evidente e intenso, alimenta la convezione atmosferica, potenziando i temporali. Le temperature elevate della superficie marina forniscono vapore acqueo abbondante, che contribuisce alla crescita esponenziale dei chicchi di grandine. Questo tipo di ondate marine di calore, secondo gli esperti, sono legate all’influenza dell’attività umana sul clima globale.

       

      Anticiclone predisponente nella formazione della grandine

      In alcuni casi, anche la presenza prolungata di un Anticiclone può avere un ruolo indiretto nella formazione di grandinate violente. Questi sistemi, quando bloccano il transito delle perturbazioni, favoriscono il ristagno di masse d’aria calda e umida nei bassi strati, creando le condizioni ideali per lo sviluppo di temporali intensi quando la pressione cede di colpo.

       

      La combinazione tra iniezione di calore dal basso e aria più fredda in quota produce un contrasto termico capace di generare nubi a sviluppo verticale imponente. All’interno di questi cumulonembi, si sviluppano correnti ascensionali potentissime, che permettono la formazione di chicchi di grandine sempre più grandi.

       

      Un quadro climatico in rapido cambiamento

      Il quadro è chiaro: l’Europa meridionale è ormai territorio dove le grandinate estreme non sono più eccezioni, ma eventi da mettere in conto regolarmente, soprattutto durante la Primavera e l’Estate, in particolare tra Maggio e Agosto.

       

      Questa nuova realtà climatica impone anche una rivisitazione dei modelli meteorologici tradizionali, che spesso non riescono a prevedere con precisione l’intensità e la distribuzione delle grandinate. Oltretutto, si possono intuire solo a pochi minuti dall’evento, grazie all’uso di radar meteo sofisticati.

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