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      Home » A breve, l’espansione del clima tropicale nel Mediterraneo e Italia
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      A breve, l’espansione del clima tropicale nel Mediterraneo e Italia

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 12/05/2025
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      4 Min Lettura
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      Contents
      • Clima tropicale in ascesa: la fascia si dilata verso nord e verso sud
      • L’influenza sahariana e l’assenza dell’Anticiclone delle Azzorre
      • L’Estate 2003 come punto di svolta
      • Prospettive future

      Negli ultimi decenni il meteo nel bacino del Mar Mediterraneo ha subito una trasformazione profonda, tanto evidente quanto ormai inarrestabile. L’espansione verso nord della fascia climatica tropicale è uno dei segnali più chiari e concreti di un cambiamento che sta modificando non solo l’alternanza delle stagioni, ma anche la natura stessa del clima europeo.

       

      Clima tropicale in ascesa: la fascia si dilata verso nord e verso sud

      Nel nostro emisfero boreale, la fascia tropicale si sta gradualmente espandendo verso nord, mentre nell’emisfero australe si muove verso sud. Questa migrazione lenta ma inesorabile è legata al prevalere di stagioni sempre più calde e prolungate, con estati che sembrano infinite e che sovvertono il ritmo climatico a cui eravamo abituati fino ai primi anni 2000.

      Un ruolo chiave in questo processo lo gioca l’ITCZ (Intertropical Convergence Zone), la fascia dove convergono gli alisei dei due emisferi. Durante il semestre freddo, questa zona si sposta verso sud, portando con sé le sue perturbazioni. Ma è in estate che l’ITCZ risale verso nord, rafforzando la sua influenza sul clima mediterraneo e innescando ondate di calore sempre più simili a quelle tipiche dei tropici.

       

      L’influenza sahariana e l’assenza dell’Anticiclone delle Azzorre

      Nel cuore dell’estate, il Mar Mediterraneo risente fortemente della massa d’aria torrida che si origina nel Deserto del Sahara. Questo flusso caldo genera un tipo di clima estivo mediterraneo sempre più arido, con lunghi periodi secchi e temperature elevate.

      Un tempo, a mitigare questo influsso contribuiva in modo determinante l’anticiclone delle Azzorre, che garantiva stabilità atmosferica e una sorta di “filtro” naturale alle correnti africane. Negli ultimi vent’anni, però, questo scudo meteorologico si è progressivamente indebolito, lasciando spazio a campi di alta pressione africana che si estendono senza ostacoli fino al Nord Italia e oltre le Alpi, toccando la Francia, la Svizzera e talvolta anche la Germania.

       

      L’Estate 2003 come punto di svolta

      Il 2003 è considerato da molti climatologi come l’anno spartiacque. Durante quell’estate, l’Europa visse una delle più gravi ondate di calore mai registrate, accompagnata da una siccità devastante. Le temperature rimasero altissime per settimane, segnando una rottura definitiva con la vecchia normalità climatica.

      Dopo quella stagione estiva eccezionale, si è assistito a estati via via più calde, con episodi di caldo estremo anche dopo Ferragosto, un fenomeno un tempo raro. Questa tendenza si è consolidata, trasformando le estati mediterranee in una successione di fasi africane sempre più prolungate e intense.

       

      Prospettive future

      Anche se permane un certo margine di incertezza su ciò che potrebbe accadere nei prossimi decenni, tutti i modelli matematici e le proiezioni climatiche più accreditate (come quelle del NOAA e del Met Office britannico) concordano su un punto fondamentale: il riscaldamento globale è destinato a proseguire, e con esso l’avanzata del clima tropicale nel cuore dell’Europa.

      Di conseguenza, anche periodi insolitamente freschi come certe fasi di GIUGNO non devono illudere. L’estate, nella sua piena maturità, tenderà sempre più a essere dominata da ondate di calore africano, rendendo il Mediterraneo una zona climatica ibrida, a metà strada tra le vecchie estati temperate e un nuovo assetto tropicale-secco.

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