(METEOGIORNALE.IT) Tra gli abitanti delle Canarie, la calima è diventata quasi una figura familiare: l’aria si fa lattiginosa, il cielo si tinge di ocra e la sabbia del Sahara si infiltra in ogni anfratto. Ma quante sono state, concretamente, le giornate in cui il meteo è stato dominato da questo fenomeno? Combinando i dati contenuti nella Nota Tecnica 35 di AEMET (che analizza il periodo 2010-2017) con i bollettini climatologici più aggiornati relativi al quinquennio 2020-2024, emerge un quadro sorprendente e dettagliato.
Il periodo 2010-2017
Durante il primo decennio del secolo, l’arcipelago ha registrato 574 giornate di calima, circa il 20 % del totale, distribuite in 123 episodi distinti. Ma la distribuzione non è stata omogenea:
Le isole orientali, in particolare Fuerteventura e Lanzarote, hanno guidato la classifica con una media di 30-35 giorni all’anno. Subito dietro si trovano Gran Canaria (22-26 giorni) e Tenerife (18-22), mentre le isole occidentali come La Palma, La Gomera e El Hierro hanno registrato meno di dieci giornate annuali di calima, grazie alla maggiore distanza dal continente africano e alle barriere orografiche naturali che smorzano i venti caldi e secchi da est.
In quel periodo, la durata media di un episodio si attestava stabilmente attorno ai 4-5 giorni.
Calima un quinquennio di sabbia e vento (2020-2024)
Negli ultimi cinque anni, il meteo delle Isole Canarie ha continuato a raccontare una storia ricorrente e sempre più familiare: quella della calima, il vento carico di sabbia proveniente dal Sahara. Dal 2020 al 2024, le rilevazioni di AEMET e le analisi del Copernicus Atmosphere Monitoring Service offrono uno spaccato dettagliato dell’evoluzione del fenomeno, evidenziando differenze marcate tra le isole e una tendenza all’aumento della frequenza durante i mesi invernali.
Il 2020 si è aperto con un impatto particolarmente severo della calima, in particolare su Fuerteventura, dove si sono contati 42 giorni di sabbia sospesa nell’aria, e su Lanzarote, che ha registrato 40 giornate interessate. Anche Gran Canaria ha vissuto 31 giorni di meteo influenzato dalla calima, mentre Tenerife ha raggiunto quota 26. Più contenuta, ma comunque significativa, l’incidenza sulle isole occidentali – La Palma, La Gomera e El Hierro – con 11 giornate complessive.
Nel 2021, il quadro generale è rimasto stabile. Le isole orientali hanno continuato a primeggiare per frequenza: 36 giornate a Fuerteventura, 34 a Lanzarote, con 29 episodi per Gran Canaria e 24 per Tenerife. Le isole più a ovest hanno vissuto 10 giorni di calima.
Il 2022 ha rappresentato l’anno più estremo del quinquennio. La calima ha colpito Fuerteventura per 46 giorni e Lanzarote per 45, seguite da 35 giornate a Gran Canaria, 29 a Tenerife e 12 nelle isole occidentali. Questi valori hanno segnato un picco storico, attribuito da CAMS a una persistente configurazione anticiclonica nordafricana durante l’inverno e la primavera.
Nel 2023, si è assistito a un lieve calo, seppur nel contesto di un’elevata ricorrenza. Fuerteventura ha chiuso l’anno con 32 giorni di calima, seguita da 30 su Lanzarote, 25 su Gran Canaria e 21 su Tenerife. Le isole occidentali hanno registrato solo 8 giornate, confermando la loro posizione marginale rispetto al flusso di sabbia sahariana.
Il 2024 ha mostrato una ripresa della frequenza. Fuerteventura ha raggiunto nuovamente i 35 giorni, Lanzarote si è fermata a 33, Gran Canaria ha totalizzato 27 giornate e Tenerife 22. Le isole più distanti dal continente africano – La Palma, La Gomera e El Hierro – hanno chiuso con 9 giorni complessivi.
Complessivamente, l’analisi del quinquennio mostra una netta prevalenza degli episodi di calima sulle isole orientali, dove la frequenza annua oscilla stabilmente tra 30 e 45 giornate. Su Gran Canaria e Tenerife, il numero di giorni con meteo influenzato dalla sabbia sahariana si mantiene tra 20 e 30. Le isole occidentali, schermate dall’orografia e dalla distanza dal Sahara, si confermano meno esposte, raramente superando le 10-12 giornate annue.
A impressionare è però l’intensità degli episodi, soprattutto nei mesi di FEBBRAIO e MARZO, in cui le concentrazioni di PM₁₀ hanno raggiunto – e in alcuni casi superato – 200 µg m⁻³, generando condizioni atmosferiche opprimenti e pericolose per la salute.
Secondo i modelli sinottici e i report elaborati da CAMS e AEMET, questo aumento della severità è coerente con la maggiore frequenza dei blocchi anticiclonici sull’Africa nord-occidentale, che favoriscono il trasporto diretto e persistente della sabbia verso l’arcipelago.
Perché la calima colpisce in modo diverso le varie isole?
Le differenze geografiche e atmosferiche spiegano bene la distribuzione irregolare della calima nelle Canarie:
- Posizione geografica – Le isole come Fuerteventura e Lanzarote, più prossime al deserto del Sahara (100-150 km), vengono colpite con maggiore frequenza quando soffiano venti da est o sud-est.
- Barriere montuose – Le montagne presenti in isole come Tenerife o Gran Canaria fungono da scudo, attenuando gli effetti della sabbia trasportata dai venti deboli.
- Influenza delle perturbazioni atlantiche – Nelle isole occidentali, gli episodi più forti si verificano solo quando la calima è così estesa da aggirare l’ostacolo orografico o quando le correnti da sud-ovest, alimentate da depressioni atlantiche, trascinano la sabbia verso l’interno.
Prospettive future
Dal 2010 al 2024, il numero di giornate annuali di calima non è diminuito. Anzi, si mantiene stabile fra 30 e 45 giorni sulle isole orientali e fra 20 e 30 su Gran Canaria e Tenerife. Le isole occidentali restano sotto la soglia dei 15 giorni all’anno. Tuttavia, è l’intensità degli eventi a mostrare la trasformazione più marcata: episodi con visibilità inferiore ai 2 chilometri e PM₁₀ oltre i 150-200 µg m⁻³ sono sempre più frequenti nei mesi invernali.
Secondo AEMET e CAMS, tali picchi si legano alla crescente frequenza di blocchi anticiclonici sull’Africa nord-occidentale e a un’anomalia nella posizione della corrente a getto, un andamento coerente con gli scenari climatici che ipotizzano un Mediterraneo sempre più caldo.
Prospettive per il periodo 2025-2030
Finché le configurazioni sinottiche continueranno a mostrare lunghi periodi di alta pressione tra il Marocco e il Sahara centrale, la calima resterà una presenza costante nelle previsioni meteo delle Canarie, in particolare tra GENNAIO e APRILE.
Gli esperti internazionali raccomandano:
- Il rafforzamento dei sistemi di allerta per le alte concentrazioni di particolato fine;
- La coordinazione dei protocolli sanitari, con indicazioni chiare per scuole e attività all’aperto, soprattutto nei giorni più critici;
- Investimenti nel monitoraggio satellitare ad alta risoluzione, per prevedere con più precisione la traiettoria delle nubi di sabbia.
Credit
- AEMET – Avance climatológico de Canarias: riepiloghi mensili e annuali pubblicati dall’Agenzia meteorologica statale spagnola.
- Gobierno de Canarias – Red de Calidad del Aire: monitoraggi in tempo reale sulla qualità dell’aria per tutte le isole.
- CAMS – Copernicus Atmosphere Monitoring Service: mappe previsionali a tre giorni e dataset scaricabili relativi a PM₁₀, PM₂.₅ e visibilità.
