Calima un cattivo meteo delle Canarie
Tra gli abitanti delle Canarie, la calima è diventata quasi una figura familiare: l’aria si fa lattiginosa, il cielo si tinge di ocra e la sabbia del

Tra gli abitanti delle Canarie , la calima è diventata quasi una figura familiare: l’aria si fa lattiginosa, il cielo si tinge di ocra e la sabbia del Sahara si infiltra in ogni anfratto. Ma quante sono state, concretamente, le giornate in cui il meteo è stato dominato da questo fenomeno? Combinando i dati contenuti nella Nota Tecnica 35 di AEMET (che analizza il periodo 2010-2017) con i bollettini climatologici più aggiornati relativi al quinquennio 2020-2024, emerge un quadro sorprendente e dettagliato.
• Calima un quinquennio di sabbia e vento (2020-2024)
• Perché la calima colpisce in modo diverso le varie isole?
• Prospettive per il periodo 2025-2030
Durante il primo decennio del secolo, l’arcipelago ha registrato 574 giornate di calima , circa il 20 % del totale, distribuite in 123 episodi distinti . Ma la distribuzione non è stata omogenea:
Le isole orientali, in particolare Fuerteventura e Lanzarote , hanno guidato la classifica con una media di 30-35 giorni all’anno . Subito dietro si trovano Gran Canaria (22-26 giorni) e Tenerife (18-22), mentre le isole occidentali come La Palma , La Gomera e El Hierro hanno registrato meno di dieci giornate annuali di calima, grazie alla maggiore distanza dal continente africano e alle barriere orografiche naturali che smorzano i venti caldi e secchi da est.
In quel periodo, la durata media di un episodio si attestava stabilmente attorno ai 4-5 giorni .
Calima un quinquennio di sabbia e vento (2020-2024)
Negli ultimi cinque anni, il meteo delle Isole Canarie ha continuato a raccontare una storia ricorrente e sempre più familiare: quella della calima , il vento carico di sabbia proveniente dal Sahara . Dal 2020 al 2024 , le rilevazioni di AEMET e le analisi del Copernicus Atmosphere Monitoring Service offrono uno spaccato dettagliato dell’evoluzione del fenomeno, evidenziando differenze marcate tra le isole e una tendenza all’aumento della frequenza durante i mesi invernali.
Il 2020 si è aperto con un impatto particolarmente severo della calima, in particolare su Fuerteventura , dove si sono contati 42 giorni di sabbia sospesa nell’aria, e su Lanzarote , che ha registrato 40 giornate interessate. Anche Gran Canaria ha vissuto 31 giorni di meteo influenzato dalla calima, mentre Tenerife ha raggiunto quota 26 . Più contenuta, ma comunque significativa, l’incidenza sulle isole occidentali – La Palma , La Gomera e El Hierro – con 11 giornate complessive.
Nel 2021 , il quadro generale è rimasto stabile. Le isole orientali hanno continuato a primeggiare per frequenza: 36 giornate a Fuerteventura , 34 a Lanzarote , con 29 episodi per Gran Canaria e 24 per Tenerife . Le isole più a ovest hanno vissuto 10 giorni di calima.
Il 2022 ha rappresentato l’anno più estremo del quinquennio. La calima ha colpito Fuerteventura per 46 giorni e Lanzarote per 45 , seguite da 35 giornate a Gran Canaria , 29 a Tenerife e 12 nelle isole occidentali . Questi valori hanno segnato un picco storico , attribuito da CAMS a una persistente configurazione anticiclonica nordafricana durante l’inverno e la primavera.
Nel 2023 , si è assistito a un lieve calo, seppur nel contesto di un’elevata ricorrenza. Fuerteventura ha chiuso l’anno con 32 giorni di calima , seguita da 30 su Lanzarote , 25 su Gran Canaria e 21 su Tenerife . Le isole occidentali hanno registrato solo 8 giornate , confermando la loro posizione marginale rispetto al flusso di sabbia sahariana.
Il 2024 ha mostrato una ripresa della frequenza. Fuerteventura ha raggiunto nuovamente i 35 giorni , Lanzarote si è fermata a 33 , Gran Canaria ha totalizzato 27 giornate e Tenerife 22 . Le isole più distanti dal continente africano – La Palma , La Gomera e El Hierro – hanno chiuso con 9 giorni complessivi.
Complessivamente, l’analisi del quinquennio mostra una netta prevalenza degli episodi di calima sulle isole orientali , dove la frequenza annua oscilla stabilmente tra 30 e 45 giornate . Su Gran Canaria e Tenerife , il numero di giorni con meteo influenzato dalla sabbia sahariana si mantiene tra 20 e 30 . Le isole occidentali, schermate dall’orografia e dalla distanza dal Sahara , si confermano meno esposte, raramente superando le 10-12 giornate annue .
A impressionare è però l’intensità degli episodi , soprattutto nei mesi di FEBBRAIO e MARZO , in cui le concentrazioni di PM₁₀ hanno raggiunto – e in alcuni casi superato – 200 µg m⁻³ , generando condizioni atmosferiche opprimenti e pericolose per la salute.
Secondo i modelli sinottici e i report elaborati da CAMS e AEMET , questo aumento della severità è coerente con la maggiore frequenza dei blocchi anticiclonici sull’ Africa nord-occidentale , che favoriscono il trasporto diretto e persistente della sabbia verso l’arcipelago.
Perché la calima colpisce in modo diverso le varie isole?
Le differenze geografiche e atmosferiche spiegano bene la distribuzione irregolare della calima nelle Canarie :
• Posizione geografica – Le isole come Fuerteventura e Lanzarote , più prossime al deserto del Sahara (100-150 km), vengono colpite con maggiore frequenza quando soffiano venti da est o sud-est.
• Barriere montuose – Le montagne presenti in isole come Tenerife o Gran Canaria fungono da scudo, attenuando gli effetti della sabbia trasportata dai venti deboli.
• Influenza delle perturbazioni atlantiche – Nelle isole occidentali, gli episodi più forti si verificano solo quando la calima è così estesa da aggirare l’ostacolo orografico o quando le correnti da sud-ovest, alimentate da depressioni atlantiche, trascinano la sabbia verso l’interno.
Dal 2010 al 2024 , il numero di giornate annuali di calima non è diminuito . Anzi, si mantiene stabile fra 30 e 45 giorni sulle isole orientali e fra 20 e 30 su Gran Canaria e Tenerife . Le isole occidentali restano sotto la soglia dei 15 giorni all’anno. Tuttavia, è l’intensità degli eventi a mostrare la trasformazione più marcata: episodi con visibilità inferiore ai 2 chilometri e PM₁₀ oltre i 150-200 µg m⁻³ sono sempre più frequenti nei mesi invernali.
Secondo AEMET e CAMS , tali picchi si legano alla crescente frequenza di blocchi anticiclonici sull’ Africa nord-occidentale e a un’ anomalia nella posizione della corrente a getto , un andamento coerente con gli scenari climatici che ipotizzano un Mediterraneo sempre più caldo .
Prospettive per il periodo 2025-2030
Finché le configurazioni sinottiche continueranno a mostrare lunghi periodi di alta pressione tra il Marocco e il Sahara centrale , la calima resterà una presenza costante nelle previsioni meteo delle Canarie , in particolare tra GENNAIO e APRILE .
Gli esperti internazionali raccomandano:
• Il rafforzamento dei sistemi di allerta per le alte concentrazioni di particolato fine;
• La coordinazione dei protocolli sanitari , con indicazioni chiare per scuole e attività all’aperto, soprattutto nei giorni più critici;
• Investimenti nel monitoraggio satellitare ad alta risoluzione, per prevedere con più precisione la traiettoria delle nubi di sabbia.
• AEMET – Avance climatológico de Canarias : riepiloghi mensili e annuali pubblicati dall’Agenzia meteorologica statale spagnola.
• Gobierno de Canarias – Red de Calidad del Aire : monitoraggi in tempo reale sulla qualità dell’aria per tutte le isole.
• CAMS – Copernicus Atmosphere Monitoring Service : mappe previsionali a tre giorni e dataset scaricabili relativi a PM₁₀, PM₂.₅ e visibilità.
