
(METEOGIORNALE.IT) Una massa d’aria fredda, in arrivo dalle remote terre artico-continentali, si è riversata sull’Italia, come preannunciato già da giorni nelle nostre tendenze meteo, a cominciare dalla notte tra Domenica 6 e Lunedì 7. Questa incursione ha cominciato a mostrare la propria potenza soprattutto sulle regioni affacciate sull’Adriatico e in buona parte del Sud, dove il meteo ha assunto caratteristiche decisamente invernali.
Nella prima parte della giornata di Domenica, il contesto è risultato abbastanza mite, con valori termici che in diverse aree del Centro e del Mezzogiorno hanno sfiorato i 20 gradi. Tuttavia, nel giro di poche ore, l’arrivo del fronte freddo ha causato un crollo verticale delle temperature, con perdite superiori ai 10 gradi in molti casi. In alcune località collinari, la variazione è stata ancora più netta, toccando i 15 gradi di differenza rispetto alla mattina.
Lunedì e Martedì: gelo notturno in pianura e nelle valli
I modelli previsionali indicano che il picco del freddo si raggiungerà proprio tra le notti di Lunedì 7 Aprile e Martedì 8 Aprile, quando il cielo tornerà a rasserenarsi. La serenità notturna, unitamente all’aria molto secca, favorirà un’intensa dispersione del calore accumulato al suolo durante il giorno, grazie al fenomeno fisico noto come irraggiamento notturno.
In questo contesto, le temperature minime scenderanno in modo marcato, riportando un’atmosfera da pieno Inverno. Nelle aree pianeggianti e nelle vallate interne, i termometri potranno addirittura toccare o superare al ribasso la soglia dello zero, con valori che oscilleranno tra -2 e -3 gradi nelle zone più fredde e riparate dal vento.
Ventoso ma freddo: cambia tutto da Martedì notte
Anche il Sud Italia, pur non colpito in pieno dall’irraggiamento notturno a causa dei venti settentrionali ancora attivi, sperimenterà un sensibile raffreddamento. La presenza di correnti da nord mantiene l’aria in movimento, ostacolando un ulteriore crollo delle temperature. Tuttavia, le massime giornaliere saranno comunque più basse della media stagionale, e l’impressione di freddo sarà accentuata dalla ventilazione costante.
Nella notte tra Martedì e Mercoledì, il contesto cambierà anche sulle regioni meridionali, quando i venti si attenueranno o cesseranno del tutto. In questo scenario più statico, l’aria fredda potrà posarsi più facilmente al suolo. Così, zone come l’interno della Puglia, l’entroterra della Campania, le aree interne della Basilicata e parte della Calabria centro-settentrionale registreranno minime prossime o inferiori allo zero.
Le gelate potranno manifestarsi in maniera diffusa, soprattutto nei fondovalle agricoli, con un impatto potenzialmente dannoso per colture e frutteti in fase vegetativa.
Mercoledì: tempo più stabile e mite
Il quadro meteo italiano è destinato a mutare ancora una volta nel corso della settimana. A partire da Mercoledì 9 Aprile, è previsto un ritorno dell’Alta Pressione subtropicale, che si estenderà gradualmente su tutto il bacino del Mediterraneo centrale, riportando stabilità atmosferica e un aumento termico tanto nei valori diurni quanto in quelli notturni.
Le temperature minime cominceranno lentamente a risalire, mentre le massime potranno nuovamente toccare e superare i 20 gradi in diverse regioni, in particolare sulle Isole Maggiori e sul versante tirrenico del Centro-Sud. Il ritorno del Sole, assieme a un contesto termico più mite, renderà le giornate decisamente più gradevoli e consoni alla stagione della Primavera, che finora si è mostrata alquanto capricciosa e ritardataria.
Alta Pressione, ma occhio al ritorno delle correnti fredde
L’ingresso dell’Anticiclone subtropicale sul nostro territorio non sarà però garanzia di stabilità duratura. Alcuni modelli previsionali a lungo termine indicano la possibilità di nuove incursioni fredde da nord-est nella seconda parte di Aprile, con potenziali rientri di masse d’aria instabili che potrebbero portare nuove piogge, calo termico e persino fenomeni nevosi a quote medio-alte sull’Appennino.
Il meteo dunque rimane variabile e dinamico, tipico delle fasi di transizione stagionale. L’Alta Pressione che tornerà nei prossimi giorni potrebbe essere temporanea, lasciando spazio a un nuovo peggioramento nel corso della terza decade del mese.
Resta fondamentale seguire con attenzione gli aggiornamenti meteo quotidiani, poiché in questo periodo anche una variazione di poche ore nella traiettoria delle masse d’aria può determinare svolte repentine nello scenario meteorologico. (METEOGIORNALE.IT)
