Meteo stagionale: dal CALDO atroce di GIUGNO non ci salveremo
Nessuno riuscirà a scamparlo
Le simulazioni stagionali aggiornate dai principali organismi internazionali, tra cui ECMWF e NOAA, stanno iniziando a delineare un panorama più nitido, sebbene ancora soggetto a variazioni . Secondo le più recenti proiezioni, l’Italia potrebbe affrontare un inizio d’estate segnato da temperature superiori alla norma e da una notevole disomogeneità tra Nord e Sud, con episodi di instabilità soprattutto nelle regioni settentrionali.
Le previsioni del Centro Europeo suggeriscono la presenza di anomalie termiche positive su buona parte del territorio nazionale . In particolare, il Centro-Sud, incluse Sicilia, Calabria, Puglia e le aree interne della Sardegna, potrebbe sperimentare scarti termici superiori a +1,5°C rispetto alla media climatologica del trentennio 1991-2020. In queste zone, non è escluso il raggiungimento di picchi fino a 35°C già nei primi quindici giorni del mese, specie se dovessero insediarsi strutture anticicloniche subtropicali durature.
Le città dell’entroterra come Roma, Firenze, Bologna e Perugia sembrano avviarsi verso un giugno più simile alla piena estate che non a un mese di transizione primaverile . L’anticiclone africano potrebbe cominciare a dominare lo scenario atmosferico già dalle prime settimane, influenzando sia le temperature massime che quelle minime, le quali in diversi casi potrebbero non scendere sotto i 20 °C, configurando le prime notti tropicali dell’anno.
Man mano che si sale verso il Nord Italia, il quadro cambia drasticamente . I modelli numerici suggeriscono infatti una persistenza di correnti atlantiche instabili capaci di valicare le Alpi occidentali e di penetrare nella Val Padana e nelle zone prealpine. Ne deriverebbe una fase dominata da forte variabilità atmosferica, con un incremento dei temporali pomeridiani e serali, anche di forte intensità. Le aree maggiormente esposte sembrano essere Lombardia, Piemonte, Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, dove non si possono escludere fenomeni estremi come grandinate, raffiche di vento intense e rovesci concentrati in brevi periodi.
Questa dicotomia climatica tra Nord e Sud è il riflesso di una configurazione sinottica che non si è ancora stabilizzata in pieno assetto estivo . Un ulteriore elemento da considerare riguarda l’evoluzione della circolazione atmosferica globale, in particolare nel Pacifico equatoriale, dove le ultime analisi mostrano una possibile transizione da El Niño a La Niña. Se questo cambiamento verrà confermato, non è da escludere l’insorgere di blocchi anticiclonici persistenti sull’Europa occidentale e sull’area mediterranea, con la conseguente propensione a fenomeni di caldo prolungato e siccità per le regioni del Centro-Sud, mentre il Nord rimarrebbe esposto a contrasti tra masse d’aria calda e fredda.
Pur in assenza, per ora, di strutture anticicloniche stabili e durature, i segnali sembrano anticipare una transizione stagionale disomogenea, con una graduale espansione dell’alta pressione africana a partire dal Mediterraneo sud-occidentale. In questo quadro, l’instabilità diurna e serale che coinvolgerà il Settentrione potrebbe protrarsi fino alla seconda metà di giugno, lasciando eventualmente spazio a una fase più stabile solo nel finale del mese.
Le tendenze meteo climatiche per Giugno 2025 delineano dunque uno scenario variegato , con un Sud già proiettato verso l’estate piena e un Nord ancora alle prese con gli ultimi sussulti primaverili, in un contesto dominato da anomalie termiche positive e da una circolazione atmosferica ancora dinamica e non completamente assestata.
