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Meteo nevosissimo sulle Alpi e cambiamenti climatici: facciamo chiarezza

Nelle ultime settimane c'è stato un episodio meteo decisamente fuori dall’ordinario. Tra Martedì 15 e Domenica 20, un susseguirsi di perturbazioni

La neve raggiunge il fondovalle: un evento davvero straordinario

E allora dov’è finito il Riscaldamento Globale?

Nelle ultime settimane c’è stato un episodio meteo decisamente fuori dall’ordinario. Tra Martedì 15 e Domenica 20, un susseguirsi di perturbazioni ha portato condizioni quasi invernali, riportando la neve anche a quote insolitamente basse. Ad Aosta, ad esempio, è nevicato nel cuore di Aprile. Ma non è questo il punto.

Si è trattato di un fenomeno di intensità e durata davvero raro, che richiama alla memoria scenari climatici risalenti a oltre mezzo secolo fa. Le perturbazioni atlantiche, unite a correnti orientali fredde, hanno colpito duramente l’arco alpino centrale, favorendo abbondanti nevicate che hanno ridisegnato il paesaggio, imbiancando anche fondovalle e centri abitati normalmente risparmiati in questo periodo dell’anno. Insomma, badilate di neve a tutto spiano!

Nella regione della Savoia, sopra i 2 mila metri di altitudine, si sono registrati accumuli superiori al metro e mezzo di neve fresca. Senza entrare troppo in una lunga lista di dati, sappiate che in un’area di svariate centinaia di chilometri quadrati sono caduti fino a 2 metri di neve. Una quantità impressionante. E, volendo, ancora più dell’anno scorso, che già era stato nevosissimo a quote alte. Ma anch’esso non freddo…

L’insolito ritorno dell’Inverno in piena Primavera è stato causato da una configurazione atmosferica estremamente anomala per il mese di Aprile. La presenza di un persistente Anticiclone sul nord dell’Atlantico ha bloccato le normali correnti occidentali, favorendo la discesa di ripetuti impulsi perturbati atlantici verso il bacino del Mediterraneo.

L’interazione tra l’aria umida atlantica e il freddo orientale ha creato un mix perfetto per nevicate copiose, portando i fiocchi a scendere fin verso i 400-500 metri di quota, soprattutto nelle vallate più strette e riparate. Gli esperti sottolineano come sia raro osservare ad Aprile una simile persistenza di basse pressioni e correnti fredde, periodo solitamente dominato da condizioni più stabili e miti, tipiche della transizione verso l’Estate.

La neve raggiunge il fondovalle: un evento davvero straordinario

Non solo le cime e le piste da sci hanno beneficiato dell’abbondanza di neve. Anche i fondovalle alpini, come quelli del Maurienne, del Chablais e della Val d’Aosta, si sono risvegliati imbiancati, offrendo scenari da Inverno inoltrato.

In alcune località di pianura come Aosta, si sono misurati tra i 10 e i 20 centimetri di neve al suolo, evento che non si registrava dal lontano 1975. Gli alberi in fiore, coperti da spessi strati di neve bagnata, hanno offerto immagini suggestive ma anche preoccupanti per l’agricoltura.

E allora dov’è finito il Riscaldamento Globale?

La domanda è mal posta, ma volutamente la facciamo, per evidenziare la questione. Non c’è assolutamente alcuna contraddizione tra Global Warming e nevicata eccezionale sulle Alpi. Il primo è un fenomeno climatologico di lunga durata che interessa l’intero pianeta. Il secondo è stato un evento locale che, seppur assolutamente straordinario, non è in contraddizione con un trend pluridecennale.

Oltretutto, il riscaldamento globale può occasionalmente favorire delle fasi meteo molto fredde o comunque decisamente nevose. Non dobbiamo guardare solamente a una specifica area geografica del pianeta, a una serie di dati che dicono inequivocabilmente che la terra si sta scaldando troppo. Questo è un dato inoppugnabile, e non si discute.