• Privacy Cookie
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy settings
venerdì, 8 Maggio 2026
METEO GIORNALE
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti
Meteo Giornale
Home A La notizia del giorno

Meteo: l’ITCZ si sposta verso nord e minaccia l’Italia e il Mediterraneo

Federico De Michelis di Federico De Michelis
28 Apr 2025 - 13:00
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
A A
Share on FacebookShare on Twitter

(METEOGIORNALE.IT)

L’ITCZ sta salendo verso nord: cosa significa per l’Europa e l’Italia

Quando si parla di meteo e climatologia globale, uno degli elementi più rilevanti e al contempo spesso trascurati è la Zona di Convergenza Intertropicale (ITCZ, Intertropical Convergence Zone). Questo sistema meteorologico, costituito da una fascia di bassa pressione che circonda la Terra in prossimità dell’equatore, rappresenta il cuore pulsante della circolazione atmosferica tropicale. Il suo comportamento è cruciale per determinare le dinamiche delle piogge, delle temperature e dei regimi dei venti non solo nelle regioni equatoriali, ma anche a latitudini ben più elevate, come quelle che comprendono il Bacino del Mediterraneo e, in particolare, l’Italia.

LEGGI ANCHE

Colpo di scena a metà maggio: correnti artiche puntano l’Italia, altro che estate

Meteo di Maggio senza vera ESTATE: perché il ritardo è normale e positivo

Negli ultimi decenni, e in modo ancor più evidente negli ultimi anni, l’ITCZ si sta spostando verso nord, modificando profondamente l’equilibrio atmosferico globale. Un recente studio pubblicato su Nature Climate Change e confermato dal National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) ha evidenziato come l’intensificazione del riscaldamento globale stia progressivamente alterando la posizione media dell’ITCZ, portandola sempre più vicino alle fasce subtropicali dell’emisfero boreale.

 

La fascia equatoriale si dilata: perché l’ITCZ sale verso nord

L’ITCZ si forma nel punto in cui gli Alisei dell’emisfero nord e sud si incontrano, generando una zona di forte instabilità e risalita di aria calda e umida, con sviluppo di nuvolosità e precipitazioni molto intense. Durante l’anno, questa fascia oscilla seguendo il ciclo solare, spostandosi a nord dell’equatore durante l’estate boreale e verso sud durante l’estate australe. Tuttavia, il cambiamento climatico sta alterando questi equilibri.

Il riscaldamento globale ha portato a un surriscaldamento più marcato dell’emisfero settentrionale, a causa della maggiore presenza di terre emerse, che si scaldano più rapidamente rispetto agli oceani. Questo squilibrio energetico spinge l’ITCZ verso nord, prolungandone la permanenza a latitudini superiori e modificando profondamente i flussi atmosferici.

La conseguenza è una espansione della fascia tropicale, con effetti che iniziano a diventare visibili anche nel nostro continente. Alcuni climatologi, tra cui i ricercatori del Centro Nazionale per la Ricerca Atmosferica (NCAR) negli Stati Uniti, parlano di una “tropicalizzazione del Mediterraneo”, con estati sempre più simili a quelle che un tempo si osservavano solo in Africa centrale.

 

Perché il Mediterraneo è una zona critica

Il Mediterraneo rappresenta una delle aree più sensibili ai cambiamenti climatici globali. Questo bacino semi-chiuso, caratterizzato da un microclima unico e da una notevole variabilità meteo, agisce come una vera e propria camera di amplificazione degli effetti atmosferici. Il suo riscaldamento è stato fino al 20% più rapido rispetto alla media globale, secondo un report pubblicato dal MedECC (Mediterranean Experts on Climate and Environmental Change).

Con l’ITCZ che avanza verso nord, aumentano le interferenze tra masse d’aria tropicali e quelle subtropicali o temperate, generando sbalzi termici estremi, fenomeni temporaleschi violenti e, soprattutto, una stagionalità sempre più sfocata. Le piogge, ad esempio, tendono a concentrarsi in brevi periodi dell’anno, lasciando lunghi mesi di siccità, mentre le ondate di calore diventano più precoci, intense e durature.

 

L’impatto sull’Italia: cosa dobbiamo aspettarci già da Maggio

Per l’Italia, paese al centro del Mediterraneo, la risalita dell’ITCZ non è un’astrazione meteorologica ma una realtà che potrebbe manifestarsi già nelle prossime settimane di maggio e giugno, con effetti tangibili sull’agricoltura, sull’approvvigionamento idrico, sulla salute e, ovviamente, sul meteo quotidiano.

Le temperature medie primaverili e estive stanno aumentando in modo continuo, e i picchi di calore estremo tendono a presentarsi sempre prima nel calendario. Se fino a pochi decenni fa i 40°C erano un evento eccezionale e limitato a luglio e agosto, oggi tali valori si raggiungono facilmente anche a fine maggio o nella prima metà di giugno, soprattutto nelle zone interne della Sardegna, della Sicilia, della Puglia e della Basilicata.

Le ondate di calore sono spesso accompagnate da bolle d’aria sahariana che, favorite dalla nuova posizione dell’ITCZ, risalgono rapidamente verso nord, portando con sé polveri sottili in sospensione, riduzione della visibilità e peggioramento della qualità dell’aria. Fenomeni che, come indicato da studi dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO), sono destinati ad intensificarsi nei prossimi anni.

 

Precipitazioni più rare ma devastanti

Con l’espansione verso nord della zona tropicale, le classiche piogge primaverili tendono a scomparire, lasciando spazio a lunghi periodi secchi interrotti da brevi ma estremamente violenti nubifragi, spesso accompagnati da grandinate distruttive e raffiche di vento. Questo fenomeno, che i meteorologi chiamano “tropicalizzazione delle precipitazioni”, è strettamente legato all’aumento di energia presente nell’atmosfera, e quindi all’anomalia climatica in atto.

Nord Italia e Appennini centrali sono tra le aree più colpite da queste piogge torrenziali improvvise, che causano frane, allagamenti urbani e gravi danni all’agricoltura. Un evento emblematico è quanto accaduto in Emilia-Romagna nel maggio 2023, quando piogge torrenziali, alimentate da un fronte tropicalizzato, provocarono esondazioni e danni ingenti, segno tangibile di un clima sempre più instabile.

 

Il Mediterraneo si comporta come un mare tropicale

Un altro effetto del cambiamento della posizione dell’ITCZ riguarda direttamente la temperatura superficiale del Mare Mediterraneo, che agisce come una batteria termica per l’atmosfera sovrastante. Le acque marine si stanno riscaldando a una velocità senza precedenti, e questo crea un effetto domino su tutta la colonna atmosferica.

Secondo dati forniti dal Copernicus Climate Change Service, nel 2024 alcune zone del Mediterraneo hanno registrato temperature superficiali superiori ai 30°C durante l’estate, valori tipici dei Caraibi e di aree ben più vicine all’equatore. Questo fenomeno potenzia l’energia disponibile per lo sviluppo di cicloni mediterranei (i cosiddetti medicane), e rende più probabile la formazione di sistemi temporaleschi autorigeneranti, simili a quelli osservati nei tropici.

 

Il ruolo degli anticicloni africani: l’ITCZ li guida

L’anticiclone africano, che fino a pochi decenni fa faceva la sua comparsa sull’Italia solo nei mesi più caldi dell’estate, è oggi un protagonista del meteo quasi tutto l’anno. La sua frequenza e intensità sono direttamente influenzate dalla posizione dell’ITCZ, che agisce come una leva dinamica per la circolazione atmosferica su scala planetaria.

Quando l’ITCZ si sposta verso nord, trascina con sé la zona subtropicale di alta pressione, facilitando l’ingresso in Europa di lingue di aria rovente che partono dal deserto del Sahara. Questo si traduce in periodi di caldo estremo, con temperature notturne che restano sopra i 30°C anche in piena notte, in particolare nelle grandi città costiere come Napoli, Palermo, Cagliari e Bari.

 

Prospettive future: un’anticipazione dell’estate tropicale

Guardando al futuro immediato, la stagione estiva 2025 potrebbe segnare un nuovo record di anomalia termica per l’Italia, con maggio e giugno già caratterizzati da condizioni da piena estate tropicale. I modelli a medio termine elaborati da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) indicano un pattern stabile che favorisce una rapida espansione del caldo africano, accompagnato da una persistente siccità nel Centro-Sud e temporali esplosivi al Nord.

 

Se l’ITCZ continuerà la sua risalita, l’Italia potrebbe trovarsi in una nuova fascia climatica, dove le stagioni tradizionali smettono di esistere come le conoscevamo. La primavera potrebbe divenire una breve transizione tra l’inverno e un’estate lunga cinque mesi, con tutti gli impatti che questo comporta.

Fonti consultate:

  • Nature Climate Change: https://www.nature.com/nclimate/
  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration: https://www.noaa.gov/
  • WMO – World Meteorological Organization: https://public.wmo.int/
  • MedECC – Mediterranean Experts on Climate and Environmental Change: https://www.medecc.org/
  • Copernicus Climate Change Service: https://climate.copernicus.eu/
  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts: https://www.ecmwf.int/

Vuoi che elabori anche una versione ottimizzata per pubblicazione blog o invio newsletter? (METEOGIORNALE.IT)

Seguici su Google News
CondividiTweetInvia
Articolo precedente

Perché Yellowstone fa paura. Svelato il mistero del supervulcano

Prossimo articolo

Mi trasferisco a Pechino: Un viaggio nella capitale tra gelo, sole e storia

Federico De Michelis

Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

Prossimo articolo

Mi trasferisco a Pechino: Un viaggio nella capitale tra gelo, sole e storia

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Privacy Cookie
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy settings

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.