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La Niña ci farà compagnia per tutta la primavera, questo è quanto emerge dalle proiezioni dei principali modelli matematici. Essendo all’apice della sua influenza, la stagione primaverile ne subirà le maggiori conseguenze rispetto all’inverno, provocando un’escalation di perturbazioni oceaniche verso l’Europa. Inoltre, trattandosi della fase del Final Warming, assisteremo a rapidi afflussi di aria gelida proveniente dall’Artico, che si mescolerà con correnti calde in arrivo dal deserto del Sahara. Questo mix porterà fenomeni meteo estremi su tutto il Mediterraneo, in particolare su quello centro-occidentale, compresa l’Italia.
Ma sarà soprattutto La Niña a causarci disagi: infatti, l’incombere di perturbazioni oceaniche rapide sarà determinante per un tempo instabile e poco clemente durante la primavera, con frequenti ondate di maltempo, rendendo il clima piovoso o quantomeno molto nuvoloso. Inoltre, questo fenomeno favorirà repentine escursioni termiche da un giorno all’altro, a causa del contrasto con l’aria artica. Le perturbazioni in arrivo da ovest richiameranno masse d’aria sahariana verso le regioni centro-meridionali italiane, facendo salire le temperature ben oltre i 30 °C in alcune località, con un’intensificazione di questo fenomeno nel mese di aprile, quando diventerà più frequente ed esteso.
Tali contrasti termici daranno origine a temporali violenti, che sulle regioni settentrionali potranno raggiungere intensità notevole, con la formazione di supercelle. Già in passato abbiamo trattato questi fenomeni. Inoltre, nei periodi di freddo, si verificheranno abbondanti nevicate sulla fascia alpina e, in misura minore, anche su quella appenninica. Tuttavia, trattandosi di neve primaverile, risulterà particolarmente instabile a causa delle forti escursioni termiche.
Per quanto riguarda il Final Warming, non si può ancora escludere il rischio di irruzioni di aria fredda. Basti ricordare l’eccezionale ondata di gelo del 2003, quando, nella prima decade di aprile, la neve cadde persino lungo le coste adriatiche. È vero che le temperature medie sono in aumento e che ciò riduce le occasioni di nevicate, tuttavia gli sbalzi termici resteranno marcati, rendendo possibile il passaggio da periodi miti a fasi molto fredde.
A causa di questi forti contrasti termici, sul Mediterraneo si formeranno basse pressioni profonde, alcune delle quali potrebbero assumere una forza paragonabile a un piccolo ciclone. Non si tratta di aree cicloniche tipiche del Mediterraneo, come i medicane, che non possono essere previsti con largo anticipo, ma piuttosto di basse pressioni con minimi molto profondi, in grado di generare venti tempestosi. Ecco perché si prospetta una primavera capricciosa, che si manifesterà gradualmente dalla terza decade di marzo fino a tutto aprile, causando un vero e proprio scompiglio meteorologico.
Dunque, La Niña sarà una delle principali protagoniste del tempo atmosferico nelle prossime settimane. Avremo sicuramente modo di approfondire il tema, sebbene gli effetti di questo fenomeno sull’Europa siano difficili da identificare. Infatti, La Niña ha origine nell’Oceano Pacifico, ma la sua influenza si propaga rapidamente su scala globale, dimostrando come eventi che si verificano a 10.000 km di distanza possano ripercuotersi anche sulle nostre latitudini.
Cos’è La Niña?
La Niña è un fenomeno climatico caratterizzato da un raffreddamento anomalo delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico centrale e orientale, con effetti significativi sulle condizioni atmosferiche globali. Questo fenomeno è l’opposto di El Niño, che invece comporta un riscaldamento delle stesse acque. La Niña influenza la circolazione atmosferica, determinando variazioni nelle precipitazioni, temperature e venti in diverse parti del mondo, inclusa l’Europa, sebbene in misura minore rispetto ad altre aree del globo.
Secondo le previsioni degli enti americani, La Niña dovrebbe estinguersi entro la fine della primavera, quindi tra qualche mese. Tuttavia, prima della formazione di un possibile El Niño, si verificherà una fase intermedia, durante la quale non si registreranno particolari influenze sul tempo atmosferico europeo. (METEOGIORNALE.IT)
