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GIUGNO 2025, il trend Meteo e lo spettro del CALDO atroce

Sarà la solita Estate "italiana"

Ivan Gaddari di Ivan Gaddari
23 Apr 2025 - 17:10
in Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Con l’avvicinarsi di Giugno 2025, l’attenzione si concentra sulle prospettive meteo climatiche che delineano l’inizio dell’estate

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Le simulazioni stagionali dei principali centri internazionali, in particolare ECMWF e NOAA, iniziano a mostrare un quadro abbastanza chiaro, anche se soggetto a evoluzioni. Le proiezioni lasciano intravedere uno scenario segnato da temperature più alte della norma e da un’asimmetria evidente tra Nord e Sud, con possibili episodi di forte instabilità soprattutto al Settentrione.

 

Le anomalie termiche positive previste dagli ultimi aggiornamenti del Centro Europeo indicano che gran parte della Penisola potrebbe essere interessata da un mese caratterizzato da temperature superiori ai valori medi storici. In particolare, le regioni del Centro-Sud, inclusa la Sicilia, la Calabria, la Puglia e l’entroterra della Sardegna, potrebbero registrare scarti termici anche superiori a +1,5°C rispetto alla media climatologica 1991-2020. In queste zone non è da escludere che si possano raggiungere picchi di 35°C già nei primi quindici giorni del mese, specialmente in presenza di persistenti campi anticiclonici di origine subtropicale.

 

Le città interne come Roma, Firenze, Bologna e Perugia sembrano anch’esse destinate a vivere giornate con temperature elevate e soleggiate, più consone alla piena estate che non a un inizio mese tradizionalmente ancora influenzato da residui della primavera. L’azione dell’anticiclone africano potrebbe dunque farsi sentire precocemente, condizionando non solo le temperature massime, ma anche quelle minime, che in alcuni casi potrebbero non scendere sotto i 20 °C, dando origine alle prime notti tropicali della stagione.

 

Lo scenario cambia radicalmente man mano che ci si sposta verso il Nord Italia, dove si prevede una maggiore variabilità atmosferica. I modelli suggeriscono una persistenza di correnti atlantiche instabili, capaci di scavalcare le Alpi occidentali e penetrare verso la Val Padana e l’arco prealpino. Le conseguenze si tradurrebbero in una maggiore frequenza di temporali, anche di forte intensità, localizzati soprattutto durante il pomeriggio e la sera. Le regioni più esposte sembrano essere Lombardia, Piemonte, Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, dove potrebbero verificarsi eventi associati a grandine, raffiche di vento e precipitazioni abbondanti in brevi lassi di tempo.

 

Questa differenza tra Nord e Sud riflette una configurazione sinottica ancora improntata alla variabilità primaverile, che stenta a lasciare definitivamente spazio alla stabilità estiva. Una variabile aggiuntiva da tenere in considerazione è la situazione sul fronte della circolazione atmosferica globale, in particolare nel Pacifico equatoriale. Le analisi più recenti indicano una possibile transizione da El Niño a La Niña, che, se confermata, potrebbe determinare effetti non trascurabili anche sul continente europeo. In presenza di La Niña, è frequente la formazione di blocchi anticiclonici sull’Europa occidentale e sull’area mediterranea, con la tendenza a generare condizioni di caldo prolungato e siccità nel Sud e nel Centro Italia, mentre il Nord rimane più esposto a interazioni tra masse d’aria contrastanti.

 

Nonostante l’assenza, per ora, di strutture anticicloniche molto estese e durature, i segnali anticipano una fase di transizione stagionale non omogenea, dove l’alta pressione africana tenderà a consolidarsi gradualmente a partire dal Mediterraneo sud-occidentale. In questo contesto, l’instabilità pomeridiana sul Settentrione potrebbe persistere fino alla seconda metà del mese, prima di un eventuale assestamento più stabile nella fase finale di giugno.

 

Sono queste le prime indicazioni meteo climatiche per Giugno 2025, indicazioni che mostrano un’Italia divisa climaticamente, con un Sud proiettato già verso condizioni da piena estate e un Nord ancora alle prese con gli ultimi contrasti della primavera, in un contesto dominato da anomalie termiche positive e da una circolazione atmosferica ancora fluida e dinamica. (METEOGIORNALE.IT)

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Ivan Gaddari

Ivan Gaddari

La laurea in discipline ambientali conseguita nel 2003 col massimo dei voti mi ha consentito di approfondire la materia meteorologica e i concetti più rilevanti di fisica dell'atmosfera. Dal 2004 collaboratore del Meteo Giornale, collaborazione che mi ha consentito di approfondire ulteriormente la materia meteorologica e agrometeorologica. Tutt'oggi editore del Meteo Giornale.

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