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Bolle minacciose di calore nel Nord Africa. Oceano Atlantico già caldo come Giugno

Federico De Michelis di Federico De Michelis
27 Apr 2025 - 13:00
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News, Zoom
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(METEOGIORNALE.IT) Le prime avvisaglie dell’estate 2025 sono già ben visibili e, a tratti, inquietanti. Nel cuore del Nord Africa, così come sopra le acque del bacino sub-tropicale dell’Oceano Atlantico, si stanno formando vere e proprie bolle di calore rovente, ben al di sopra delle medie stagionali. Tali anomalie, ancora parzialmente contenute da un flusso di aria fresca di origine oceanica che protegge l’Europa mediterranea, potrebbero scatenarsi in tutta la loro intensità già da metà Maggio.

Secondo i modelli atmosferici globali, l’estate 2025 potrebbe rientrare nel novero delle stagioni più calde mai registrate. E le premesse sono tutte lì: oceani bollenti, deserti infuocati, strutture anticicloniche africane già attive e, sullo sfondo, un fenomeno climatico globale che rischia di diventare determinante per l’equilibrio termico del pianeta: El Niño.

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L’Atlantico tropicale: un mare fuori scala

Secondo le recenti analisi del National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), la temperatura superficiale dell’acqua nel settore sub-tropicale e tropicale dell’Atlantico settentrionale ha raggiunto, a fine Aprile, valori superiori di 1,5-2,2°C rispetto alla media del trentennio climatico 1991–2020. Si tratta di un dato eccezionale, che si colloca ai massimi storici mai osservati in questo periodo dell’anno. I climatologi della NOAA parlano apertamente di un’anomalia termica strutturale, non riconducibile a semplici oscillazioni stagionali.

Questa enorme quantità di calore presente sulla superficie marina non solo alimenta cicloni tropicali più violenti, ma ha un impatto diretto sulla circolazione atmosferica del Nord Atlantico, condizionando anche la traiettoria e la forza delle onde di calore che, dai deserti africani, possono raggiungere in pochi giorni il cuore dell’Europa meridionale.

 

Nord Africa: la fucina africana è già attiva

Sopra le vaste distese del Sahara algerino e libico, ma anche in Mauritania e nel nord del Mali, si stanno consolidando cupole d’aria rovente, con valori già oltre i 43-45°C, in netto anticipo rispetto alla consueta tempistica stagionale. Alcuni modelli ECMWF mostrano come, in piena primavera, queste masse d’aria siano ampie e persistenti, e abbiano già tentato un affondo verso il Bacino del Mediterraneo centrale nei giorni precedenti.

Una delle configurazioni più temute — ossia l’espansione dell’anticiclone subtropicale africano verso Nord, accompagnato da venti meridionali in risalita diretta dal Sahara — potrebbe concretizzarsi entro la seconda decade di Maggio, facendo impennare i termometri oltre i 32-34°C in molte zone dell’Italia centro-meridionale, Grecia, Spagna meridionale e persino in alcune aree del sud della Francia.

 

Maggio 2025: l’inizio anticipato dell’estate?

Il blocco freddo attualmente posto sull’Atlantico Nord-Occidentale, che favorisce la discesa di aria fresca verso le medie latitudini europee, sta lentamente indebolendosi. Quando questa “protezione oceanica” cederà del tutto — cosa che secondo i modelli potrebbe avvenire tra il 10 e il 15 Maggio — la struttura africana sarà libera di invadere il Mediterraneo in modo più stabile.

In uno scenario di questo tipo, l’Italia potrebbe assistere a un inizio d’estate climatica con settimane d’anticipo, con valori massimi sopra i 35°C nelle zone interne di Sicilia, Sardegna, Calabria e Puglia, e notti tropicali in molte città costiere già prima del 1° Giugno.

I centri di calcolo europei, tra cui Copernicus Climate Change Service, prevedono per i prossimi mesi una probabilità elevata di anomalie termiche positive persistenti su tutto il settore meridionale europeo. L’indice probabilistico dei modelli stagionali indica, per Giugno-Luglio-Agosto 2025, un’anomalia media compresa fra +1,2 e +1,8°C rispetto alle medie recenti.

 

El Niño in arrivo: il fattore scatenante dell’Estate estrema

A peggiorare ulteriormente lo scenario, vi è l’atteso consolidamento di un episodio di El Niño nel Pacifico equatoriale, attualmente in fase di transizione ma in costante rinforzo. Le proiezioni del Climate Prediction Center (CPC) della NOAA indicano una probabilità del 90% che El Niño persista durante la prima parte dell’estate boreale, e che possa influenzare pesantemente le condizioni meteo su scala globale.

In presenza di El Niño, si osserva spesso una disposizione più bloccata delle strutture anticicloniche subtropicali, che tende ad aumentare la durata e l’intensità delle ondate di calore in Europa meridionale. Questo perché la circolazione globale rallenta, e gli scambi meridiani diventano meno efficienti: in pratica, l’aria calda resta bloccata per più giorni sulle stesse regioni, con conseguenze estreme in termini di siccità, incendi e stress termico.

 

Estate 2025: caldo record mese dopo mese?

La combinazione fra un Oceano Atlantico bollente, un continente africano surriscaldato, la debolezza della protezione atlantica fresca e un El Niño attivo potrebbe dar vita a un’estate 2025 senza precedenti. Se le proiezioni venissero confermate, potremmo assistere a:

  • Giugno con picchi oltre i 38-40°C in Italia già nei primi 10 giorni;
  • Luglio che potrebbe risultare il mese più caldo mai registrato in Europa, superando i record del 2022;
  • Agosto con notti tropicali ovunque, anche nelle aree interne, e un’umidità che aggraverà la percezione del caldo, spingendo l’indice di calore su valori pericolosi.

È importante ricordare come l’estate 2022 fu già dichiarata la più calda in Europa dal Copernicus Climate Service, con un’anomalia termica di +1,4°C. Tuttavia, i segnali pre-estivi attuali sono ancora più accentuati, e il sistema climatico globale sembra ancora meno stabile.

 

Il Mediterraneo come epicentro delle anomalie

Il bacino del Mediterraneo è una delle regioni climaticamente più sensibili al riscaldamento globale. Viene definito dagli scienziati come hotspot climatico, proprio per la tendenza a rispondere in modo amplificato alle variazioni globali. L’IPCC, nel suo Sesto Rapporto sul Clima (AR6), ha evidenziato come l’area mediterranea si stia riscaldando del 20% più velocemente rispetto alla media mondiale.

Questa caratteristica peculiare significa che le ondate di calore tendono a diventare più frequenti, più intense e più durature, con ripercussioni dirette anche sulla salute pubblica, sull’agricoltura, sugli ecosistemi marini e sulla disponibilità idrica. Le città italiane, in particolare, soffrono maggiormente per il fenomeno delle isole di calore urbane, che amplificano ulteriormente le temperature notturne.

 

Verso un’Rstate da Codice Rosso climatico

Non si tratta solo di una previsione meteo, ma di un cambiamento strutturale del nostro clima, alimentato dalla combinazione fra forzanti naturali e riscaldamento antropico. Le emissioni di gas serra continuano a salire, e gli oceani trattengono oltre il 90% del calore in eccesso prodotto dal sistema climatico terrestre.

Se l’estate 2025 si svilupperà secondo le attuali tendenze, ci troveremo di fronte a un test cruciale per l’adattamento climatico delle città italiane. Dovremo prepararci a eventi estremi più frequenti, all’esaurimento anticipato delle riserve idriche e alla pressione termica crescente sui sistemi sanitari, già messi alla prova da recenti estati torride.

 

Fonti scientifiche principali citate: (METEOGIORNALE.IT)

  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration: aggiornamenti oceanici e indice ENSO (El Niño-Southern Oscillation)
  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts: previsioni stagionali e dati atmosferici
  • Copernicus Climate Change Service: anomalie termiche e previsioni climatiche europee
  • IPCC – Intergovernmental Panel on Climate Change: analisi del riscaldamento globale in ambito mediterraneo
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Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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