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L’INGANNO meteo della Primavera: le vendette GELIDE di Maggio

Federico Russo di Federico Russo
21 Mar 2025 - 18:30
in A La notizia del giorno, Cronaca Meteo, Meteo News
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Nonostante la crescente frequenza di ondate di caldo precoce, il mese di maggio in Italia non è esente da sorprese climatiche di segno opposto.

 

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(METEOGIORNALE.IT) Le ondate di freddo tardive, seppur più rare rispetto al passato, continuano a manifestarsi in alcune annate, portando un repentino abbassamento delle temperature, piogge persistenti, gelate notturne e perfino nevicate a quote insolite per la stagione. Questi episodi, noti come ritorni di freddo primaverili, rappresentano una delle tante sfaccettature della variabilità climatica mediterranea.

 

In un periodo dell’anno in cui la vegetazione è ormai in piena attività e le colture agricole sono in fase avanzata di sviluppo, un improvviso ritorno del freddo può avere conseguenze pesanti sul comparto agroalimentare, influenzare la stagione turistica primaverile e mettere a dura prova la gestione del territorio, soprattutto nelle aree montane e collinari.

 

Uno degli esempi più recenti e significativi si è verificato nel maggio del 2019, mese insolitamente freddo e instabile. Le temperature medie mensili risultarono ben al di sotto della norma climatica, specialmente al Nord e al Centro Italia.

 

Masse d’aria fredda di origine nord-atlantica e artica raggiunsero la penisola, portando con sé piogge frequenti, minime sotto i 5°C in pianura padana e nevicate tardive sulle Alpi e sull’Appennino settentrionale, a quote anche inferiori ai 1.000 metri. L’intero mese si concluse con un’anomalia negativa che riportò alla mente i maggio del passato, ben diversi da quelli bollenti a cui ci si sta abituando nel nuovo millennio.

 

Andando a ritroso, il maggio del 2013 fu anch’esso segnato da un ritorno d’aria fredda di origine artica, tra il 16 e il 20 del mese. Le conseguenze furono analoghe: brusco calo termico, tempo perturbato, e nuove nevicate su Alpi e Appennino.

 

In alcune zone del Nord, le temperature minime tornarono a sfiorare i 2–3°C, e la colonnina di mercurio restò ben al di sotto della media anche durante il giorno. In agricoltura, i danni furono tangibili, con rallentamenti nello sviluppo delle piante e rischi per la vendemmia precoce.

 

Per trovare un episodio di maggiore intensità, bisogna tornare al maggio 1991, quando una delle più forti ondate di freddo tardivo del secolo interessò l’Italia tra il 5 e il 9 del mese. In quell’occasione, l’irruzione di aria fredda continentale provocò gelate notturne in Pianura Padana e nevicate anche sotto i 600 metri su Alpi e Prealpi.

 

Particolarmente colpiti furono il Trentino, la Lombardia e il Piemonte, dove vigneti e frutteti subirono danni ingenti. L’evento, ampiamente documentato dai bollettini dell’epoca, rimane una delle ultime vere irruzioni fredde di stampo invernale nel mese di maggio.

 

Ancora più a ritroso nel tempo, il maggio del 1957 è entrato nella storia climatica italiana per un’ondata di freddo che colpì gran parte della penisola tra l’11 e il 15 del mese. Le cronache meteorologiche parlano di temperature prossime allo zero anche in pianura e di nevicate sulle colline del Nord Italia, in un periodo in cui ormai si attendevano le prime giornate estive. Anche in quel caso, i danni all’agricoltura furono consistenti e l’impatto sulla stagione primaverile fu particolarmente severo.

 

Questi episodi, seppur isolati, mostrano come la primavera italiana, e in particolare il mese di maggio, possa ancora essere soggetta a forti oscillazioni termiche. In un’epoca dominata dal riscaldamento globale, eventi di freddo tardivo risultano in netta diminuzione, ma non sono scomparsi.

 

Al contrario, la maggiore energia presente nel sistema atmosferico, causata dall’aumento delle temperature globali, può talvolta favorire dinamiche più estreme, anche in senso freddo, soprattutto se si instaurano particolari configurazioni bariche.

 

La presenza di blocchi anticiclonici nel Nord Europa o sull’Atlantico, ad esempio, può deviare masse d’aria fredda verso l’Italia, determinando rovesci, temporali e cali termici improvvisi anche in pieno maggio.

 

Ciò suggerisce l’importanza di non sottovalutare il rischio di episodi anomali in primavera, sia in termini di pianificazione agricola, sia per la gestione delle risorse energetiche e idriche. (METEOGIORNALE.IT)

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