
Il temporaneo rinforzo dell’Anticiclone degli ultimi giorni ha riportato in alto le temperature con meteo quasi primaverile in questo weekend su alcune regioni, per effetto di venti meridionali. L’alta pressione sta però iniziando a vacillare, in vista di un crescente flusso atlantico che riporterà in auge le perturbazioni.
Il maltempo tornerà protagonista la prossima settimana. L’Alta Pressione che ancora interessa l’Italia è la stessa che ci ha protetto dal grande gelo artico continentale che persiste sull’Europa Orientale. Pian piano il flusso atlantico sta premendo, costringendo il gelo a ritirarsi sempre più ad est.
Non finiremo mai di dire che è sfumata davvero una grande occasione per l’Italia di vivere una fase rigida e potenzialmente nevosa, come non si vedeva da diversi anni. C’era davvero l’opportunità di vivere un evento di quelli importanti che potevano rimanere nella storia.
Alla fine il gelo russo ha optato per una rotta più orientale, arrivando comunque ad un passo dal nostro Paese dove sono sopraggiunti degli spifferi d’aria fredda in un contesto peraltro anticiclonico. Il grande Inverno non ci ha strizzato l’occhio per un soffio e ora diventa difficile sperare in altri eventi invernali simili.
La prossima settimana ci attendiamo comunque un cambiamento, che metterà fine all’attuale dominio anticiclonico. Non sarà nulla di eclatante, ma sarà sufficiente per riportare un contesto invernale su alcune zone d’Italia, tutto sommato pienamente nella norma di questo periodo.
Ciclone in evoluzione sull’Italia, nevicate in montagna
L’abbassamento di latitudine del flusso perturbato atlantico convoglierà un’intensa perturbazione, pronta ad investire tutta Italia. Gli effetti del maltempo, in termini di precipitazioni, risulteranno esaltati dall’approfondimento di un vortice ciclonico sul cuore dell’Italia.
Il peggioramento inizierà da Martedì 25 con l’ingresso della parte avanzata della perturbazione a partire dal Nord, poi il grosso del maltempo sarà tra Mercoledì 26 e Giovedì 27. Le piogge potranno essere anche a carattere temporalesco e tornerà anche la neve dopo un periodo di assenza.
La neve cadrà localmente copiosa specie sulle Alpi, con cumulati complessivi anche di 30-50 cm sulle aree più colpite. Non ci dobbiamo attendere neve a quote troppo basse, visto che l’aria non sarà particolarmente fredda. In genere nevicherà dai 1000 metri sulle Alpi e a quote più elevate sugli Appennini.
Tutto sommato sarà un’evoluzione perturbata tipica del periodo che comunque ci avvierà verso una fase altalenante e dinamica. Come noto, Marzo può essere in grado di mostrare un volto più invernale. Vedremo se ci sarà occasione di sperimentare colpi di coda del freddo più incisivi nelle prossime settimane.