
(METEOGIORNALE.IT) Il quadro barico del mese di gennaio rischia di subire profonde modifiche rispetto a Dicembre e soprattutto rispetto agli anni scorsi, quando solitamente vivevamo mesi di gennaio particolarmente stabili e avari di pioggia o di neve. Quest’anno, le condizioni meteo rischiano di rivelarsi estremamente diverse, strizzando l’occhio al crudo inverno.
Vortice polare sotto assedio
In effetti, la fase piuttosto stabile di questo avvio 2025 non deve trarre in inganno, poiché andiamo incontro a un lungo periodo dinamico e vivace, a seguito di un nuovo tracollo del vortice polare, che si manifesterà nel corso di questa settimana. Il vortice polare sarà letteralmente assediato dalle alte pressioni principali del nostro emisfero, come l’anticiclone delle Azzorre, quello siberiano e quello delle Aleutine presente nell’Oceano Pacifico. L’azione combinata di questi tre anticicloni causerà un clamoroso tracollo del vortice polare, costringendolo a inviare masse d’aria gelida verso latitudini più basse, tra cui proprio l’Europa.
Est Europa nel gelo
Già a ridosso dell’Epifania, le temperature crolleranno a picco su tutta la Scandinavia, la Russia europea, la Polonia, i Paesi Baltici, la Repubblica Ceca, la Slovacchia, la Romania, l’Ungheria e la Bulgaria. Le temperature rischiano di precipitare di oltre 10 °C sotto le medie del periodo, favorendo nevicate diffuse fino a quote pianeggianti, che andranno a consolidare un vastissimo serbatoio gelido, determinante per l’evoluzione meteo anche della nostra penisola nelle prossime settimane.
Italia a rischio freddo intenso
Solitamente, in presenza di importanti serbatoi gelidi sull’Est Europa, l’Italia ha maggiori probabilità di fare i conti con ondate di freddo intenso, capaci di portare nevicate a bassissima quota o in pianura. A quanto pare, questo rischio diventerà realtà subito dopo l’Epifania, grazie all’ingresso di queste gelide correnti nord-orientali sia sull’Europa centrale che sul Mediterraneo.
Il periodo meteo cruciale potrebbe essere quello tra il 10 e il 20 gennaio, proprio in prossimità di metà mese. Le fredde correnti nord-orientali potrebbero conquistare soprattutto le regioni adriatiche e quelle del Sud, permettendo l’arrivo di abbondanti nevicate, non solo in Appennino, ma anche a quote molto più basse.
Per un coinvolgimento del Nord Italia, sarebbe necessaria l’interazione del gelo con le perturbazioni atlantiche, ma al momento questa possibilità sembra faticare a decollare. Tuttavia, restano aperti spiragli per un possibile cambio di scenario, che sarà monitorato nei prossimi aggiornamenti. (METEOGIORNALE.IT)
