
(METEOGIORNALE.IT) Nel settembre del 2024, l’uragano Helene ha devastato il Mill Creek, a Old Fort, in North Carolina, causando gravi danni da inondazione e sottolineando l’impatto crescente dei fenomeni meteorologici estremi. L’evento si inserisce in un contesto climatico segnato da temperature senza precedenti e una stagione autunnale eccezionalmente calda e secca negli Stati Uniti.
Secondo l’ultimo rapporto climatico della NOAA, il novembre 2024 è stato il sesto più caldo mai registrato, con l’autunno meteorologico – che comprende settembre, ottobre e novembre – classificato come il più caldo della storia. La temperatura media di questo periodo ha raggiunto i 14,2 gradi Celsius, superando i record precedenti.
Temperature anomale e siccità diffusa
Durante l’autunno del 2024, ben 18 stati hanno vissuto uno dei loro tre autunni più caldi. In particolare, il Maine, il Wisconsin, il Texas, il Nebraska e il Minnesota hanno registrato temperature autunnali mai viste prima. Parallelamente, il Maine, il New Jersey, il Delaware e il Connecticut hanno sperimentato condizioni di estrema siccità, rendendo questa stagione la più arida mai documentata in queste aree.
Le precipitazioni totali sono state inferiori alla media nazionale di 0,02 metri, con soli 0,2 metri di pioggia accumulati su scala nazionale. Questo deficit ha reso l’autunno del 2024 il terzo più secco mai registrato negli Stati Uniti.
Un anno che rischia di entrare nella storia climatica
Se il trend di temperature anomale persiste anche nel dicembre 2024, l’anno potrebbe diventare il più caldo mai registrato negli Stati Uniti, con una temperatura media annua stimata di 13,9 gradi Celsius, superiore alla norma di 3,3 gradi. Questo dato rifletterebbe un’accelerazione dei cambiamenti climatici in corso.
Temperature oceaniche e una stagione degli uragani intensa
Non solo la terraferma ha subito l’impatto del riscaldamento globale: anche le temperature superficiali degli oceani hanno raggiunto livelli record. Ciò ha alimentato una stagione degli uragani nell’Atlantico particolarmente intensa, conclusasi il 30 novembre con la formazione di 18 sistemi tropicali nominati, quasi la metà dei quali si è trasformata in uragani.
Il numero di tempeste che hanno toccato terra nel 2024 si colloca tra i valori record registrati negli anni 1893, 2004 e 2005, dimostrando l’aumento della frequenza e dell’intensità di eventi meteorologici estremi.
Gli eventi climatici del 2024, dalle inondazioni causate dall’uragano Helene alle temperature record, sono segnali evidenti di una realtà climatica in evoluzione. Questo scenario richiede una maggiore attenzione alle politiche di mitigazione e adattamento, per affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico globale. (METEOGIORNALE.IT)
