(METEOGIORNALE.IT) L’evoluzione meteo a breve termine appare piuttosto chiara: si assisterà a una graduale riduzione della forza dell’alta pressione e a una progressiva diminuzione delle temperature. Attualmente, in montagna, si registrano valori termici particolarmente elevati, ma questi caleranno in modo significativo. Nelle pianure, soprattutto nelle regioni settentrionali, il calo termico sarà più contenuto, quasi impercettibile inizialmente. Nel resto d’Italia, la diminuzione delle temperature massime sarà lieve.
Il punto centrale di questo periodo non è tanto l’alta pressione prevista per Capodanno, ormai un fatto conclamato, quanto piuttosto l’evoluzione meteo successiva, quella che precede l’Epifania e il suo lungo ponte festivo. In particolare, i giorni immediatamente successivi, quando molte attività riprenderanno dopo le festività natalizie, potrebbero essere interessati da importanti cambiamenti atmosferici.
I modelli matematici, come spesso avviene in un contesto di irruzione d’aria fredda, hanno mostrato incertezze, suggerendo una riduzione dell’intensità dell’ondata di freddo. Tuttavia, gli ultimi aggiornamenti hanno riproposto la possibilità di una fase fredda, particolarmente intensa, con un nucleo gelido che si consoliderà in Russia, originato dall’Artico, e che si raffredderà ulteriormente nelle aree continentali di Russia e Scandinavia.
Nel Mar Mediterraneo, verso l’Italia, si formeranno zone di bassa pressione che richiameranno aria fredda da nord, facilitando il transito di correnti da nord verso sud e successivamente da nord-est a sud-ovest. Questa configurazione è favorevole alle ondate di gelo, anche se al momento non si possono ancora fare previsioni meteo certe. Si tratta comunque di un evento potenzialmente imponente rispetto a quanto osservato negli ultimi anni.
Osservando i dati del Centro Meteo Europeo, si nota che intorno al 5 gennaio, sulle regioni settentrionali, potrebbe arrivare aria fredda con valori sotto la media, specialmente in quota. Ciò comporterà un sensibile abbassamento delle temperature in montagna. Tuttavia, al suolo, questo cambiamento potrebbe risultare meno evidente inizialmente.
Il 6 gennaio, l’aria fredda, associata a un vasto vortice, dovrebbe spingersi verso la Francia e la parte orientale della Penisola Iberica, mentre il cuore del gelo rimarrà concentrato appena a nord delle Alpi fino alla Scandinavia meridionale e centrale.
Questa prima fase di freddo intenso dovrebbe attenuarsi gradualmente verso metà mese, lasciando temperature diffusamente sotto la media di gennaio in Italia. Tuttavia, secondo le proiezioni, pochi giorni dopo potrebbe arrivare una nuova ondata di aria fredda, con effetti che potrebbero protrarsi fino alla fine del mese.
Gennaio sarà probabilmente caratterizzato da vortici ciclonici di origine polare, accompagnati da aria fredda che, in diversi episodi, raggiungerà il Mediterraneo centrale e l’Italia, portando forse anche condizioni di gelo.
In termini di precipitazioni, si attendono fenomeni soprattutto lungo la penisola italiana, nelle isole maggiori e nella fascia alpina. Al contrario, la pianura padana centro-occidentale potrebbe registrare precipitazioni meno rilevanti. Con queste irruzioni di aria fredda, è probabile che si verifichino nevicate su molte regioni italiane, inclusa la Valpadana, dove già tra una decina di giorni si potrebbe parlare di neve.
Va sottolineato che, data la complessa orografia dell’Italia, queste sono proiezioni generali. Per dettagli più precisi sulle previsioni meteo locali, sarà necessario monitorare giorno per giorno, soprattutto in presenza di irruzioni di aria fredda che possono generare notevole instabilità atmosferica. (METEOGIORNALE.IT)
